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Polk Audio Signa Solo: la soundbar economica amica dei bassi

Polk Audio Signa Solo

Offre un sound vivace e con una grande attenzione alla gamma bassa, ma la soundbar Polk Audio Signa Solo non va oltre una piena sufficienza.

Una soundbar venduta a circa 200 euro non fa certo una grande impressione iniziale, considerando come l’ottima Yamaha YAS-207, che già può considerarsi un modello di gamma medio-bassa, costa oltre 100 euro in più. È altrettanto vero però che non bisogna mai essere prevenuti e dopotutto la Polk Audio Signa Solo non è la prima soundbar entry level a entrare nella nostra saletta test e non sarà certo l’ultima (la pur modesta JBL Boost ad esempio non si è rivelata affatto una delusione).

Funzioni

Polk Audio Signa Solo

La Signa Solo integra la già nota tecnologia SDA di Polk Audio che punta a estendere il più possibile il messaggio sonoro pur senza diffusori surround fisici, oltre alla modalità VoiceAdjust che, come suggerisce il nome stesso, rende più intelligibili, chiari e brillanti i dialoghi.

Polk insiste inoltre sulle prestazioni in gamma bassa della sua nuova soundbar e per una volta non si tratta solo di proclami da marketing visto che la Signa Solo integra quattro mid-woofer da 64mm accordati in reflex, la cui estensione, a detta del costruttore, compensa (almeno in teoria) la mancanza del subwoofer separato.

Costruzione

Esteticamente la Polk Audio Signa Solo non si differenza poi tanto da tante altre soundbar odierne, con una lunghezza di circa un metro e la possibilità di montaggio a muro per chi preferisce non posizionare il tutto di fronte al TV. Cosa ancora più importante, non sembra di avere di fronte un prodotto di gamma bassa, almeno a livello costruttivo e come finiture.

Polk Audio Signa Solo

Gli unici controlli fisici sono nel mezzo della parte superiore, dove troviamo i pulsanti per l’accensione/spegnimento, il pairing Bluetooth, il volume e il passaggio da una sorgente all’altra. Non aspettatevi invece molte connessioni, visto che sul retro c’è posto solo per un ingresso audio ottico e per uno AUX da 3,5mm. Il minimo indispensabile certo, ma l’assenza di qualsiasi HDMI a fine 2017 inizia a essere francamente inconcepibile.

Il piccolo telecomando non è nulla di speciale, ma se non altro ha il merito di includere i pulsanti per tutte le operazioni principali come le modalità di ascolto Movie, Game e Music, i controlli per il volume, la selezione della sorgente, il Voice Adjust e i bassi e altro ancora. Da notare che la funzione SmartBar permette il controllo della soundbar tramite il telecomando del televisore senza necessità di effettuare impostazioni particolari.

Qualità audio

Polk Audio Signa Solo

La Polk Audio Signa Solo nasce essenzialmente per offrire un miglioramento più o meno sostanziale rispetto al tipico audio (mediocre) di un TV di fascia media e medio-bassa. La sua presentazione sonora appare fin da subito robusta e l’audio si diffonde bene nell’ambiente di ascolto, riempendo la nostra sala test con un’autorità che la maggior parte dei TV (esclusi i top di gamma odierni) non riesce a raggiungere.

Nel primo intervento correttivo abbiamo tolto un po’ di bassi che altrimenti rendevano il sound un po’ troppo confuso e congestionato; fatto ciò, il messaggio sonoro si è schiarito a sufficienza, i dialoghi si sono fatti più brillanti e la spaziosità del soundstage è cresciuta notevolmente, migliorando anche in dettaglio e precisione nello stacco tra le voci frontali e gli effetti/musiche in sottofondo.

Polk Audio Signa Solo

Interventi che invece non si possono attuare (o che sono comunque inutili) se vogliamo migliorare il range dinamico o espressivo di questa soundbar. Non che ci sia qualcosa di fastidioso o di veramente scarso nel modo in cui la Signa Solo restituisce la presentazione audio (considerando anche il prezzo), ma non siamo riusciti a entusiasmarci per nessuno dei contenuti ascoltati.

Provate a darle in pasto le urla delle fan dei Beatles nel Blu-ray di Eight Days a Week o la colonna sonora della serie TV Peaky Blinders e vi accorgerete di come la Signa Solo restituisca tutto con la stessa resa: fiera e baldanzosa ma anche piatta e poco espressiva. Le cose non migliorano nemmeno in stereo con alcuni brani streammati da Tridal via Bluetooth dal nostro Galaxy Note 8, che mostrano anzi di più i limiti in fase di coesione e organizzazione.

Polk Audio Signa Solo

Come sperimento abbiamo messo accanto alla soundbar lo speaker wireless Audio Pro Addon T5 (circa 200 euro online) per testare la differenza. Come ci aspettavamo, la Signa Solo offre un soundstage più ampio ed esteso orizzontalmente a differenza di quello molto più focalizzato sull’ascoltatore del T5, che però batte nettamente la soundbar quando si tratta di restituire dettaglio, espressione e organizzazione, soprattutto con la musica.

Verdetto

Polk Audio Signa Solo

Come dicevamo all’inizio, da una soundbar di 200 euro non ci si possono aspettare miracoli e infatti la Polk Audio Signa Solo non ne fa, pur riuscendo a migliorare l’audio di un qualsiasi TV di gamma media. Eppure, considerando che con 100 euro in più potete portarvi a casa una Yamaha YAS-207, diventa difficile consigliare la Polk Audio almeno che non possiate sforare nemmeno di un euro dal budget previsto.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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