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LG V30: il phablet audiofilo convince ma non stupisce

lg v30

Qualità audio super e prestazioni elevate per il phablet LG V30, che però (audio a parte) è privo di quel qualcosa in più in grado di battere altri recenti top di gamma.

È raro trovare oggi uno smartphone capace di offrire un’elevata qualità audio e di attirare al tempo stesso l’attenzione per le sue qualità estetiche (comprese le onnipresenti cornice ridotte e le curve là dove servono). LG V30, disponibile da poco anche in Italia a 899 euro di listino (ma online si trova già a molto meno), è uno di questi rari casi. Stiamo parlando infatti di uno smartphone Android top di gamma che con il suo mix di metallo e vetro e con il suo DAC “audiofilo” (c’è anche il jack da 3,5mm) ha davvero molto da dire pur non essendo perfetto.

Qualità audio

Sembra strano iniziare la recensione di uno smartphone partendo dall’analisi dell’audio, ma visto che il V30 integra un DAC ESS Sabre ES9218P facciamo volentieri un’eccezione. L’LG V30 è infatti in grado di riprodurre file hi-res fino a 24-bit e persino i file MQA e ciò rappresenta un deciso passo in avanti rispetto ai tanti rivali top di gamma (anche i più blasonati) con SoC Snapdragon.

In realtà LG ha utilizzato un set-up audio simile già nel V20 e nella versione coreana del G6, ma nessuno di questi due smartphone ha trovato una distribuzione ufficiale dalle nostre parti e quindi il V30 rappresenta un po’ una “prima volta” per gli utenti italiani alle prese con uno smartphone così attento alla sfera audio.

Il dettaglio restituito da una versione MQA di Adventure Of A Lifetime dei Coldplay è eccezionale grazie soprattutto a una separazione superba tra gli strumenti, mentre la chitarra acustica in Never Going Back Again dei Fleetwood Mac si porta dietro una delicatezza che sinceramente non ci aspettavamo da uno smartphone.

La presentazione generale del LG V30 ha inoltre un livello di trasparenza, brillantezza ed espressione dinamica che i rivali di HTC e Samsung di scordano, tanto da farne lo smartphone Android meglio suonante di quest’anno. In realtà, se proprio dobbiamo eleggere un vincitore assoluto per il 2017, la nostra preferenza va all’iPhone X grazie alla sua maggior coesione ritmica, ma oggi come oggi, rimanendo in ambito Android, è LG V30 lo smartphone da battere.

In più troviamo alcune impostazioni software per l’equalizzazione, anche se l’aspetto più interessante del V30 è da ricercare nei filtri digitali. Lo speaker integrato non fa miracoli e anche in questo caso abbiamo preferito il set-up a doppio speaker di iPhone X, ma dubitiamo che con uno smartphone simile ascolterete spesso la musica senza un paio di cuffie/auricolari cablate o wireless.

Gli auricolari in-ear compresi nella confezione sono targati B&O Play e sono superiori ai classici in-ear appena decenti che troviamo di solito in altri smartphone top di gamma. Volendo, potete utilizzare già questi senza pensare per forza a un upgrade, mentre se preferite l’ascolto wireless sappiate che il V30 offre connettività Bluetooth 5.0 con aptX HD.

Display

Se da un lato i pannelli OLED di LG sono un punto di riferimento nel mercato dei TV, il produttore coreano si è principalmente affidato per i suoi smartphone a display LCD, anche se nel caso del V30 troviamo un P-OLED da 6’’ con risoluzione di 2880×1440 pixel e un aspect ratio di 18:9. Uno schermo dalle indubbie qualità seppur inferiore a quelli AMOLED di Samsung per quanto riguarda luminosità e contrasto.

Con la luminosità impostata al massimo, i colori appaiono vibranti e pieni rimanendo però sempre realistici. Le difficili tonalità rossastre di Marte nel film The Martian hanno un fortissimo impatto visivo, ma abbassando anche di poco la luminosità l’impatto cala leggermente e non c’è più lo stesso “fattore wow”, soprattutto nella resa delle ombre.

Un limite riscontrabile soprattutto con contenuti in HDR e infatti, guardando Marco Polo su Netflix, anche con la luminosità del V30 al 100% non si percepisce un grande dettaglio nelle scene più scure. Sinceramente da un OLED ci aspettavamo di più e su questo versante iPhone X e il Galaxy S8 di Samsung fanno decisamente meglio.

I contenuti in SDR invece si comportano meglio e ciò fa pensare che i limiti appena citati dipendano da un processamento software più che dal pannello, anche se, notandosi una certa tendenza al blu quando si gira leggermente lo smartphone (meno comunque di quanto succede con il Google Pixel 2 XL), viene da pensare che nemmeno il pannello sia esente da colpe.

Fotocamere

L’approccio di LG alla doppia fotocamera posteriore preferisce puntare su “grandi visioni” più che su effetti di sfocato come per altri produttori (Apple e Google su tutti). Il V30 ospita un modulo da 16MP con apertura f/1.6 affiancato da uno grandangolare da 13MP meno luminoso (f/1.8) e senza stabilizzazione ottica.

I risultati sono decisamente buoni a livello cromatico e come quantità di rumore, ma il V30 tende a faticare nelle scene più complesse. L’HDR fa un buon lavoro nel bilanciare le ombre e le aree più chiare, ma tende sempre un po’ a sovraesporre l’immagine. Anche gli algoritmi che aumentano la nitidezza rendono l’immagine un po’ artefatta e ce ne accorgiamo soprattutto quando andiamo a zoomare. Sinceramente tra tutti i recente top di gamma il V30 è quello che ci ha colpiti di meno sul versante fotografico.

Funzioni e hardware

Oltre alla certificazione IP68 per resistere fino a 30 minuti un metro sott’acqua, l’LG V30 viene venduto con a bordo Android Nougat, anche se lo sbarco di Oreo (già iniziato nel mercato coreano) non dovrebbe tardare. A bordo troviamo poi 64 GB di storage espandibili tramite microSD e non manca il supporto per la piattaforma Daydream di Google (e relativo visore) dedicata alla realtà virtuale. Le app in VR non sono ancora molte (quelle per il Samsung Gear VR sono molto più numerose), ma ci si può accontentare.

Il display ha l’immancabile funzione always-on per mostrare in qualsiasi momento e senza sbloccare lo schermo alcune informazioni come l’orario, la data e le notifiche consumando pochissima energia. Prestazioni molto elevate poi grazie all’accoppiata tra il SoC Snapdragon 835 e i 4 GB di RAM, un mix che abbiamo già apprezzato in molti altri top di gamma e che anche qui rende l’utilizzo dello smartphone estremamente fluido e scattante.

Visti anche i consumi accorti del 835 e grazie alla batteria da 3300 mAh, LG V30 è in grado di assicurare un’autonomia di un giorno pieno anche con un utilizzo intenso e, su questo versante, se la gioca alla pari con iPhone X e Galaxy S8. Non manca la ricarica wireless, anche se alla fine abbiamo preferito sfruttare il Quick Charge 3.0 e ricaricare lo smartphone tramite cavo (50% di carica in poco meno di un’ora).

Verdetto

Teoricamente LG V30 è lo smartphone perfetto, ma in pratica è risultato superiore ai suoi diretti rivali solo per la resa audio grazie all’ottimo DAC integrato. Per il resto invece, tra display, fotocamere, autonomia e materiali, rimane un ottimo phablet Android ma senza quel qualcosa in più in grado di battere altri top di gamma recenti come il Galaxy S8 o l’iPhone X. Insomma, bello ma non bellissimo.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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