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Piega TMicro 40 AMT: piccoli e leggeri… ma guai a sottovalutarli

Piega TMicro 40 AMT

I diffusori da stand Piega TMicro 40 AMT fanno della compattezza la loro bandiera, ma non per questo vanno sottovalutate le loro qualità sonore.

Apparentemente i diffusori Piega TMicro 40 AMT devono affrontare una dura battaglia per emergere in un settore in cui rivali come i Concerta2 M16 e i KEF LS50 la fanno da padrone e, effettivamente, suonano meglio entrambi. Eppure, abbiamo accolto positivamente questi diffusori svizzeri grazie principalmente alle loro dimensioni molto compatte

Parliamo infatti di soli 24 cm di altezza e di 17 cm di profondità per 4 KG di peso, valori che ne permettono un’installazione facile e comoda là dove altri diffusori come quelli appena accennati farebbero fatica a stare. Inoltre sono assemblati e costruiti in maniera eccellente, con un cabinet curvo in alluminio (il cosiddetto design a C) che minimizza il reflusso interno delle onde sonore e con tre diverse colorazioni (argento, bianco e nero). Il prezzo online si aggira attorno ai 1000 euro, con però un aggiunta di circa 50 euro se si opta per la colorazione bianca o nera.

Costruzione e compatibilità

La combinazione tra l’alluminio e le dimensioni molto compatte rende i Piega TMicro 40 AMT diffusori dalla grande compattezza e solidità e la qualità delle finiture non passa inosservata. E se a prima vista possono sembrare fin troppo costosi per loro dimensioni, basta osservarli attentamente per accorgersi subito degli abituali ed elevati standard costruttivi ai quali ci ha piacevolmente abituati da sempre il produttore svizzero.

Oltre al cabinet in alluminio troviamo infatti un altro tipico trademark di Piega, ovvero il tweeter a nastro al posto di un più tradizionale modello a cupola. I tweeter a nastro, se ben progettati e implementati, possono raggiungere un livello di dettaglio e di agilità che i tweeter tradizionali fanno fatica a raggiungere. Subito sotto troviamo un driver per i medio-bassi da 12 cm, mentre sul retro si nota la porta reflex.

Se ciò significa che non conviene posizionare i diffusori direttamente contro una parete (anche i terminali posteriori per i cavi necessitano di un po’ di spazio visto che sono un po’ sporgenti), una loro installazione comunque vicina alla parete rimane preferibile se volete qualcosa che assomigli a un bilanciamento uniforme delle frequenze.

Per il resto le specifiche tecniche non fanno emergere caratteristiche particolari o inattese, visto che parliamo di una sensibilità di 87dB/W/m e di un’impedenza nominale di 4 ohm (per la risposta in frequenza viene riportato un range di 50Hz-40kHz). Come facciamo sempre con diffusori nuovi di zecca, anche in questo caso abbiamo compiuto un rodaggio di un paio di giorni prima di iniziare i test veri e propri. Un lasso di tempo in cui il suono restituito dai Piega TMicro 40 AMT non è cambiato poi molto, seppur abbia guadagnato qualcosa a livello di fluidità e brillantezza.

Speaker di questo livello necessitano di solito di elettroniche di elevata qualità per rendere al meglio e così è stato anche nel nostro caso. Per i test abbiamo infatti utilizzato un lettore CD Marantz CD6006 UK Edition e un amplificatore integrato Rega Brio, il tutto affiancato da un set-up ancora più “elevato” composto dallo streamer Naim NDS/555PS e dall’accoppiata pre-finale Gamut D3i/D200i. Per fortuna questi diffusori hanno dimostrato di avere la trasparenza necessaria per mettere in luce le non poche differenze a livello di prestazioni tra queste due configurazioni.

Qualità audio

Diffusori grandi (o piccoli) come una scatola da scarpe non avranno mai bassi terremotanti e non restituiranno mai una grande sensazione di autorità. Si tratta di limiti che non possono essere superati con chissà quale trovata ingegneristica, ma nonostante ciò questi Piega ci sono piaciuti. Sono infatti diffusori capaci di restituire un dettaglio elevatissimo e di rivelare con facilità particolari di secondo piano anche in presenza di brani dalla struttura complessa.

Per capirlo, ci è bastato far partire la colonna sonora di Salvate il Soldato Ryan composta da John Williams e stupirci di come questi “piccolini” riescano a restituire così tante informazioni, gestendo e organizzando lo score del film in maniera così musicale e coesa. Riescono inoltre a descrivere un soundstage ampio e preciso, posizionando gli strumenti con cura e fermezza.

Una volta messi vicino a una parete, i Piega riescono a restituire un bilanciamento relativamente neutro e non si lasciano andare a incertezze o asprezze nemmeno con registrazioni più difficili e aggressive. Le dinamiche sono riproposte con una certa grazia, senza però raggiungere i livelli espressi dai rivali di maggiori dimensioni.

Abbiamo anche apprezzato la fluidità dei TMicro quando hanno a che fare con movimenti sonori su piccola e larga scala, nonché la loro compostezza quando sono spinti da brani impegnativi o messi sotto pressione con un volume elevato. Chiariamoci, non sono speaker ideali per party e feste in compagnia, ma riescono a fare bene un po’ in tutte le situazioni.

Passando all’album Lemonade di Beyonce, ecco che diventa immediato l’apprezzamento dell’integrazione tra i due driver e del modo articolato ed efficace in cui viene restituita la gamma media. La voce di Beyonce arriva alle nostre orecchie con la giusta carica di impatto ed emotività, mentre la sezione ritmica di Sorry si districa con una compostezza molto piacevole. In termini assoluti si avverte una certe carenza di spinta e un attacco delle note non sempre netto e precisissimo, ma il risultato complessivo rimane estremamente gradevole.

Verdetto

Se cercate diffusori da stand particolarmente compatti senza però rinunciare a finiture e componenti da speaker di fascia premium, non c’è molta scelta sul mercato. Per fortuna vengono in aiuto i Piega TMicro 40 AMT, capaci di abbinare queste due esigenze come pochi altri, suonando bene e restituendo davvero tanto dettaglio. Certo, non sono diffusori per tutti visto anche il loro costo, ma possono dare grandi soddisfazioni al giusto acquirente.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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