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Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

Nel panorama dei videoproiettori Sony alto di gamma UHD nativi abbiamo avuto il piacere di testare a fondo il Sony VPL-VW570ES

Dal punto di vista meramente estetico prosegue la felice scelta di Sony con piacevole design, linee arrotondate, impiego di robuste plastiche che assieme al peso restituiscono un ampio senso di durabilità. Come il suo fratello minore, il VPL-VW570E è un videoproiettore 4K nativo 10 bit, quindi non vobulato per fruire in misura totale e definitiva di segnali UHD, con compatibilità HDR-10 e HLG (molto importante nel caso si desiderasse fruire nella giusta misura di programmi provenienti per esempio da ricevitori satellite come Sky-Q).

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

I 2 terminali HDMI 2.0b a disposizione sono full bandwidth e viaggiano a 18 Gbps ma attenzione a gestire con granu salis la fonte in ingresso: per esempio l’Oppo UDP-203, così come il 205, può venire impostato con spazio colore 4:4:4/12 bit ma in tal caso il proiettore non mostrerà alcuna immagine, dato che non può andare oltre segnali 10 bit 4:2:2. D’altro canto con 4:4:4/12 bit saremmo comunque fuori standard. Non commettete l’errore di lasciare l’Oppo settato su spazio colore automatico perché ricampionerà comunque 4:4:4 impedendo la visione dell’immagine, obbligando a un reset forzato del player. Input massimo 4096 x 2160/HDR/60p.

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

Il primo stupore una volta posizionata e accesa la macchina è legato alla rapidità del setup, non capita spesso di ritrovarsi velocemente con un’immagine centrata e a fuoco anche se fuori asse rispetto alla posizione perpendicolare centro schermo.

Lens shift motorizzato con tasto jogger sul cabinato, sensibile, consentendo in poche mosse di essere pronti all’uso. Accensione del sistema di illuminazione piuttosto rapida e anche qui in una manciata di secondi l’apparato è pronto a mostrare il setup menù, di default in basso a sinistra schermo ma si può sempre decidere di spostarlo in diversa posizione. Telecomando un po’ lungo ma completissimo e retroilluminato.

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

Il Sony VPL-VW570ES è un videoproiettore fuori dal comune, ha un costo importante ma a nostro avviso equiparato alla tecnologia SXRD (3 x 0.74″) integrata (minimizzato lo spazio tra pixel con tempo di risposta pari a 2,5 ms nell’allineamento delle aree dei colori primari frame by frame), all’elettronica proprietaria Sony e alla capacità di gestire il segnale video in ingresso.

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

I 1.800 lumen sono a nostro avviso importanti, se non addirittura fondamentali per un uso pensato in ambito 3D, dove occhiali shutter LCD dedicati (venduti a parte) abbattono parte della fonte luminosa, che almeno nel caso del VPL-VW570ES resterebbe comunque elevata per uno spettacolo stereoscopico di grande impatto.

Ma le doti tecniche di questo videoproiettore non si fermano certo qui, il diaframma meccanico permette di dosare al meglio la luce, il posizionamento dell’ottica è memorizzabile, rapporto di contrasto dinamico pari a 350.000:1 (nativo attorno a 19.000:1).

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

Quanto detto si traduce in buona sostanza in una qualità d’immagine davvero sorprendente. Già a partire da segnali 1080p si hanno a disposizione una serie di opzioni per gestire la fluidità e la cadenza dei frame, elaborare al meglio le informazioni in ingresso e avvicinandosi molto se non del tutto a un triangolo di Gamut anche qui d’eccellenza benché nei limiti dello spazio colore REC.709.

Scala grigi REC.709, ‘Cinema Film’ dopo la calibrazione

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Così com’è l’apparato è pronto a mostrare il segnale senza che sia necessario chissà quale intervento manuale sui colori primari. Lasciando l’impostazione su bianco D65 (che rispetto a D50 è spostato verso il blu che non verso il giallo), gamma 2.2, l’RGB è già di suo una bellezza, eventuale ritocco permette di rientrare agilmente al di sotto della soglia d’allarme a livello di percentuale di scostamento (Delta E), restando una minima accentuazione alle alte luci.

Luminanza che a massima potenza resta attorno ai 43 nit al 50% salendo a 150 nit al 100% (circa la metà in modalità risparmio), nel nostro caso a una distanza di 3,5 metri e schermo di 2 metri di base. Ricordiamo che il bilanciamento del bianco è raggiungibile selezionando la temperatura colore.

Gamut Rec.709, ‘Cinema Film 1’ dopo calibrazione

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Discorso diverso spostandoci verso il più ampio spazio colore DCI-P3, dove la misurazione in parte lascia a desiderare sul verde, più indietro rispetto al riferimento, migliore la resa per il rosso e ancor di più per il blu. Si tratta comunque di considerazioni più accademiche e certo non reale impatto visivo. Ricordiamo che il Sony VPL-VW570ES dispone di un comodo e funzionale sistema di auto taratura del bianco per mantenersi allineati in termini di fedeltà cromatica man mano che la lampada va a esaurirsi.

Gamut DCI-P3, ‘Cinema Film 1’

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

I test svolti nell’arco di una decina di giorni sia in ambito HD che UHD hanno messo in evidenza tutte le intrinseche qualità di una macchina altamente performante, in grado di gestire dinamicamente la luce in misura intelligente e restituendo la sensazione di neri più profondi. Oltre ai consueti segnali test abbiamo chiamato in causa svariato materiale Home Video di cui vi abbiamo resi partecipi negli scorsi giorni con recenti recensioni (Hereditary – Le radici del male, Omicidio a luci rosse, Logan Noir 4K, Narcos stagione 3, Stronger – Io sono più forte).

Andando a cogliere materiale indietro nel passato al solito abbiamo chiamato in causa prodotti reference nativo 4K come Blade Runner 2049 e Revenant – Redivivo. Il sistema SXRD e la luminosità della lampada così come il diaframma meccanico hanno subito messo in evidenza tutti i pregi della fonte.

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

In caso di fault all’origine con limitazioni di encoding si può sempre provare a intervenire manualmente per correggere la resa e in taluni casi abbiamo avuto difficoltà a cogliere limiti minori di un segnale MPEG-4 che altrimenti sarebbe stati più evidenti su un classico TV 10 bit.

Cinema Film 1‘ oppure ‘Cinema Film 2‘ restano i preset migliori a prescindere dalla risoluzione della fonte mentre ricordiamo che ne sono presenti altri tra cui ‘TV’, ‘Foto’, ‘Gioco‘, ‘Luminosità Cinema’, ‘Luminosità TV’. La tendenza resta quella di esaltare un po’ troppo il Blu ingenerando un’immagine un po’ troppo fredda ma resta una questione di gusti dal momento che non ci si discosta mai troppo dal ‘Riferimento’, altro preset consigliato.

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

‘Gioco’ fa caso a parte e durante le prove abbiamo saggiato la resa di Red Dead Redemption II su Xbox One X, l’unica console capace di offrire questo specifico game realmente 3840 x 2160 a 30 fps (quasi) fissi. L’elaborazione del segnale anche qui ha offerto una visione d’alto livello, stupefacente per la capacità di restituire texture e modelli poligonali nemmeno stessimo assistendo a un film western.

VERDETTO

Al netto degli scostamenti nelle misurazioni in DCI-P3 il Sony VPL-VW570ES ha dimostrato di essere un videoproiettore tra i migliori sul mercato, con una capacità di gestire il segnale video in ingresso seconda a nessuno, lampada estremamente luminosa, flessibilità nella manipolazione delle informazioni passate attraverso i due terminali HDMI full rate. Pronta all’uso in una manciata di minuti, nel caso dell’esemplare in nostro possesso non siamo stati costretti a intervenire per scala dei grigi e taratura del bianco.

Test Sony VPL-VW570ES – Un sogno Ultra High Definition

Il prezzo resta l’ostacolo maggiore ma già in questo periodo abbiamo notizie di lettori che hanno interpellato il negoziante di fiducia con offerte molto al di sotto degli 8.000€ di listino. Il VPL-VW570ES si è rivelata un’altra grande ‘macchina da guerra’ Sony, con diaframma meccanico addirittura assente sul fratello maggiore laser 760 (che supera i 10.000€).

Portafoglio permettendo questo è al momento uno degli apparati realmente in grado di aprire una straordinaria porta sull’Home Cinema, col rischio di rimanere letteralmente ‘incollati’ alla poltrona fino a esaurimento, della vista o della lampada.

Sony VPL-VW570ES
9 Recensione
Pro
Immagine spettacolare
Flessibilità setup
Bilanciamento bianco automatico
1.800 lumen
Diaframma meccanico
4K nativo
Contro
Prezzo impegnativo
Gamut DCI-P3 migliorabile
Riepilogo
Pannello: SXRD - LCD reflective (3xLCoS)
Risoluzione: 4096 x 2160 pixel
Diagonale MD: 0,74"
Illuminamento: Lampada HP mercurio
Luminosità massima: 1800 Lumen
HDR: HDR-10/HLG
Profondità colore: 10 bit
Connessioni: 2 x HDMI 2.0 (4K/60p), 1 USB (5 VCC Max. 500 mA), RS-232, RJ45 (10BASE-T/100BASE-TX)
Rumorosità: 26 dB
Consumo: 460 W
Peso/Ingombro: 14 Kg /496 x 205 x 464 mm (LxAxP)
Prezzo: 7,999 euro
Sito del produttore: https://pro.sony/it_IT/products/4k-sxrd-projectors/vpl-vw570es
Immagine
Funzioni
Costruzione
Audio
Il giudizio di AF


 

 

 

 

 

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