Featured home Mobile Prove Traduzioni

LG G7 ThinQ: non è poi così intelligente… ma che audio!

g7 thinq

Il G7 ThinQ è il nuovo smartphone top di gamma di LG e punta tutto su display, qualità audio e intelligenza artificiale. Il risultato è ottimo, ma non siamo ancora ai livelli dei rivali più diretti.

ThinQ è una sigla che ci aspettiamo di vedere su sempre più prodotti targati LG. Pronunciato “think”, è infatti il termine generico per l’intelligenza artificiale applicata ai device consumer della compagnia coreana, inclusi televisori, smart speaker e ora, con il G7 ThinQ, anche smartphone. In apparenza il G7 ThinQ sembra uno smartphone Android top di gamma piuttosto standard, ma LG ha cercato di dare un’idea di futuro includendo alcuni dei suoi sistemi più intelligenti. Tuttavia, il risultato finale non ci ha convinti ancora al 100%.

Costruzione

Come la maggior parte degli altri smartphone Android odierni (maledetta Apple!), anche l’LG G7 ThinQ ha un notch in alto e una sorta di ‘mento’ nero in basso che impedisce al telefono di avere una parte frontale totalmente dominata dal display. Accanto a qualsiasi altro smartphone Android di fascia alta (ricordiamo che il prezzo di listino è di 849 euro), il G7 ThinQ non è migliore o peggiore e anche per questo gli manca sicuramente un po’ di personalità “estetica”.

Sul lato destro c’è il pulsante di blocco (il G7 ThinQ può essere sbloccato con la voce, il dito o il viso, insieme alle opzioni standard di pattern e password), mentre sulla parte sinistra troviamo controllo del volume e un pulsante per lanciare Google Assistant, in modo agli smartphone di Samsung per attivare Bixby. Inoltre, nella parte inferiore è presente un jack per le cuffie posizionato accanto alla connessione USB-C per la ricarica e il trasferimento dei dati.

Premendolo il tasto per Google Assistant, viene visualizzato immediatamente l’assistente vocale della grande G, mentre una lunga pressione richiama Google Lens, una modalità fotocamera (che già conosciamo) in grado di ottenere i dati più disparati dal soggetto di una vostra fotografia. Scattate ad esempio una foto a un biglietto da visita e Google Lens salva automaticamente in rubrica il numero di telefono o l’indirizzo di quella persona, mentre se puntate la fotocamera verso un quadro, Google Lens mostrerà maggiori informazioni sull’artista.

È una funzione intelligente e utile e mostra quanto LG sia focalizzata nel farvi usare l’IA (e naturalmente nel raccogliere i vostri dati mentre la usate). Peccato invece per la parte posteriore in vetro che attrae le impronte delle dita come una calamita, ma per il resto, considerando anche la certificazione IP68 (mezz’ora sott’acqua fino a un metro di profondità), la costruzione del G7 ThinQ è impeccabile e lo smartphone si tiene bene in mano e ha pulsanti posizionati in modo intelligente e non troppo astruso o scomodo.

Caratteristiche

I 4GB di RAM e il SoC Snapdragon 845 continuano a essere una garanzia per chi da un top di gamma pretende giustamente prestazioni super e fluidità elevata; la sua batteria da 3000mAh, supportata sia dalla ricarica wireless Qi che PMA, è adeguata senza essere nulla di speciale, mentre avremmo preferito molto meno bloatware visto che tra McAfee Safe Family, App trash e Update Center troviamo molte app che interesseranno a pochi e che, nel nostro caso, sono state dimenticate quasi subito.

La doppia fotocamera posteriore comprende due sensori da 16 MP ed è dotata di una modalità Super Bright Camera incorporata che si attiva quando la scena è particolarmente scura. Funziona bene e alcuni rapidi scatti di fiori in una stanza buia hanno restituito un’immagine soddisfacentemente colorata e dettagliata. Alla luce, tuttavia, il G7 ThinQ tende a rendere l’immagine un po’ troppo incisiva e irrealistica, sebbene rimanga una buona quantità di dettagli. L’erba ad esempio è un po’ troppo verde e i cieli sono il tipo di azzurro che ti aspetteresti da un filtro Instagram.

L’applicazione di base della fotocamera è arricchita da diverse funzionalità di intelligenza artificiale per migliorare la qualità degli scatti. Ci sono 19 preset, ognuno dei quali può rilevare se state puntando la fotocamera verso il cibo, una persona o un animale. È il tipo di tecnologia che abbiamo già visto nel Huawei P20 Pro o nell’ancor più recente Honor 10 e dovremmo vederne ancora di più nei prossimi anni.

Per vedere l’intelligenza artificiale di ThinQ di LG in azione, basta premere il pulsante AI Cam. Parole molto specifiche iniziano a comparire sul display mentre la fotocamera prova a rilevare ciò che sta inquadrando. Questa feature funziona, anche se non benissimo. Fotografando ad esempio un tavolo con bevande e cibo, le classificazioni che sono comparse indicavano prosciutto (che non c’era), costumi da bagno, la bellezza della natura, cielo, barboncino e strumento musicale.

LG dice che questa funzione migliorerà con l’uso (e dopotutto il machine learning funziona proprio così), ma per ora non è particolarmente impressionante. Se invece attivate i dati sulla posizione e consentite al telefono di tracciarvi, questo manterrà in memoria la vostra posizione per cinque giorni e determinerà dove vivete e lavorate.

In questo caso lo smartphone può eseguire attività utili, come ad esempio l’associazione automatica con uno speaker Bluetooth quando siete in casa o la connessione a una specifica rete Wi-Fi. Può anche rilevare quando collegate un paio di cuffie e aprire automaticamente la vostra applicazione musicale specifica (Spotify nel nostro caso). Tutte cose carine che possono farci risparmiare giusto qualche secondo di tempo, ma per ora il brand ThinQ, che dovrebbe diventare qualcosa di molto più completo e intrigante con il passare del tempo, non ci ha colpiti particolarmente.

Display

Sulla carta LG ha fornito al G7 ThinQ un display impressionante. Con una diagonale di 6.1 pollici e una risoluzione di ben 3120 x 1440 pixel, questo display LCD può raggiungere i 850 nits di luminosità dichiarati. Ma toccando un apposito comando di “boost”, la luminosità si spinge fino a 1000 nit (con relativo aumento del consumo di batteria). LG dice che questa funzione serve principalmente per vedere bene il display all’esterno in condizioni di luminosità molto alto (in pieno sole ad esempio) e quindi si spinge ai 1000 nit per un massimo di tre minuti.

Scordatevi insomma di utilizzare questo boost per spararvi un intero film su Netflix (ah, troviamo inoltre il supporto all’HDR10). La resa dei neri è inoltre eccellente e ce ne siamo accorti vedendo il trailer di Paddington in cui, durante le riprese aeree di Londra, parti della città sono avvolte da un’oscurità davvero impressionante. Allo stesso modo, i colori brillanti risaltano in modo quasi rigoglioso. Le guance rosse dello scettico Henry Brown mentre guarda l’orso mangiare la torta offrono un ottimo contrasto rispetto all’incarnato tendente al rosa, mentre la pelliccia marrone di Paddington appare ricca di dettagli.

Qualità audio

Il G7 ThinQ offre un’esperienza sonora migliore rispetto ai suoi predecessori. LG ha dotato questo smartphone di un DAC quad a 32 bit (e 64 GB di spazio di archiviazione per circa 15.000 brani in MP3), insieme a una modalità di equalizzazione e alcune impostazioni per la regolazione del filtro digitale. Queste offrono anche una descrizione dell’effetto che ogni filtro ha sulla musica: “slow” è più chiaro, “sharp” è più naturale, “corto” più ampio e spazioso. La nostra impostazione preferita è quella sharp, ma vale sicuramente la pena provarle tutte.

C’è anche una modalità DTS:X 3D Surround Sound che consigliamo di testare e che serve per manipolare la musica e posizionarla sopra e intorno a voi, di fronte o ai lati, senza poi dimenticare il supporto al Bluetooth aptX HD per ascoltare musica in streaming e in modalità wireless fino a 24-bit/48kHz. In fase di test abbiamo disattivato il DTS:X 3D Surround Sound, abilitato il DAC (che può essere attivato solo se si utilizzano cuffie o auricolari cablati) e utilizzato l’app di Tidal per ascoltare Please Don’t Die di Father John Misty.

Il risultato è una presentazione ampia e dettagliata, che riesce a catturare bene la vulnerabilità e lo smarrimento del brano. L’increspatura e il brillante tintinnio dei piatti sono elementi resi particolarmente bene, con il G7 ThinQ che restituisce in modo impeccabile la gamma alta e la fa brillare lungo tutta la canzone. Questo non vuol dire che si disinteressi delle frequenze più basse e anche come volume siamo di fronte a uno smartphone che non ha davvero nulla da invidiare ai suoi rivali. Rispetto ad esempio a un iPhone 8 Plus la differenza di output è infatti lampante.

Passando a I Am the Doctor di Murray Gold, il G7 ThinQ gestisce la dinamica con grazia e fluidità, con le voci crescenti a metà brano che costruiscono un’armonia potente in modo molto più agevole e sciolto rispetto ad altri smartphone. Anche se si tratta di una resa che definiremmo elegante, vorremmo avere un po’ più di autorità nel modo in cui gli ottoni entrano in scena più avanti nel brano. Anche il senso del timing e della coesione potrebbe essere più incisivo.

Ma questo smartphone ha un asso nella manica sul versante audio, ovvero un design “boombox” che utilizza la camera interna del telefono per aumentare la potenza dei bassi, aggiungendo un po’ più di solidità, profondità e potenza alla musica. Shape of You di Ed Sheeran ha un impatto notevole considerando quanto questi speaker siano piccoli e il risultato ha superato nettamente le nostre aspettative. Anche se raccomandiamo sempre un buon speaker wireless se volete organizzare un party o un qualsiasi evento in casa, Il G7 ThinQ svolgerà anche questo ruolo con risultati dignitosi.

Verdetto

Il G7 ThinQ di LG fa tutto bene e, tra i recenti smartphone Android top di gamma, è quello che ci ha più convinti a livello audio, oltre a montare un display luminosissimo. Per il resto è ancora difficile sfidare e superare concorrenti come il Galaxy S9+ o il Huawei Mate 20 Pro e l’integrazione della tanto sbandierata intelligenza artificiale non cambia di molto le cose. Contando però che su alcuni siti il prezzo è già scelto attorno ai 650 euro, ci si potrebbe fare seriamente un pensierino.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

Social

Pin It on Pinterest