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Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince poco

galaxy buds

Si controllano bene, hanno una companion app molto completa e sono ricchi di feature, ma i Galaxy Buds non convincono granché sul versante audio.

Nonostante la praticità degli auricolari true wireless (cioè del tutto privi di cavi), pochi dei modelli che abbiamo testato finora si sono rivelati pianamente all’altezza del potenziale di questa tecnologia. Da quando gli auricolari true wireless hanno raggiunto il mercato, abbiamo visto ottimi prodotti come gli Apple AirPods, i Sony WF-1000X e i Samsung Gear IconX (2018 Edition), ma la maggior parte di questi auricolari è afflitta da problemi non secondari come l’instabilità della connessione Bluetooth o una qualità del suono insoddisfacente per il prezzo richiesto.

Dopo l’annuncio di ieri degli AirPods di seconda generazione, tocca oggi ai Samsung Galaxy Buds, arrivati sul mercato in concomitanza con il nuovo trio di smartphone Galaxy S10 e disponibili in Italia a 149 euro, almeno che non abbiate aderito alla promozione pre-lancio che li offriva gratuitamente se si prenotava un Galaxy S10 o S10+. Fare meglio dei Gear IconX del 2018 non sarà facile, ma contando che nel tempo Samsung ha migliorato costantemente i suoi in-ear total wireless, le aspettative per questo nuovo modello (considerando anche il prezzo non certo basso ma inferiore a quello di tanti quotati rivali) sono decisamente alte.

Costruzione e comfort

Come è consuetudine per gli auricolari totalmente wireless, i Galaxy Buds comprendono due auricolari senza fili all’interno di una custodia di ricarica che non solo li protegge quando non sono in uso, ma offre anche alcune ore extra di autonomia. Il case ha la forma e le dimensioni di un sassolino e si inserisce facilmente in una tasca del cappotto.

Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince poco

Visto che gli auricolari true wireless devono ospitare tutti i componenti al loro interno, la maggior parte dei modelli visti finora si è rivelata più ingombrante rispetto a quelli wireless tradizionali con un cavo che unisce i due auricolari, ma per fortuna non è questo il caso. I Galaxy Buds, che sfoggiano una deliziosa finitura bianco-perla (ma sono disponibili anche in nero e giallo), sono piuttosto piccoli e, una volta inseriti nelle orecchie, non vi faranno apparire come dei marziani. Inoltre, la loro forma ergonomica, grazie soprattutto alle estremità in gomma fornite in dotazione, li aiuta non solo a inserirsi comodamente nelle orecchie, ma anche a rimanervi saldamente all’interno.

Togliendoli dalla custodia e inserendoli nelle orecchie, si attiva automaticamente la modalità di pairing, in modo che il dispositivo portatile connesso li veda immediatamente. Durante i test questa associazione automatica ha funzionato perfettamente con un Samsung S10, un OnePlus 6T e un iPhone 6s Plus, mentre se il pairing con il vostro device non avviene automaticamente, basta tenere premuti entrambi gli auricolari per tre secondi per fare tutto manualmente.

Gli auricolari forniscono un’autonomia di circa sei ore, con il case di ricarica che fornisce altre sette ore. Un piccolo LED all’interno della custodia cambia colore per indicare lo stato della batteria. La custodia si ricarica tramite il cavo USB-C in dotazione, anche se una nuova funzione di condivisione offerta quest’anno da Samsung consente di caricare la custodia in modalità wireless posizionandola sulla cover posteriore del Galaxy S10+.

L’app Galaxy Wearable (disponibile solo per Android) serve per controllare lo stato della batteria degli auricolari stessi. E non è tutto. Per gli utenti di dispositivi Android l’app apre le porte a numerose altre funzionalità, tra cui la personalizzazione del controllo tattile. Di default un tocco su uno degli auricolari riproduce/mette in pausa una canzone, mentre con due tap si risponde o si termina una chiamata o si salta alla traccia successiva e, con tre tap, si torna a quella precedente.

Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince poco

È anche possibile scegliere se un tap normale o uno prolungato su uno degli auricolari avvia il controllo vocale tramite Bixby, abbassa/alza il volume o attiva la modalità Ambient Sound. Quest’ultima amplifica il rumore di fondo per consentire all’utente di percepire i suoni dell’ambiente circostante senza dover rimuovere gli auricolari. Una feature sempre gradita (soprattutto per chi corre o va in bicicletta), ma la sconsigliamo per ascoltare musica per un certo periodo di tempo.

Vi consigliamo invece di sperimentare un po’ con le modalità di equalizzazione (bass boost, soft, clear, treble boost e dynamic), anche se alla fine abbiamo preferito l’ultima per il maggior equilibrio di cui è capace. Infine, l’app consente di impostare i Galaxy Buds per avvisarvi di eventuali notifiche e persino per farvele leggere da Bixby (una feature davvero comoda e che non si trova spesso), ma può anche aiutare a localizzare gli auricolari se vi siete dimenticati dove li avete messi.

La stabilità del Bluetooth può fare un’enorme differenza quando si parla di auricolari total wireless. Anche se un modello di questo tipo ha un suono e un design eccellenti, le frequenti disconnessioni e i problemi di sync tra gli auricolari stessi possono rovinare l’intera esperienza di ascolto. Durante i nostri primi giorni di test la sincronizzazione tra l’auricolare destro e quello sinistra ha dato diversi problemi, ma fortunatamente Samsung ha rilasciato due aggiornamenti software che hanno quasi risolto il problema. Diciamo quasi perché ora, sebbene gli auricolari siano molto più stabili rispetto a solo qualche giorno fa, continuiamo a riscontrare qualche sporadico problema di sincronizzazione quando li accoppiamo al nostro iPhone 6s Plus.

Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince poco

Qualità audio

Fin qui tutto bene (anzi, molto bene), ma ciò che Samsung si è “dimenticata” di fare è di fornire una qualità audio pari al resto delle caratteristiche appena descritte e degna del prezzo richiesto. I Galaxy Buds infatti suonano più o meno come degli in-ear a buon mercato e anche tenendo conto della praticità del design true wireless, la qualità audio non va molto d’accordo con i 149 euro richiesti.

Facciamo partire la toccante Hurt di Johnny Cash e mentre apprezziamo una brillantezza generale più che decente, la chitarra acustica manca di corpo e calore. Sembra sottile e vuota e la voce di Cash viene quasi derubata della sua vissuta drammaticità. I Galaxy Buds faticano anche con le dinamiche e una certa mancanza di trasparenza significa che non trasmettono grande interesse per le tracce che riproduciamo.

Questa “magrezza” sonora evidenzia anche la distorsione ad alti volumi quando si ascoltano brani con una strumentazione molto densa. Siamo quindi sorpresi che i Galaxy Buds siano stati prodotti in collaborazione con AKG (ora di proprietà Samsung), le cui cuffie ci sono quasi sempre piaciute (anche quelle di fascia più bassa). Non aiuta poi il fatto che i Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince pocoSony WF-1000X (che oggi si trovano online anche a 130 euro) siano considerevolmente migliori un po’ su tutti i fronti audio, dimostrando dinamiche, dettagli, equilibrio e attitudine ritmica superiori.

Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince poco

Alla fine la qualità audio del Galaxy Buds è molto più vicina a quella degli AirPods che non a quella dei Sony, ma preferiamo comunque gli auricolari di Apple per la loro maggiore raffinatezza ed equilibrio, sebbene sul versante delle funzionalità i Galaxy Buds rimangano nettamente superiori.

Verdetto

Dare un voto ai Galaxy Buds non è per niente semplice, proprio perché il divario tra funzionalità e qualità audio è estremamente ampio. Alla fine, considerando comunque che non suonano in modo pessimo, abbiamo optato per la sufficienza, ma continuiamo a considerare questi in-ear total wireless come un’occasione mancata sia in relazione al prezzo, sia nel confronto con i diretti rivali.

© 2019, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince poco e Samsung Galaxy Buds: tante funzioni, ma l’audio convince poco dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
3

Sommario

Si controllano bene, hanno una companion app molto completa e sono ricchi di feature, ma i Galaxy Buds non convincono granché sul versante audio.

Pro
Buona autonomia
Design pratico e confortevole
Connessione Bluetooth stabile con Android

Contro
App solo per Android
Qualità audio appena sufficiente

Scheda tecnica
Peso: 5,6 gr (singolo auricolare), 40 grammi (case)
Connettività: Bluetooth 5.0
Connessione: USB-C
Prezzo: 149 euro
Sito del produttore: www.samsung.com/it


 

 

 

 

 

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