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Il supporto fisico ha davvero le ore contate?

supporto fisico

Le big coreane Samsung e LG snobbano il supporto fisico, ma è davvero giunto il momento di dire addio ai nostri amati dischetti digitali?

Qualche giorno fa, la notizia della cessata produzione e sviluppo di lettori Blu-ray e UHD da parte di Samsung è stata raccolta da diverse testate online, pagine facebook, gruppi e forum come una sorta di “epitaffio” del supporto fisico, facendo così rimbalzare sulla rete commenti più o meno catastrofici da una parte e quasi esultanti dall’altra.

Non vogliamo addentrarci in discorsi “da tifoseria”, ma nel caso non sappiate quale sia la nostra filosofia in materia, AF premia la massima qualità esperienziale e almeno per ora, anche se il margine si assottiglia sempre di più, il supporto fisico vince ancora (ma siamo sempre pronti a seguire ogni innovazione sul fronte “liquido”).

Ma tornando alla questione, davvero ci si stupisce se Samsung “abbandoni il campo” con il supporto fisico? La cosa non dovrebbe coglierci di sorpresa: il colosso coreano, lato entertainment domestico, punta sempre di più con i propri televisori ad offrire un pacchetto tecnologico e di servizi altamente competitivo, in cui lo streaming video detiene certamente un ruolo centrale. Basti pensare alla recente inclusione in Tizen TV dell’app di iTunes Movie.

Il supporto fisico ha davvero le ore contate?

Come molti nostri lettori hanno giustamente notato nei commenti alla notizia, il mercato dei lettori UHD, che sono “la novità” in campo players di questi anni, è fortemente presidiato dalle giapponesi, Sony e Panasonic in testa, con la fascia più alta ed esigente di mercato che si rivolge invece a Oppo (almeno fino a qualche mese fa, vedremo chi ne raccoglierà il testimone…), al nuovo Pioneer, al meno noto Cambridge CXUHD o ai top di gamma dei brand prima citati.

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Altro problema, ma correlato: a differenza di quanto accade in Germania, in Italia il segmento dei lettori UHD 4K viene quasi del tutto snobbato dalla distribuzione specializzata: basta girare nei principali store per rendersi conto della scelta via via sempre più limitata di prodotti a disposizione nei punti vendita. In alcuni MediaWorld abbiamo addirittura visto sparire anche i lettori Blu-ray e DVD dalle aree espositive: bisogna chiedere agli addetti e allora si scopre che “qualcosa in magazzino dovrebbe esserci”.

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In questo scenario, un’azienda come Samsung che punta sui grandi numeri è naturale che decida di puntare su altro. Nessuno lo ha fatto notare, ma la situazione di LG, concorrente principale di Samsung, è del tutto analoga.

Quanti modelli di TV 4K LG sono stati presentati al CES? Parecchi.

E… quanti lettori UHD/Blu-ray? Nessuno.

E dire che con la spinta di marketing dell’OLED e (molto secondariamente) del Dolby Vision, a livello teorico avrebbe senso proporre un player di un certo livello da affiancare alle meraviglie tecnologiche LG in ambito TV 4K.

Il supporto fisico ha davvero le ore contate?

Eppure siamo fermi dei player che, per quanto si vedano bene e siano compatibili col formato HDR premium Dolby Vision (due su tre), per il resto sono assolutamente dozzinali (senza display e dalla meccanica rumorosa), tanto che l’UP970 del 2017 da numerosi problemi di lettura con i dischi UHD BD-100 (a triplo strato) che non erano ancora stati stampati nel momento in cui i lettori sono usciti sul mercato. Abbiamo raccolto diverse segnalazioni in merito e noi stessi, recensendo i dischi UHD, abbiamo avuto spesso problemi in tal senso e gradiremmo che LG “ci mettesse una pezza”, meccanica dei lettori permettendo.

A ben vedere quindi, salvo improvvisi ritorni di fiamma, sia Samsung sia LG stanno abbandonando il fisico.

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Dunque siamo ancora più catastrofisti? Assolutamente no.

Panasonic alla propria convention ha mostrato due nuovi lettori che supporteranno sia il nuovo HDR10+ sia il Dolby Vision e presidia tutte le fasce di mercato, da quella più economica a quella per il pubblico più esigente, con l’UB9000 certificato THX.

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Sony dubitiamo resti a guardare e comunque ha già immesso diversi player sul mercato, anche negli ultimi mesi.

Ma, cosa ancora più incoraggiante, i dischi UHD si vendono. Certo, in Italia molto meno che altrove, ma se la domanda globale è in crescita è difficile che di colpo scompaiano i lettori per questi supporti.

Lo streaming dal canto suo, continuerà a crescere e a diventare qualitativamente più competitivo di pari passo con la crescita della banda (ricordiamoci che è in arrivo il 5G e la fibra nei capoluoghi diventa sempre più veloce) e l’efficienza dei codec, è la naturale evoluzione delle cose. Ma dare per spacciato il supporto fisico adesso è solo allarmismo (o click-baiting).

Un pubblico che vorrà sempre stringere l’oggetto tra le mani, osservarlo, collezionarlo, ci sarà ancora per diverso tempo e quanto accaduto in campo musicale ne è la testimonianza.

Il supporto fisico ha davvero le ore contate?
Previsione sul settore musicale di Goldman Sachs

CD e Vinili, anche se pian piano stanno diventando una nicchia di mercato, ne hanno ancora una fetta significativa e un bacino di acquirenti fedeli. Anche se nei prossimi anni gli introiti fossero completamente sbilanciati sullo streaming, qualcosa di fisico verrebbe comunque prodotto, altrimenti non si spiegherebbe il fenomeno del merchandise. Con “qualcosa” intendiamo supporti speciali, per i veri “fan”.

In un mondo dell’home entertainment in cui gli acquirenti del supporto fisico diventano sempre meno, è logico dedurre che tra i “Die harder”, siano pure “pochi ma buoni”, ci sia un pubblico davvero appassionato che cerca l’edizione speciale, la steelbook, il pezzo “limitato”, mentre gli altri, attirati dal prezzo più basso, verranno attratti altrove. Meno edizioni ma di qualità più alta? (e per il resto sfruttare ciò che offre la rete?)

Una provocazione che approfondiremo meglio prossimamente…


 

 

 

 

 

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