Featured home Mobile Prove

OnePlus 5T: il top di gamma Android dal prezzo imbattibile

OnePlus 5T

Appena sei mesi dopo OnePlus 5, ecco arrivare sul mercato il OnePlus 5T, phablet android top di gamma che punta ancora una volta sul prezzo super.

OnePlus continua a cavalcare l’onda con il successo dei suoi smartphone Android top di gamma proposti a prezzi imbattibili (o quasi). È stato così fin dall’inizio e la storia si è ripetuta prima con il OnePlus 5 e, più recentemente, con il OnePlus 5T, versione aggiornata che pur senza cambiare il cuore hardware del predecessore propone un nuovo design del display una fotocamera potenziata e il riconoscimento del volto come nuovo metodo di sblocco. Il tutto a un prezzo di 499 euro per la versione con 6 GB di RAM e 64 GB di storage e di 559 euro per quella con 8 GB di RAM e 128 GB di storage. Praticamente la metà (o quasi) dei top di gamma di altri produttori come Apple, Samsung, LG e HTC.

Design e costruzione

OnePlus ha preferito rinunciare al vetro (bello ma anche fragile) al posto del più solido alluminio, sebbene ciò abbia impedito al 5T di avere la ricarica wireless. Le cornici molto sottili e il form factor ormai imperante in 18:9 hanno portato allo spostamento del sensore per le impronte digitali sul retro, mentre le dimensioni, nonostante il display più ampio, sono rimaste praticamente le stesse del OnePlus 5.

Troviamo poi una porta USB-C e il jack da 3,5mm per le cuffie (cosa tutt’altro che scontata per i top di gamma odierni) e il tutto trasmette fin da subito una sensazione di phablet dai materiali e dalle finiture premium, sebbene la mancanza dell’impermeabilità (che avrebbe alzato sicuramente il prezzo finale) e la scelta di due soli colori (l’imminente bianco e il classico nero) siano limiti da segnalare.

 

Display

Il display in 18:9 da 6’’ ha una risoluzione di 2160×1080 pixel ed è la prima volta che OnePlus va oltre il classico Full HD per un suo smartphone e supera i 5,5’’ di diagonale. Anche senza toccare le vette dei principali rivali, si tratta di un display con una risoluzione più che sufficiente per svolgere qualsiasi attività con grandi soddisfazione e, soprattutto, la GPU non viene messa eccessivamente sotto sforzo visto che non deve gestire una quantità spropositata di pixel.

Il pannello AMOLED restituisce colori vibranti e un contrasto molto elevato e l’impressione generale è un po’ una via di mezzo tra l’intensità e la vivacità cromatica del Galaxy S8 e i colori un po’ più spenti e svelati del Google Pixel 2 XL, in un bilanciamento che dovrebbe accontentare la maggior parte degli utenti.

Ottimo anche l’angolo di visione e a non deludere è anche la luminosità, che se impostata al massimo permette di vedere ciò che c’è sullo schermo anche alla luce diretta del sole. Certo, non è un display con le finezze o le tecnologie innovative di un iPhone X o di un S8 (qui niente HDR ad esempio), ma per il prezzo richiesto non si può che rimanere soddisfatti e lo stesso dicasi per le prestazioni audio, più che decenti ma non in grado di rivaleggiare con quelle di altri rivali (i nuovi iPhone soprattutto).

Fotocamere

Siamo onesti. Il OnePlus 5 non era certo uno dei migliori smartphone top di gamma a livello fotografico quando si trattava di scattare foto con poca luce e anche per questo il 5T ha cercato di cambiare le cose con un miglioramento alla doppia fotocamera posteriore di sicuro interesse. Merito soprattutto del sensore Sony da 20MP con apertura f/1.7 che affianca quello wide da 16MP e che allontana finalmente lo spettro di scatti rumori e pieni di grana quando l’illuminazione non è proprio il massimo.

Quando invece si scatta in condizioni ottimali, il OnePlus 5T risulta estremamente simile al predecessore e ciò suggerisce che il cuore del processo fotografico non sia cambiato tra i due smartphone. Ne risultano scatti di buono (se non ottimo) livello a livello di esposizione, colori e dettaglio (anche l’HDR funzione bene), con in più un’interfaccia dell’app fotografica che è stata rivista e semplificata a livello di menu. Basta solo non aspettarsi prestazioni da vero e proprio “camera phone”, ma per 500 euro è davvero difficile trovare qualcosa di meglio sul mercato.

Prestazioni e autonomia

In attesa dello Snapdragon 845 tutti i top di gamma odierni con a bordo SoC Qualcomm integrano lo Snapdragon 835 e lo stesso vale sia per il One Plus 5, sia per il 5T. La versione da noi testata è quella con 6 GB di RAM e 64Gb di storage e già così il 5T è un fulmine, anche perché trovare situazioni in cui sfruttare gli 8 GB di RAM della versione più costosa è quasi impossibile.

Aspettatevi quindi prestazioni elevatissime con qualsiasi app e soprattutto con qualsiasi gioco, tanto che persino un porting da console come XCOM: Enemy Within si è comportato benissimo e non ha mostrato la minima incertezza. Segno che qualsiasi cosa scaricherete dal Play Store girerà al meglio e lo stesso dicasi naturalmente per il multitasking (ma anche in questo caso sfruttare 8 GB di RAM è un’impresa).

La batteria non removibile da 3300 mAh assicura un’autonomia in linea con quella del OnePlus 5, ovvero un giorno pieno con un utilizzo anche piuttosto pesante. Il 5 offriva forse qualcosa in più viste le dimensioni più ridotte del display e la risoluzione inferiore, ma si tratta di differenza davvero minime. In ogni caso con la ricarica rapida tramite Dash Charge (5V a 4A) si arriva al 60% della batteria in circa mezz’ora. Davvero niente male.

Software e app

La vera novità del 5T a livello software non è certo la versione di Android (ancora ferma purtroppo alla 7.1 Nougat), quanto più alcune nuove gesture e i pulsanti software (non c’era spazio nelle cornici per inserire quelli hardware), che possono comunque essere nascosti e poi fatti riapparire con uno swipe in modo da non averli sempre visibili.

La curiosità maggiore però è tutta rivolta al nuovo sistema di riconoscimento facciale, che permette di sbloccare lo smartphone semplicemente fissandolo senza quindi dover toccare l’indice il sensore per le impronte sul retro del telefono. Non aspettatevi comunque un Face ID in salsa OnePlus, anche perché questo sistema si limita a scansionare il volto dell’utente in 2D e non in 3D e con poca luce il riconoscimento fallisce il più delle volte.

Contando poi che la sua funzione è praticamente solo quella di sbloccare il telefono (il FaceID invece serve ad esempio per Apple Pay e altre funzioni importanti), considerate questa novità più come un bonus che altro e anche a livello di sicurezza lo sblocco tramite impronta rimane certamente più affidabile.

Verdetto

Non dimentichiamo poi la presenza del Bluetooth 5 aptX HD, il Wi-Fi ac 2×2 MIMO, la connettività LTE CAT 12 (fino a 600 Mbps in download), il peso di 162 grammi, lo spessore di 7,3 mm e la registrazione video in 4K a 30 fps. Ne esce un phablet top di gamma che seppur privo di alcune feature (impermeabilità, ricarica wireless, slot microSD) vanta uno dei migliori rapporti qualità-prezzo sul mercato e, anche se la mancanza del vetro farà storcere il naso a qualcuno, alla fine abbiamo quasi preferito la maggior solidità trasmessa dall’alluminio. Certo, il fatto che il 5T sia arrivato solo sei mesi dopo il 5 non farà piacere a chi ha acquistato quest’ultimo, ma per il resto con 500 euro vi portate a casa uno smartphone di fascia alta di altissimo livello.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

Social

Pin It on Pinterest