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Focal Stellia: le cuffie chiuse da avere… budget permettendo

focal stellia

Se cercate cuffie hi-end con design chiuso e il budget non è un problema, le Focal Stellia sapranno darvi grandissime soddisfazioni.

Chiedeteci di nominare le migliori cuffie che abbiamo mai ascoltato a state certi che le bellissime (non solo esteticamente) Focal Utopia salirebbero senza problemi sul podio. Certo, parliamo anche di cuffie da quasi 4000 euro, ma nella fascia hi-end pochi altri modelli sono stati in grado di raggiungere simili livelli complessivi.

Per alcuni l’unico “limite” delle Utopia (se così vogliamo considerarlo) è il loro design aperto. Una configurazione che se da un lato offre loro un netto vantaggio sonoro rispetto ai design alternativi, dall’altro significa che chi vi sta vicino mentre ascoltate musica non sarà molto contento e, peggio ancora, che i suoni dall’esterno impatteranno sulla’esperienza di ascolto.

A casa, in una stanza tranquilla e con un sistema partner di alto livello, le Focal Utopia offriranno il miglior suono che possiate ottenere in questa fascia elitaria di prezzo. Al di fuori di queste condizioni però potete pure guardare altrove perché ci sono davvero troppi compromessi. Ed è qui che entrano in scena le nuove Focal Stellia, disponibili in Italia a un prezzo di listino di 2999 euro.

Costruzione e comfort

Essenzialmente queste cuffie possono essere considerate una versione delle Utopia con design chiuso, ma a ben vedere a livello tecnico molto è stato riprogettato per tenere conto della diversa configurazione. Mentre il driver a cupola in berillio da 40 mm è fortemente basato su quello delle Utopia, il design chiuso significa che gli ingegneri di Focal hanno dovuto rielaborarlo in modo considerevole.

Focal Stellia: le cuffie chiuse da avere… budget permettendo

Ci sono modifiche al sistema motore che mirano a ottimizzare la dinamica e la risoluzione dei dettagli, mantenendo al contempo le distorsioni. Vista la loro natura chiusa, è molto più probabile che queste cuffie vengano utilizzate in movimento e con lettori audio portatili e DAC e quindi è stata prestata molta attenzione a renderle più facili da pilotare con tali dispositivi.

I cabinet che ospitano questi driver sono stati inoltre elaborati con cura, con una ventilazione progettata appositamente per aiutare la dinamica e la risposta in frequenza, insieme a diffusori incorporati e a quantità precise di assorbimento tramite schiuma EVA per gestire al meglio le onde sonore provenienti dalla parte posteriore della cupola.

Anche i padiglioni sono andati incontro a un restyling rispetto a quanto visto nelle Utopia. Quelli utilizzati nelle Stellia sono costituiti da due sezioni; la parte che si appoggia direttamente intorno alle orecchie utilizza vera pelle e ha lo scopo di diffondere il suono, mentre l’altra metà è coperta con un panno acustico sopra il memory foam e offre una certa quantità di assorbimento L’idea di fondo è considerare la cavità tra il driver e l’orecchio come una stanza d’ascolto, con questi elementi che controllano il tempo di riverbero e l’energia acustica dispersa in questo spazio.

La costruzione delle Focal Stellia è impeccabile, proprio come ci aspetteremmo per un prodotto a questo livello. La combinazione di pelle di alta qualità, parti metalliche rifinite con grande gusto e una miscela di colori insoliti (moka e cognac) funziona alla perfezione, dando alle cuffie una forte e innegabile aura di lusso.

Sono anche cuffie comode, grazie soprattutto alla fascia larga e ben imbottita. Le regolazioni possibili permettono di adattare le Stellia alla maggior parte delle persone e, anche se rimangono cuffie di grandi dimensioni, non sono eccessivamente pesanti a 435 grammi. I padiglioni si adattano bene alle orecchie e c’è una pressione ben tarata per offrire una stabilità in testa ottimale, senza però spingersi troppo lontano con il rischio di una calzata troppo stretta e “asfissiante”.

Focal non ha lesinato nemmeno sulla confezione, visto che le Stellia sono inserite in un grande e lussuoso case che comprende una custodia per il trasporto extra e alcuni cavi removibili. Oltre a chiederci quanto tutti questi extra abbiano contribuito al prezzo finale, non siamo però totalmente soddisfatti delle opzioni cablate. Troviamo infatti un cavo da 1,2 metri che termina con un jack da 3,5 mm (c’è anche l’adattatore da 6,3mm) e un cavo da 3 metri con connettore XLR a 4 pin. Se queste cuffie sono veramente destinate all’uso portatile, il cavo più corto è un po’ troppo spesso e rigido e qualsiasi suo movimento è facilmente udibile nella musica in riproduzione.

Focal Stellia: le cuffie chiuse da avere… budget permettendo

Mentre l’utilizzo degli smartphone come sorgenti audio potrebbe non essere stato considerato il principale caso d’uso da parte di Focal, sospettiamo che alcuni utenti semplicemente collegheranno le Stellia al loro iPhone (o device Android), incoraggiati magari dalla loro elevata sensibilità di 106dB/mW (a 1kHz). Data la probabilità di una situazione del genere, ci saremmo aspettati anche un cavo con microfono e telecomando integrati. Spiace poi non trovare un cavo più lungo con jack da 6,3 mm (un connettore molto più comune di rispetto al XLR a 4 pin), anche perché molti dei DAC e degli amplificatori per cuffie che più abbiamo premiato in sede di recensione non sono dotati di uscita XLR.

Qualità audio

Se insomma abbiamo qualche dubbio a livello pratico, non si può ridire davvero nulla sulla resa audio di queste cuffie hi-end. Fermo restando la necessità di elettroniche di livello premium da usare come partner, le Focal Stellia offrono prestazioni davvero eccezionali. Nel nostro caso infatti abbiamo eseguito i test con un DAC Chord Hugo 2 e, come sorrgente, un MacBook Pro del 2017 con un ottimo software di riproduzione musicale audiophile come Audirvana e con un’ampia libreria musicale di file lossless e hi-res.

Dopo alcuni giorni di rodaggio la nostra impressione è quella di una prestazione matura e raffinata e tale sensazione rimane anche dopo ore e ore di ascolti con i generi musicali più disparati. Queste non sono cuffie che ci fanno sussultare immediatamente con la loro brillantezza, ma sono più “a fuoco lento” e le loro vere capacità vengono alla luce solo quando le confrontiamo con altre cuffie di fascia alta.

È proprio allora che ci rendiamo conto di quanti dettagli riescano a far emergere. Possiamo seguire i singoli elementi strumentali in Tabula Rasa di Arvo Part con estrema facilità e siamo resi più consapevoli di come questi si incastrino tra loro. Le dinamiche sono fornite con notevole autorità e non poca grazia. Amiamo il modo in cui le Focal affrontano l’intensità sempre crescente di questa composizione, ma anche il modo in cui rimangono composte e organizzate.

Focal Stellia: le cuffie chiuse da avere… budget permettendo

Le Stellia offrono inoltre una presentazione spaziosa e l’angolazione dei driver verso la parte anteriore degli auricolari (un posizionamento più strettamente allineato a quello di un tipico set di diffusori stereo) significa che il suono è presentato all’ascoltatore più frontalmente piuttosto che solo tra le orecchie.

Passiamo a This Is All Yours degli alt-J e le Focal gestiscono bene il cambio di atteggiamento sonoro tra spinta, impatto, vivacità, insieme a una gestione sicura dei ritmi complessi dell’album. Ci sono cuffie aperte di fascia alta come quelle di Grado che suonano più eccitanti ed entusiaste, ma le Focal trasmettono comunque una quantità sufficiente di vitalità ed eccitazione da convincerci pienamente.

I bassi potenti e pieni sono tradizionalmente un punto di forza dei design chiusi e le Stellia non si tirano indietro nemmeno su questo versante. La loro fascia bassa è infatti corposa e autorevole ma anche agile e melodica. Fortunatamente, a differenza di alcuni rivali, Focal ha scelto di non esagerare con i bassi nel tentativo di stupire: il suono della Stellia è infatti perfettamente e meravigliosamente integrato. Ovviamente, l’uso di una singola unità driver per coprire l’intera gamma di frequenze (5Hz – 40kHz) aiuta in modo significativo.

Nei nostri test siamo passati da Born To Run di Bruce Springsteen alla colonna sonora di Broadchurch di Olafur Arnalds, non disdegnando però musica molto più semplice ed essenziale (le chitarre acustiche di On Stage di Doc Watson sono una meraviglia) o, al contrario, autentiche mazzate metal come Walk dei Pantera, e le Focal non hanno mai deluso.

Verdetto

In termini assoluti pensiamo ancora che le Utopia con design aperto suonino meglio (rimangono infatti un po’ più trasparenti e raffinate), ma se preferite cuffie chiuse queste Stellia sono probabilmente le migliori che abbiamo mai testato.

© 2019, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Focal Stellia: le cuffie chiuse da avere… budget permettendo e Focal Stellia: le cuffie chiuse da avere… budget permettendo dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
5

Sommario

Se cercate cuffie hi-end con design chiuso e il budget non è un problema, le Focal Stellia sapranno darvi grandissime soddisfazioni.

Pro
Raffinatezza, dettaglio e bassi al top
Costruzione e finiture eccellenti
Estremamente confortevoli

Contro
Avremmo preferito altri cavi in dotazione

Scheda tecnica
Design: chiuso over-ear
Impedenza: 35 Ohm
Sensibilità: 106dB
Risposta in frequenza: 5Hz–40kHz
THD: 0.1%@1kHz/100 db SPL
Peso: 435 grammi
Prezzo: 2999 euro
Sito del produttore: www.focal.com


 

 

 

 

 

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