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Apple AirPods: rivoluzionari ma poco pratici

auricolari wireless

Belli da vedere, innovativi, un set-up di una semplicità disarmante, una qualità audio più che soddisfacente. Ecco come Apple vuole rivoluzionare il mercato degli auricolari wireless.

Pensavamo di dover attendere mesi prima che gli AirPods arrivassero sugli scaffali, visti i continui e sospettosi ritardi accumulati da Apple a partire dalla presentazione di settembre. Ma alla fine i primi auricolari totalmente wireless realizzati dalla casa di Cupertino sono sbarcati sul mercato e si possono acquistare anche in Italia a 179 euro. Un prezzo che come al solito non mancherà di scatenare polemiche, ma che per una volta, considerando ad esempio gli oltre 200 euro dei Gear Icon X di Samsung (inferiori sotto molti aspetti seppur dotati di 4GB di storage interno), ci sembra adeguato.

Gli Air Pods riprendono da un lato il look dei classici auricolari bianchi di Apple presenti da anni nelle confezioni degli iPhone, ma dall’altro lato propongono un concept del tutto nuovo, non solo per l’assenza del cavo, ma anche per il fatto che non c’è alcun archetto a unire i due auricolari come invece siamo abituati a vedere nella stragrande maggioranza degli auricolari Bluetooth.

Design

Apple AirPods

Certo, a prima vista gli AirPods sembrano esattamente degli EarPods senza il cavo, ma mai fidarsi delle sole apparenze e in ogni caso quella piccola protuberanza che si estende dagli auricolari veri e propri fa degli AirPods oggetti assai intriganti che attirano immediatamente l’attenzione.

La comodità degli AirPods una volta indossati è poi incredibile. Gli auricolari sono leggermente più grandi e rotondeggianti degli EarPods e si sono inseriti alla perfezione nelle nostre orecchie, non mostrando tra l’altro alcuna incertezza a livello di stabilità quando si cammina, si corre o si va in bicicletta. Sono inoltre leggerissimi e dopo un po’ si dimentica quasi di averli indosso.

Visto però che non tutti abbiamo le stesse orecchie e che gli AirPods non consentono di essere modificati in alcun modo e che sono venduti in un’unica taglia, il consiglio è di cercare di provarli prima di effettuare l’acquisto.

Wireless next-gen

Apple AirPods

Se avete già una certa esperienza di cuffie o auricolari Bluetooth, saprete bene come il primo accoppiamento con lo smartphone o il tablet possa essere noioso. Accendere gli auricolari, tenere premuto il pulsante d’accensione per farli entrare in modalità pairing, accoppiarli allo smartphone, controllare che il codice numerico che appare sul display sia quello corretto e, finalmente, iniziare a utilizzare gli auricolari.

Nel caso degli AirPods però basta semplicemente aprire accanto al vostro iPhone il piccolo case bianco dove sono inseriti gli auricolari (e che funziona anche da base di ricarica), attendere un secondo che sul display del telefono compaia la finestra degli AirPods, toccarla e… fine. Tutto qui. Tra l’altro con questo processo semplicissimo e istantaneo gli AirPods si connettono a qualsiasi altro dispositivo Apple in nostro possesso grazie alla sincronizzazione di iCloud.

Tutto merito del chip W1 integrato anche negli auricolari Powerbeats 3 e nelle cuffie Solo 3 di Beats, che tra l’altro, grazie a un simile processo di setup, rende il Bluetooth qualcosa di arcaico e sorpassato. Certo, potete utilizzare gli AirPods anche con un device Android o con un qualsiasi dispositivo non Apple tramite una classica connessione Bluetooth, ma sospettiamo che se siete disposti ad acquistare gli AirPods abbiate già un iPhone, un iPad o un Mac al quale abbinarli.

Anche qui c’è Siri

Apple AirPods

Una cosa che non abbiamo ancora detto, ma che forse avrete già notate dalle immagini qui proposte, è che gli AirPods non hanno alcun tasto o pulsante fisico o a sfioramento. Si tratta al tempo stesso di un pregio e di un difetto. Da un lato infatti il design e le dimensioni ne guadagnano enormemente, ma dall’altro l’assenza di un pulsante significa che dovrete affidarvi completamente a Siri per controllare la riproduzione musicale, oppure che dovrete utilizzare costantemente l’iPhone per alzare o abbassare il volume.

Per attivare Siri, basta fare un doppio tap sugli AirPods (nulla di complicato), attendere un paio di secondi perché Siri entri in funzione e altri secondi perché il comando vocale abbia effetto. Un processo francamente scomodo e poco pratico, soprattutto se si vuole unicamente saltare una canzone. Che dire poi del rischio che Siri non capisca bene il comando perché magari siamo in un luogo affollato e rumoroso?

È molto meglio alla fine dei conti tirare fuori dalla tasca l’iPhone e fare tutto dal telefono, cosa che però è un netto controsenso se si pensa al concept stesso degli AirPods tutto incentrato sul wireless e sulla massima autonomia. Apple, anche in questo caso e dopo aver rinunciato al jack da 3,5 mm sull’iPhone 7 e 7 Plus, ha forse precorso i tempi affidandosi quasi esclusivamente a Siri, ma il risultato non ci ha convinti a livello di utilizzo e praticità. Discorso diverso però se avete un Apple Watch, nel qual caso il controllo della riproduzione risulta più agevole.

Apple AirPods iPhone

Abbiamo invece apprezzato il modo in cui si mette in pausa l’ascolto; basta infatti togliere anche un solo auricolare dall’orecchio (cosa tra l’altro auspicabile da fare se siamo di fronte a un interlocutore) e, quando lo rimettiamo, la riproduzione riprende dal punto esatto in cui si era fermata. Una funzione che iniziamo a trovare in numerose cuffie e auricolari wireless (si pensi solo alle ottime Plantronics Sense) e che, a nostro avviso, dopo un po’ di pratica diventa di una comodità unica.

Merita poi un approfondimento la già citata custodia bianca che serve, oltre che per proteggere gli auricolari grazie anche a un intelligente sistema magnetico che li stabilizza, anche per ricaricarli. Gli AirPods infatti hanno un’autonomia di ascolto musicale di circa 5 ore, ma il case ha una capacità di carica che può arrivare fino a 19 ore.

Se siamo rimasti con gli AirPods scarichi, basta inserirli nel case e, dopo appena 15 minuti di ricarica, potremo utilizzarli nuovamente per circa tre ore. Naturalmente anche il case va ricaricato ogni tanto e per farlo ci si affida a un classico cavetto Lightning compreso nella confezione. Se tutto questo sistema di ricarica vi sembra funzionale e ottimo per qualsiasi situazioni, è perché lo è davvero.

Come suonano gli AirPods

Apple AirPods

Diciamocelo. Gli auricolari che Apple ha incluso nelle confezioni dell’iPhone non hanno mai brillato per chissà quale resa sonora e quindi, di fronte agli AirPods, le aspettative non erano delle migliori. Eppure Apple ha sorpreso un po’ tutti con due auricolari tutt’altro che deludenti su questo versante, sebbene a 179 euro il mercato offra prodotti che “suonano” meglio seppur non così completi e avveniristici per quanto riguarda la connettività wireless.

In generale gli AirPods suonano leggermente meglio degli EarPods, un po’ per una tendenza recente di Apple di far affiorare nei suoi auricolari più gamma bassa rispetto a prima (influenza di Beats?), un po’ per una resa generalmente più equilibrata e decisa senza però soffocare la gamma media. Gli alti godono di una risposta più dolce e armoniosa e non abbiamo notato asprezze di sorta.

Nel complesso non siamo di fronte ad auricolari wireless incredibilmente dettagliati o in grado di restituire chissà quali sfumature, ma difficilmente vi lamenterete per la loro qualità audio e, con molta della musica che va oggi per la maggiore, gli AirPods difficilmente vi deluderanno.

Da notare comunque, nel caso ve lo steste chiedendo, che gli AirPods non hanno un design “isolante” e che quindi non escludono il rumore circostante. Una caratteristica che, a seconda delle abitudini di ascolto di ognuno, può essere vista in modo positivo o negativo, ma nel caso foste abituati a isolarvi completamente dal mondo esterno quando ascoltate musica sappiate che con gli AirPods non avrete grandi soddisfazioni.

Il nostro verdetto

Sotto molti punti di vista gli AirPods sono auricolari sinceramente eccezionali, soprattutto se si guardano dal punto di vista ingegneristico e progettuale e per la maturità raggiunta dalle tecnologie wireless grazie al chip W1 di Apple.

Sotto altri aspetti invece diversi utenti, pur interessati, li troveranno scomodi da utilizzare viste l’assenza di pulsanti fisici e la necessità di affidarsi a Siri o all’iPhone per il controllo della riproduzione. Anche il prezzo non va sottovalutato, ma come già detto altri prodotti simili costano lo stesso se non di più e non offrono lo stesso livello di cura e di ingegneria.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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