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iPhone X: è lui lo smartphone più bello del reame?

IPHONE X

Costa un occhio della testa, ma tra prestazioni, materiali, display e comparto fotografico iPhone X è uno smartphone a cui non manca nulla per stupire.

Dopo 11 generazioni iPhone stava iniziando a diventare uno smartphone fin troppo prevedibile, tanto che i recenti iPhone 8 e 8 Plus hanno colpito ben poco l’immaginario degli appassionati, pur restando due ottimi device di fascia alta. IPhone X è invece qualcosa di veramente nuovo e soprattutto diverso per i canoni di Apple. Ormai si sa tutto su questo melafonino con display senza bordi e con riconoscimento facciale tramite la tecnologia Face ID, ma la vera curiosità era vederlo all’opera e soprattutto utilizzarlo giorno dopo giorno. L’abbiamo fatto e questo è il nostro resoconto.

Design e costruzione

Poco più largo di iPhone 8, iPhone X è caratterizzato da un display che occupa praticamente tutta la parte frontale del telefono, riuscendo a raggiungere una diagonale di 5,8’’ là dove iPhone 8 deve accontentarsi di uno da 4,7’’. Un display simile ha comportato la scomparsa del pulsante Home e l’unica parte frontale non occupata dal display è il cosiddetto “notch” (o conca) sulla parte superiore dello schermo, che ospita tutta l’elettronica per il riconoscimento facciale (oltre naturalmente alla camera frontale).

Fronte e retro del telefono sono in vetro (e se lo rompete, il conto per la riparazione è salatissimo), mentre ai lati troviamo una cornice in acciaio inossidabile che dona al tutto una forte sensazione di solidità e robustezza. Sul retro il doppio modulo fotografico disposto in verticale sporge un po’ troppo in fuori per i nostri gusti, ma va anche detto che utilizzando una cover (e la userete sicuramente) non ci si fa nemmeno troppo caso.

Troviamo poi la certificazione IP67 che permette al telefono di resistere sott’acqua per mezz’ora fino a un massimo di un metro di profondità (Galaxy S8 però è certificato IP68) e, rispetto ad iPhone 8 Plus, questo smartphone è sicuramente più pratico da utilizzare con una sola mano. Da segnalare inoltre che, come vedremo dopo, l’aggiunta del vetro posteriore come sui due iPhone 8 ha portato anche su iPhone X la ricarica wireless.

Display

Non fosse per il notch, che ha già diviso gli appassionati (c’è chi lo detesta e chi in fondo lo trova poco invasivo), il display di iPhone X sarebbe davvero strepitoso. E per molti versi lo è. Il passaggio dai pannelli LCD-IPS a questo nuovo OLED con griglia Pentile prodotto da Samsung ha portato indubbi vantaggi nel contrasto e nel livello dei neri.

La risoluzione di 2436×1125 pixel è leggermente più bassa di quella di altri smartphone top di gamma (il display del Galaxy S8 ad esempio arriva a 2960×1440 pixel). Fatto sta che è praticamente impossibile notare i pixel a una distanza “normale” dal display e Apple ha evitato la resa fin troppo accesa e vibrante di molti schermi OLED visti ultimamente in ambito Android, preferendo puntare su una resa più bilanciata ma sempre naturale e vivace al punto giusto.

Rispetto ai display IPS del passato l’angolo di visione è leggermente meno ampio (a una certa angolazione si nota un leggero cambiamento dei colori), ma nulla di particolarmente grave e la luminosità è tra le migliori in assoluto mai viste prima su uno smartphone OLED e questo grazie anche al supporto all’HDR.

Attivando la modalità TrueTone già apprezzata su iPad Pro e su iPhone 8 e 8 Plus, i colori diventano decisamente più caldi e meno bluastri, senza però stravolgere il bilanciamento cromatico generale. E una volta che vi siete abituati, farete davvero fatica a tornare indietro e a disabilitare il TrueTone. Purtroppo il notch risulta intrusivo quando si gioca o si guardano dei video e ciò, combinato con l’aspect ratio di 19.5:9, rende iPhone X un dispositivo con meno spazio utile per i contenuti multimediali rispetto all’iPhone 8 Plus con il suo display tradizionale da 5,5’’.

Audio

Apple ha optato ancora una volta per l’assenza del jack audio da 3,5mm e l’adattatore compreso nella confezione continua a rimanere una scelta poco fruibile e brutta da un punto di vista estetico. Manca poi ancora il supporto per file audio hi-res in iTunes e, nonostante i proclami di Apple, non siamo riusciti a riprodurre nessun FLAC tramite l’applicazione File.

Nessun problema con i file WAV e, in questo caso, iPhone X si è dimostrato un ottimo player audio e inferiore solo a veri e propri DAP dedicati espressamente alla sola fruizione audio. Anche gli speaker integrati ci hanno sorpreso, essendo molto più potenti di quelli dei precedenti iPhone senza però perdere nulla in precisione o dettaglio. Logico poi che l’ascolto in cuffia dia ben altre soddisfazioni, ma per una volta ascoltare una canzone direttamente dagli speaker di uno smartphone non rasenta il tragicomico.

Funzioni

La doppia fotocamera posteriore, che ha debuttato in casa Apple lo scorso anno con iPhone 7 Plus, ha visto su iPhone X molti miglioramenti, inclusa la stabilizzazione ottica per entrambi gli obiettivi (il primo con apertura f/1.8 e il teleobiettivo da f/2.8). Gli stessi sensori possono ora contare su pixel più grandi e “profondi” per assicurare una resa migliora con poca luminosità e un miglior range dinamico.

La modalità di scatto HDR è sempre attiva e fa un lavoro eccellente nel bilanciare le situazioni di luminosità più rischiose. I risultati fotografici degli iPhone sono sempre stati improntati a una resa molto vibrante e vivida dei colori più che a una realistica e naturale. IPhone X non fa eccezione, ma i risultati sono comunque ottimi. Colpisce sempre l’effetto bokeh con i ritratti e i video in 4K a 60 fps (un plus che pochi smartphone possono oggi vantare) non sono da meno, così come l’effetto slow motion in 1080p a 240 fps.

A livello software e di usabilità, complice anche l’assenza del pulsante Home e la necessità di nuove gesture di controllo, iOS 11 su iPhone X presenta alcune particolarità, come per esempio l’accesso al Centro di Controllo tramite swipe dall’alto verso il basso partendo dall’angolo destro del display, oppure lo swipe verso l’alto per chiudere le app.

Queste e altre gesture possono anche non piacere e sicuramente molti rimpiangeranno il pulsante Home, ma va anche detto che dopo un paio di giorni controllare iPhone X diventa piuttosto naturale, sebbene rimanga un certo fastidio per le moltissime app di terze parti non ancora aggiornate per supportare appieno la presenza del notch, con risultati non proprio esemplari sia a livello visivo, sia di usabilità.

L’assenza del pulsante Home ha poi portato a novità anche per quanto riguarda l’attivazione di Siri (pressione prolungata sul pulsante di accensione) e di Apple Pay (doppia pressione sullo stesso pulsante). Venendo invece al “rivoluzionario” Face ID, bisogna ammettere che funziona bene e che lo sblocco, una volta riconosciuto il volto dell’utente, è rapidissimo (mezzo secondo).

Solo in alcuni frangenti (per esempio all’esterno con un sole molto forte) o non allineando perfettamente il proprio volto con il telefono, lo sblocco non avviene. Si tratta però di situazioni molto particolari e contando che Face ID non fa una piega nemmeno quando siamo al buio e vogliamo sbloccare il telefono, non ci sentiamo di criticare troppo questo aspetto, anche se di spazio per miglioramenti ce n’è ancora.

Prestazioni

Abbiamo già visto all’opera il SoC A11 Bionic di Apple su iPhone 8 e 8 Plus e lo ritroviamo anche qui in tutta la sua potenza accompagnato da 3 GB di RAM. Utilizzare iPhone X è un piacere anche per l’estrema fluidità con cui si muove tutto, dalle schermate di iOS 11 all’apertura delle app fino al funzionamento dei giochi più pesanti e delle app per la realtà aumentata.

La batteria, almeno dalla nostra esperienza, si pone a metà strada tra quella di iPhone 8 e quella di iPhone 8 Plus, anche se per fortuna è più vicina a quest’ultimo come autonomia. Arriverete infatti a fine giornata senza particolari problemi, mentre per la ricarica potete finalmente scegliere tra quella tradizionale (50% in circa un’ora) e quella wireless, che se da un lato può essere sfruttata con qualsiasi base di ricarica compatibile con lo standard Qi, dall’altro risulta decisamente più lenta di quella cablata anche se decisamente più pratica e immediata (a voi la scelta).

Verdetto

Finora non abbiamo parlato di prezzi, che sono rispettivamente di 1189 euro per la versione da 64GB (quella da noi testata) e di 1359 euro per quella da 256GB. Tanta roba, ma ormai di Apple non ci stupiamo più (basti pensare ai nuovi MacBook Pro con TouchBar) e in ogni caso iPhone X è un device che fa tutto benissimo e che non ha quasi nessun punto debole, se non un Face ID non ancora perfetto, l’assenza del jack audio (ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine) e quel amato/odiato notch che in effetti può dare fastidio con certe app non ancora aggiornate.

Per il resto siamo di fronte a uno smartphone che è una scheggia di velocità, ha un display eccellente, un comparto fotografico all’altezza, materiali premium, dimensioni gestibili anche con una mano e una tecnologia come la camera True Depth che lascia aperti molti spiragli di innovazione. Perché in fondo in un prodotto simile Apple non poteva non farci assaporare un po’ il gusto del futuro.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Gianluca Andrini

    Il costo produttivo non è tale da giustificare un simile costo finale, a mio parere, anche tenendo conto che è passata un po’ la moda dell’ultimo modello di smartphone.

  • SydneyBlue120d

    Gli iPhone 2017 sono gli unici smartphone al mondo con codifica 2160p60, peraltro in formato HEVC, non ne esistono e non ne esisteranno altri fino all’anno prossimo.

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