Featured home HI-FI Prove

Sony WI-1000X: le cuffie wireless neckband con Bluetooth aptX HD

Sony WI-1000X

Cancellazione del rumore, Bluetooth aptX HD, fino a 17 ore di autonomia e una qualità audio sorprendente. LE Sony WI-1000X ci sono piaciute davvero tanto.

Con sempre più produttori di smartphone che rinunciano al tradizionale jack per le cuffie e offrono soluzioni alternative (gli odiati dongle) scomode e ben poco eleganti, l’esigenza di auricolari o cuffie wireless di buona qualità si fa sempre più sentire. Tra i moltissimi modelli oggi disponibili sul mercato ci sono anche le cosiddette cuffie neckband, caratterizzate da un collare più o meno flessibile che unisce i due auricolari.

Una soluzione che può rivelarsi vincente, essendo più compatta delle classiche cuffie on-ear e offrendo una maggior stabilità e un’autonomia più elevata rispetto ai recenti in-ear totalmente wireless in stile AirPods. Le cuffie wireless Sony WI-1000X, disponibili in Italia a un prezzo di listino di 330 euro, sono le sorelle più grandi dei già noti e apprezzati auricolari in-ear WF-1000X, rispetto ai quali costano circa 100 euro in più.

Non poco, ma in cambio si hanno una maggiore autonomia, controlli di riproduzione a portata di mano e, soprattutto, una qualità audio migliore.

Sony WI-1000X

Costruzione

Le cuffie neckband possono non piacere per via del collare, che alcuni trovano confortevole e altri scomodo. Le Sony WI-1000X ne offrono uno di qualità superiore rispetto a quello delle Bose QuietComfort 30, seppur quest’ultimo sia più flessibile e meno rigido.

I pulsanti per mettere in pausa, rispondere alle chiamate, gestire il volume, accendere-spegnere ed eseguire il pairing Bluetooth sono disposti proprio sul collare e, con pressioni prolungate di vario tipo, si attivano i controlli per la riproduzione. Per questi ultimi avremmo forse preferito pulsanti dedicati, ma anche così ci si abitua dopo pochissimo tempo.

Sony WI-1000X

Funzioni

Sulla parte destra del collare troviamo un pulsante che permette di attivare i diversi livelli della cancellazione attiva del rumore, uno dei plus di queste cuffie. La modalità Ambientale lascia passare i suoni circostanti ed è quindi utile quando si corre o si va in bicicletta per avvertire i rumori del traffico. La modalità Cancellazione rumore, più adatta per ambienti come gli uffici o i mezzi di trasporto, elimina invece i suoni “monotoni” come i rumori dei motori di un aereo quando siamo in volo o quelli di un climatizzatore in funzione.

C’è un’ulteriore scelta permessa dall’app Headphones Connect per iOS e Android, con la quale possiamo ad esempio attivare un’impostazione per modulare in diversi step la quantità di cancellazione del rumore a seconda dei nostri movimenti (la modalità si basa sui dati di localizzazione provenienti dallo smartphone). Si tratta però di una funzione ancora un po’ acerba, visto che anche stando seduti nella saletta dei test l’app ha cambiato impostazioni come se ci trovassimo all’esterno.

Un altro elemento importante da sottolineare è la presenza del Bluetooth in versione 4.1 con aptX HD, che, a patto di avere una sorgente audio compatibile con questo standard (come ad esempio il DAP Astell & Kern Kann o gli smartphone LG G5, G6 e V20), permette uno streaming audio di altissima qualità fino a 24bit/48kHz rispetto ai 16bit/44.1kHz permessi dal Bluetooth aptX.

Sony WI-1000X

Se invece serve una connessione cablata, potete utilizzare il cavo 3,5mm-USB presente nella confezione, in modo da continuare l’ascolto anche quando rimanete con la batteria scarica. Un rischio che comunque non dovreste correre spesso, visto che Sony dichiara 10 ore di autonomia con la cancellazione del rumore attivata e 17 ore senza (e dobbiamo ammettere che dai nostri test queste tempistiche si sono rivelate molto precise).

Qualità audio

Come primo test abbiamo connesso le Sony WI-1000X via Bluetooth a un iPhone 6S, aperto l’app di Deezer, scelto la qualità di riproduzione massima e lanciato Aaron Burr, Sir, brano tratto dalla colonna sonora del musical Hamilton. Il risultato appare fin da subito piacevole e convincente, con la batteria leggera e i bassi carichi di impatto che catturano perfettamente lo stato d’animo del protagonista.

Sony WI-1000X

A colpire sono proprio i bassi restituiti non come un blocco unitario e “pesante” ma con diverse texture e con un dettaglio insperato per questo tipo di cuffie. Quando il brano rallenta, permettendo a Burr di dare il suo consiglio, il rimprovero e la derisione di Hamilton sono elementi resi con più sfumature rispetto a quanto si può percepire con le meno costose Sony WF-1000X. Il carattere sonoro delle due cuffie è molto simile, ma dalle WI-1000X si riesce a ottenere di più in termini di dettaglio e particolari.

Siamo poi passati al brano Farmers Refuted e abbiamo apprezzato l’abilità che queste cuffie hanno nell’organizzare all’interno dello spazio di ascolto le varie voci, senza dimenticare la resa della dinamica quando gli alti e i bassi dei parlati cambiano velocemente senza per questo perdere in coesione. Passando a materiale hi-res, abbiamo scelto Burn The Witch dei Radiohead utilizzando l’Astell & Kern Kann per testare il Bluetooth aptX HD.

Sony WI-1000X

Anche in questo caso nulla da ridire. Il dettaglio e la precisione dei piatti sono sopraffini e le note alte degli archi scorrono piacevolmente e senza asprezze. Anche in situazioni molto meno favorevoli da un punto di vista qualitativo, come ad esempio un video su YouTube, le Sony WI-1000X non si scompongono affatto. Certo, vista la fonte compressa della musica, non bisogna aspettarsi miracoli, ma 99 Luftballons di Nena suona sempre in modo contagioso e il dettaglio non è affatto male.

Verdetto

Il design in stile neckband può non piacere a tutti e 330 euro non sono pochi, ma contando il valido sistema di cancellazione del rumore, l’ottima qualità audio, l’elevata autonomia e il fattore portabilità, l’acquisto è caldamente consigliato. Certo, puntando sulle WF-1000X si spendono oltre 100 euro in meno, ma a nostro avviso questa spesa in più è assolutamente giustificata.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

Social

Pin It on Pinterest