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Sony A1 OLED KD-55 – Il mondo non è abbastanza

Portabandiera del colosso giapponese, la serie Sony A1 OLED TV è pronta ad affrontare il mondo del 4K, ma il mondo è pronto?

La tecnologia alla base dell’OLED è tra le più all’avanguardia del mercato. Pixel auto-illuminanti, diodi organici a emissione di luce che vantano prestazioni da primato, in questo caso un pannello OLED di fabbricazione LG ed elettronica Sony, il modello KD-55 A1. Il risultato? Scopriamolo assieme.

Design

Anche nel corso delle passate stagioni Sony non ha mancato di stupire a partire dal design, con monolitici modelli dall’estetica raffinata, proprio come la nuova serie A1 che ne ha ereditato il base concept. Nessuno stativo centrale sotto schermo o piedinatura laterale bensì una base d’appoggio posteriore con apertura a ‘V’ invertita: la lieve inclinazione verso l’alto rende possibile anche la collocazione a pavimento.

Installazione

L’assenza di qualsivoglia illuminazione retro pannello ha consentito allo stesso di raggiungere uno spessore davvero minimal senza impedire l’arte nella forma e la consueta grande cura nei particolari. Senso di solidità, già a 55” pollici siamo a un discreto peso netto (25 Kg) cui va a sommarsi un solido elemento in metallo per un totale di 29 Kg circa. Da soli l’assemblaggio del Sony A1 è ancora possibile ma prestando estrema attenzione a non esercitare pressioni sullo schermo. Il back-panel non è solo un robusto elemento di appoggio, con tanto di pulsante meccanico di sicurezza, ma offre il supporto audio e l’intero parco connessioni.

Sony A1 OLED

Non è consentito alcun tipo di rotazione o movimento dello schermo. Completa l’estetica posteriore un sottile coperchio in plastica con tela grigio scura a rendere più elegante anche il dorso della base d’appoggio. Peso da gestire a parte, l’operazione d’installazione è rapida con fissaggio di sole 4 viti e non dà adito a perplessità di sorta. In alternativa è sempre possibile l’ancoraggio a muro con supporto VESA. Dimensioni e ingombro sono importanti già col 55” pollici: 122,8 × 71,0 × 33,9 cm (LxAxP)

Sony A1 OLED

Comandi e terminali

Ampia l’offerta terminali con doppio ingresso parabola, 75 Ohm DGTV (+ modulo accesso condizionato) combatibile DVB-T/DVB-T2, video composito + audio stereo, 3 connessioni USB (1 x 3.0, 2 x 2.0), 4 HDMI 2.0 compatibili HDCP 2.2 di cui il nr. 2 e nr. 3 (+ ARC) sono fondamentali per la gestione di segnali UHD.

Il posizionamento centrale nella parte bassa a inserimento verticale non è granché comodo mentre sono presenti un paio di alette in plastica per tenere raccolto il set di cavi. La sottilissima cornice nera e la struttura stessa del Sony A1 hanno costretto alla collocazione dei comandi manuali lateralmente sulla base d’appoggio posteriore con pulsante di accensione/spegnimento, selezione canale, volume, ingresso esterno.

Telecomando purtroppo non retroilluminato, plastica robusta con inserti in gomma, pratico da usare anche se con la consueta forma squadrata, completo con set di funzioni che rendono semplice la navigazione sia all’interno dell’ampia sezione set-up che nell’uso quotidiano. Sulla parte superiore è posizionato il microfono per i comandi vocali, pad direzionale centrale, due tasti per accesso diretto a Netflix e Google Play.

Impiego

La navigazione in rete con il Sony A1 è abbastanza pratica ma se si è abitudinari del Web e dei suoi contenuti il consiglio è quello di interfacciare via Bluetooth una tastiera con mouse pad o trackball incorporati, evitando la frustrazione della diversa tempistica. Il Bluetooth è utilizzabile anche per un’eventuale cuffia senza fili ma ricordiamo che posteriormente è raggiungibile l’uscita mini-jack stereo.

Sony A1 OLED

Anche la linea Sony A1 è dotata di sistema operativo Android (6.0 Marshmallow), efficace e sempre pronto all’azione ma, anche dopo l’ultimo aggiornamento firmware di ottobre (v6.2671) il punto debole rimane lo zapping dei canali: i tempi di risposta non sono soddisfacenti e la frazione di secondo che occorre per passare alla successiva o precedente memoria non crediamo possa andare d’accordo con chi ama ‘scanalare’ rapidamente.

Per quanto l’elettronica interna riesca intelligentemente a intervenire smussando con lo scaling i limiti di segnali 576i, ci si ritrova pur sempre a visionare immagini SD SDR su pannello 55” 4K 10 bit e non si possono pretendere miracoli. L’OLED è un pannello che potrebbe piacere molto a chi ha trascorsi con i Plasma ed è alla ricerca di uno strumento per visionare al meglio quanto di meglio la tecnologia può offrire oggi, meno interessato a ciò che riservano i canali generalisti la domenica pomeriggio. Partendo dal basso a livello qualitativo non si dovrebbero visionare canali DGTV che non siano almeno 1080i, noi siamo riusciti a vedere una partita di calcio in diretta RAI e le immagini live in HD, pur con i limiti del segnale ricevuto, si sono rivelate vivaci e piacevoli, senza visibile effetto motion blur.

Sony A1 OLED

La sezione satellitare è di ottimo livello, sensibile e completo il ricevitore integrato è rapidamente configurabile a seconda che l’apparato venga connesso ad antenna singola o con distribuzione condominiale. È ovviamente prevista l’opzione di gestione canali attraverso specifico provider (per es. Sky) oppure la memorizzazione di satelliti generici.

Come un pavone che sorprende per la raffinata e coloratissima ruota anche il Sony A1 da il meglio di se con segnali UHD. Se l’infrastruttura in cui è inserito l’apparato non consente di ricevere un segnale di rete di potenza adeguata (almeno 30 Mbit/sec) ben difficilmente si potrà godere a pieno delle potenzialità del 4K in streaming senza soffrire per la compressione dovuta alla gestione auto-adattiva. Eccetto qualche blasonato segnale via satellite l’unico modo è la visione di programmi 3840 x 2160 da Ultra HD Blu-ray mentre ricordiamo che il pannello è in grado di gestire immagini sino alla risoluzione 4096 x 2160 pixel (50/60 Hz).

Sony A1 OLED

L’utilizzo come monitor per computer è possibile ma consigliabile solo in misura minore e saltuaria ricordando per l’OLED il problema della ritenzione d’immagine per loghi e/o icone fisse. Assente terminale VGA/D-Sub 15 pin. Quando in modalità stand-by il pannello effettua verifiche ogni 4 ore di esercizio ma è possibile forzare manualmente la ‘pulizia’, operazione che l’azienda stessa consiglia di non eseguire più di una volta l’anno per non pregiudicarne la longevità. Nel nostro caso abbiamo connesso via HDMI un laptop nel momento in cui sono stati eseguiti i test e la calibrazione impostando la visualizzazione unicamente tramite TV: dopo mezza giornata di lavoro nessun segno di elementi ‘stampati’.

Quanto a longevità, va tenuto in considerazione che gli ingressi HDMI disponibili sono 2.0a mentre il TV non potrà offrire compatibilità con hardware 2.1 tra cui la futura game console Microsoft Project Scorpio. In ambito gaming la resa dell’A1 non è così esaltante con input lag attorno ai 40 ms, indipendentemente dall’HDR, presumibilmente inferiore con segnale in ingresso 4K come per esempio con la PS4 Pro per assenza di rescaling.

Qualità Video e set-up

Nella Modalità Immagine si ha a disposizione la consueta pletora di preset consigliati per migliorare la resa anche con smodato aumento della brillantezza o per visionare immagini statiche, game console oppure ‘Personale’ per una taratura fine del pannello. Da un sotto menù si accede a luminosità e colore, attivazione sensore di luce ambientale e impostazioni avanzate.

Sony A1 OLED

Tra i pochi punti deboli della catena di visualizzazione OLED, il livello di luminosità è quello che in genere incide sul gradimento tout court e di cui si sente parlare più spesso. Non è quindi una sorpresa trovarlo impostato a livello massimo indipendentemente dalla Modalità Immagine selezionata.

Sony A1 OLEDCon Contrasto si sceglie il livello del bianco senza interferire con quello del nero, Gamma in genere andrebbe lasciato a zero per avvicinarsi a una resa 2.2 mentre con valore -2 ci si avvicina a 2.4. Intensità del nero è un altro parametro importante già correttamente impostato a 50, benché riportato da altri marchi come Brightness: un valore troppo basso ‘affoga’ eccessivamente gli elementi o all’opposto muta i neri in grigi. Regolazione del nero è disattivo e così dovrebbe rimanere, a meno che non si desideri chiamare in causa l’elettronica per migliorare la resa dei neri, per la natura stessa del pannello non se ne sente francamente il bisogno, de gustibus.

Super Contrasto attiva la funzione di contrasto dinamico col rischio di mettere troppo in evidenza i contorni dei particolari specie quelli in primo piano. Importante l’X-tended Dynamic Range che gestisce al meglio i picchi di luminosità e il valore medio andrebbe lasciato tale per ottenere circa 200 nits (300 nits in modalità alta oppure 100 nits se spento), che è quanto abbiamo scelto per i test. Nella sezione Limpido molto importante la voce Gradazione uniforme per una migliore gestione di segnali SD tendendo a evitare l’effetto posterizzazione.

L’intervento sulla temperatura colore ha un’impostazione base dove si può agire sui tre fondamentali RGB suddivisi in Gain per le alte luci e Bias per le basse luci. Per una taratura fine si agisce su 10 punti per migliorare la scala dei grigi. Il Sony A1 è dotato di processore X1 Extreme, di cui abbiamo già decantato le pregevoli qualità nella precedente recensione del Sony BRAVIA XE9305.

Sony A1 OLEDSotto Movimento, alla voce Motion Flow, che per visionare film è consigliabile lasciare True Cinema, si può anche agire manualmente in modalità Personale, con gestione indipendente di Fluidità, per variare l’interpolazione frame; Nitidezza è l’inserimento di frame neri (BFI – Black Frame Insertion) che nella serie A1 ha solo due posizioni: Minimo/spento, Massimo/acceso, eventualmente da chiamare in causa per gestire il motion blur.

Nelle Opzioni Video suggeriamo di lasciare le voci Modalità HDR, Gamma Video HDMI ed Estensione Colore settate ad ‘Auto’. Il set-up dello spazio colore è ampio come sempre: BT.709 per immagini FHD, DCI (inteso come DCI-P3, con copertura di circa il 45,5% dello spettro visibile da occhio umano, superiore del 35,9% rispetto a BT.709) per segnali UHD, Adobe RGB per fotografia, BT.2020 sempre per segnali UHD ma con copertura pari al 75,8% del visibile.

Come prima accennato è fortemente consigliato l’utilizzo degli ingressi HDMI 2 e 3 per una ragione ben precisa: attraverso il sotto menù Ingressi Esterni si accede al Formato Segnale HDMI che da ‘Standard’ va settato ‘Enhanced‘: ciò consente di sfruttare l’intera banda passante per segnali avanzati come 4K 60p, 4:2:0 10 bit, o ricampionati 4:2:2, 4:4:4 12 bit.

Billy Lynn – Un giorno da eroe

Con l’ausilio di un player avanzato come l’OPPO UDP-203, connesso a uno dei succitati ingressi, l’impostazione ‘Enhanced’ diventa fondamentale per ottenere il massimo da programmi UHD altrettanto avanzati tra i quali non smetteremo mai di consigliare Billy Lynn – Un giorno da eroe in quanto proposto HFR a 60 fps (anche se sempre 4:2:0/10 bit) e che proprio in virtù di questo segnale e di uno dei due ingressi HDMI 2 e 3 sarà possibile inviarlo al TV ricampionato 4:2:2/12 bit sempre 60 fps mentre su HDMI 1 e 2 l’immagine mostrata diventerebbe 4:2:0/8 bit (60 fps). In alternativa si può affidare il compito all’elettronica del TV.

Misure e taratura

In Modalità Immagine ‘Brillante’ abbiamo rilevato oltre 680 cd/mq, davvero notevole a patto di accettare un livello di blu con picchi del 180%.

Modalità Immagine ‘Brillante’

Sony A1 OLED

Sony A1 OLED

Una volta calibrato, il pannello il valore massimo alle alte luci si aggira attorno a 198 cd/mq per un risultato comunque appagante senza eccessi cromatici.

Modalità Immagine ‘Personale’

Sony A1 OLED

Sony A1 OLED

Sony A1 OLED

Sempre a proposito dell’ultimo aggiornamento disponibile lo scorso fine ottobre (v6.2671) si è arricchita anche la sezione HDR che oltre all’HDR-10 ha aggiunto l’HLG, Hybrid Log Gamma per la gestione wide color gamut di segnali broadcast mentre più avanti (la data non ci è stata purtroppo confermata) il TV sarà compatibile Dolby Vision. Infine Film mode può tornare utile se necessitasse la conversione tra interlacciato e progressivo con compensazione frame onde eliminare l’effetto sfarfallio.

Audio

La sezione audio del Sony A1 offre una piacevole diffusione sonora a patto di accettare alcuni limiti della tecnologia ‘Acoustic Surface’ che sfrutta l’intero pannello, risentendo solo in parte di inferiore incisività in gamma media e tutto sommato con bassi accettabili, potenza totale 50 Watt (10 x 5). Chiunque avesse desiderio di maggiore dinamica e presenza scenica il consiglio è di aggiungere soundbar, ricordando che la collocazione non potrà essere sullo stesso piano del TV, altrimenti si andrebbe a coprire la sezione inferiore dell’immagine.

Sony A1 OLED

Posteriormente è presente il terminale mini-jack stereo per allaccio cuffie oppure si può sfruttare il Bluetooth. Nel corso del test abbiamo connesso una cuffia senza fili (sempre Sony, modello MDR-XB50BS), operazione che ha richiesto circa 1 minuto; alla riaccensione del TV le stesse sono state riconosciute velocemente solo se già accese con saltuario errore di accoppiamento. Presenti diverse modalità di equalizzazione del segnale con ulteriore rifinitura su parlato o aumento della spazialità d’insieme.

Verdetto

Il Sony A1 ci ha ripetutamente sorpreso per qualità dell’immagine e capacità del processore X1 Extreme di gestirla al meglio delle possibilità concesse dalla migliore tecnologia di elaborazione e rielaborazione che l’azienda potesse mettere in campo.

Auspicando miglioramenti nei tempi di risposta da parte del sistema operativo Android, il KD-55 A1 si è rivelato una autentica ‘macchina da guerra’ per appassionati della qualità video assoluta e che al momento desiderano vedere al meglio immagini reference come quelle offerte dai dischi 4K UHD. Meno consigliabile a chi avesse intenzione di farne uso quotidiano esclusivo attraverso emittenti DGTV con segnali SD SDR, al momento occorre essere consci dei limitati canali UHD anche via satellite e della relativa qualità legata alla compressione video.

Sony A1 OLED

Mentre permangono riflessioni sulla capacità futura di aumentare ulteriormente il livello della luminosità.

La tecnologia OLED ha dimostrato elementi di tangibile crescita tecnologica: nero infinito, fedeltà cromatica, tempi di risposta istantanei e nessun effetto scia, immenso angolo di visione 180° senza perdita di luminosità e contrasto e certo non ultimo il comparto prezzi sempre più interessante. A riconferma di ciò l’interesse del consumatore finale e la maggiore quota di mercato raggiunta dall’OLED, avvicinandosi agli importanti numeri dell’LCD nonostante gli ultimi ritrovati come il Quantum Dot Photo-Enhanced.

SONY A1 OLED KD-55
8.5 Recensione
Pro
Schermo OLED reference
Flessibilità firmware
Audio Acoustic Surface
HDR-10, HLG, Dolby Vision (futuro)
Parco connessioni
Contro
Telecomando non retroilluminato
Luminosità migliorabile
Zapping canali lento
Resa audio migliorabile
Posizionamento terminali
Input lag (gaming) 40 ms in FHD
Qualche incertezza Bluetooth
Riepilogo
Pannello: OLED
Risoluzione: 3840 x 2160 pixel
Diagonale: 55"
HDR: HDR-10, HLG, Dolby Vision (futuro)
Profondità colore: 10 bit
Connessioni: 2 x HDMI 2.0 + 2 x HDMI 2.0 (4:2:2/4:4:4/ARCx1), 1 USB 3.0, 2 USB 2.0, Ethernet, 1x CI+, ottico, mini-jack stereo (subwoofer), antenna VHF/UHF, Satellite (femmina tipo F 75 Ω ×2)
Prezzo: 2.999 euro
Sito del produttore: http://www.sony.it/electronics/televisori/a1-series
Immagine
Funzioni
Costruzione
Audio
Il giudizio di AF
  • fabry20023

    “” ricordando per l’OLED il problema della ritenzione d’immagine per loghi e/o icone fisse.””
    Fatemi capire…è lo stesso problema dei plasma ???!!!

    • Claudio Pofi

      Ciao Fabry, il problema dello ‘stampaggio’ è del tutto simile. Tenendo presente che trattasi di diversa tecnologia e che l’elettronica è in grado di eseguire a dovere la ‘pulizia’ dello schermo, come ho scritto il consiglio di acquistare un OLED è rivolto a chi consuma più cinema che televisione generalista per ovvi motivi. Un grosso marchio dell’elettronica di consumo ha dimostrato che gli OLED si stampano come i Plasma per portare acqua al proprio mulino: 12 ore a schermi accesi (no dico, 12 ORE!): https://www.youtube.com/watch?v=ld1RqqFMZWo

      • fabry20023

        Consideriamo che si tratta di un vero e proprio Spot (Samsung) a sfavore di LG,quindi sulla veridicità assoluta avrei qualche dubbio…
        Soprattutto perchè il problema era già risolvibile con i vecchi plasma(vedasi l’esperienza di Albert Banks).
        Giochi esclusi ,oggi ,se ci fate caso,i loghi delle varie TV sono tutti semitrasparenti…Quindi…

        • Claudio Pofi

          La domanda che è sorta spontanea al sottoscritto è solo una: chi caspita tiene acceso un TV in casa propria 12 ore di fila?

    • Albert Banks

      PANASONIC vt 20 plasma preso a ottobre 2010, pedala ancora alla stra grande, mio padre guarda per 2/3 ore al giorno bloomberg con la barra dei titoli in basso sempre impressa, 0 problemi “stampaggio”, dopo svariate ore rimane un leggero stampaggio che sparisce dopo pochi minuti che la v è stata spenta….. 7 anni, ora l’ho spostata in taverna e su ho messo OLED A1 55pollici. tv only Japan

      • Claudio Pofi

        Il VT20 Panasonic ha fatto storia, uno dei pannelli tecnicamente più all’avanguardia del periodo, hai detto niente caro Albert! Ti quoto al 100%

  • Gianluca Andrini

    Sono un estimatore del oled-rgb dei monitor professionali di questa marca, i futuri televisori ne saranno una evoluzione economica ma di qualità.

  • Aragorn 29

    Linee risolte con immagini in movimento (in modo nativo e senza artifizi vari)??

    Io apprezzo gli oled, ma temo che su questo siano tanto deboli quanto gli lcd… e mi da noia pensare che si sia tornati indietro rispetto ai plasma
    Ricordo che già gli Oled 1080p non risolvevano affatto tutte e 1080 le linee … ma 3-400.

    E nessuno mi ha mai spiegato se era un prolblema della tecnologia Oled o meno.

    Certo, se non è cambiato qualcosa, figuramoci accade su un 4k.

    • Claudio Pofi

      Quindi la tua convinzione è che un OLED 2K mostri solo 400 linee e non 1080? E che la stessa cosa accada anche sui pannelli LG UHD di ultima generazione? Che significa “non risolvevano affatto tutte e 1080 le linee”? Fanno da ‘imbuto’ per il segnale in ingresso? C’è una dimostrazione tecnica da qualche parte nel Web o su qualche testo o pensi non venga divulgata notizia per non danneggiare il mercato? (Domanda quasi retorica ma apprezzerei una risposta, grazie)

      • Aragorn 29

        Io non so se la cosa accada sui modelli attuali, ma che accadesse sulle prime due generazioni di Oled 1080p ne son certo… perchè ricordo le prove. Poi all’atto pratico potrebbe anche darsi che la frequenza elevata del pannello minimizzi comunque la cosa… non so. Mi piacerebbe che le prove (di AF e di altri) ne riparlassero, per capire lo stato dell’arte, ma vedo che sulla questione è calato il silenzio e nessuno pubblica più dati strumentali in merito. In ogni caso, se ne hai uno, disattiva tutti i filtri e le interpolazioni e vedi cosa accade.

        • Claudio Pofi

          Abbiamo in prova per alcune settimane l’EZ1000 65″ Panasonic OLED, terremo conto di quanto suggerito, della resa con e senza filtri.

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