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Edwards Audio IA1 Mk2: l’ampli integrato che bada al sodo

IA1 Mk2

Non sarà ai livelli del Rega Brio o del Cambridge CXA60, ma l’amplificatore integrato Edwards Audio IA1 Mk2 rimane un prodotto molto valido e proposto a un prezzo vantaggioso.

In questo momento c’è una certa carenza di validi amplificatori integrati di fascia media sul mercato. Tra la superstar entry-level Onkyo A-9010 (online si parte da circa 200 euro) e il nostro preferito in assoluto (il Rega Brio), c’è poco altro da consigliare a parte forse il CXA60 di Cambridge (ma in entrambi i casi siamo vicini agli 800 euro).

Tra questi ci sentiamo di inserire il nuovo Edwards Audio IA1 Mk2, un valido contendente che assicura ottime prestazioni a un prezzo tutto sommato onesto (529 euro di listino). Non abbiamo apprezzato particolarmente la prima versione di questo amplificatore stereo uscita nel 2013, ma questo aggiornamento ci ha convinti molto di più e basta vedere la valutazione finale per accorgersene.

Costruzione

IA1 Mk2

A caratterizzare maggiormente l’Edwards Audio IA1 Mk2 non è certo il design (poco moderno e non particolarmente elegante), ma lo chassis di medie dimensioni è senza dubbio solido e robusto e trasmette subito una sensazione di affidabilità e sicurezza. Si tratta anche di un amplificatore facile da configurare visto che il pannello frontale con diversi LED rossi è praticamente privo di pulsanti.

L’unico ostacolo (se così vogliamo chiamarlo) è l’assenza di un telecomando anche solo per gestire il volume (bisogna fare tutto a mano). Il modello IA1-R ha il telecomando, ma si parla di una spesa extra di ben 200 euro (729 euro di listino).

Le due manopole sul pannello frontale (una per selezionare l’ingresso, una per il volume) si girano entrambe senza particolari problemi, anche se avremmo voluto apportare regolazioni più fini al controllo del volume. All’interno dell’ampli troviamo uno stadio finale in classe AB con impiego di componentistica Sanken (80W per canale a 4 Ohm). Lo stadio di alimentazione si giova inoltre di un trasformatore toroidale con avvolgimento realizzato su specifiche.

IA1 Mk2

Nella sezione di preamplificazione vengono invece impiegati un controllo di volume Soundwell e una gestione di commutazione degli ingressi a relè. Tutto questo a testimonianza che non si è scesi a compromessi sulla componentistica impiegata. Questa nuova versione, come la precedente, rimane saldamente ancorata a una sfera analogica.

Ci sono infatti tre ingressi RCA e un ingresso AUX da 3,5 mm a cui collegare le vostre sorgenti audio e non manca l’opzione per aggiungere uno stadio phono per testine MM. Troviamo anche un’uscita RCA e l’opzione per aggiungere un’uscita pre-out. Da sottolineare che tutti i condensatori impiegati sono montati e saldati a mano, in quanto gli analoghi processi automatizzati hanno un effetto negativo sulle prestazioni sonore complessive.

Qualità audio

IA1 Mk2

Consigliamo un rodaggio di alcuni giorni prima di testare a fondo l’Edwards Audio IA1 Mk2, anche perché ci siamo accorti di come le prestazioni dell’amplificatore migliorino più passa il tempo e più lo ascoltiamo. Dopo circa una settimana di test il carattere allegro e contagioso dell’amplificatore ci convince ancora di più pur tra i generi e gli artisti più disparati. Abbiamo infatti spaziato dalle Hole ai Public Enemy, da Tom Waits ai Death Cab For Cutie e ai Fleetwood Mac e, in tutti i casi, l’IA1 Mk2 offre un suono chiaro, ben dettagliato e incisivo. Potrebbe non essere l’ampli più trasparente in commercio, ma ci piace quanto sia solido e diligente in qualsiasi ambito musicale.

Si avverte una grande quantità di peso per ogni nota e questo, anche se non sembra indicare una resa particolarmente delicata, rende l’ascolto piacevole e soddisfacente. La voce fluida di Stevie Nicks in Songbird è limpida e naturale e la presentazione dell’amplificatore è sufficientemente ampia da far risaltare con grande nettezza le linee vocali della cantante.

Brani strumentalmente più densi come Seven Nation Army dei The White Stripes intasano leggermente il soundstage, ma l’amplificatore riesce a mantenere in ordine tutti gli strumenti. L’iconico e palpitante riff del brano suona profondo, grosso e prominente, ma si ferma poco prima di sembrare troppo invadente o soverchiare il resto delle frequenze.

Una delle nostre critiche alla prima versione dell’ampli del 2013 era un’asprezza ben poco piacevole in gamma alta per fortuna scomparsa nell’IA1 Mk2, che tra l’altro dimostra di salire parecchio con il volume senza scomparsi più di tanto. Dove invece l’amplificatore vacilla un po’ è quando si tratta di mettere in mostra finezza e vigore.

Rivali più costosi come i già citati Cambridge CXA60 e il Rega Brio sono più adatti a rivelare le texture sonore di stampo grunge di Gutless delle Hole, la rabbia di Eminem in The Way I Am e il sottile accumulo di dinamiche in The Chain dei Fleetwood Mac. Sono inoltre amplificatori in grado di restituire molti più dettagli e un senso del ritmo più urgente di quanto possa fare l’ampli di Edwards Audio con il suo incedere più stabile e costante.

Ma l’IA1 Mk2 non è affatto un ampli “molle”. Percepiamo infatti slancio e muscolarità mentre ascoltiamo per intero Live Through This delle Hole e It Takes a Nation Of Millions to Hold Us Back dei Public Enemy. L’Edwards Audio IA1-R MkII potrà non aspirare a vincere alcun premio per tempismo, raffinatezza dinamica e precisione ritmica, ma si destreggia tra le canzoni in modo così geniale che lo troviamo un ampli integrato ideale per ascolti sulla lunga distanza.

IA1 Mk2

Se poi gli abbinate diffusori come i Monitor Audio Bronze 2 o i Dynaudio Emit M10, i suoi punti di forza risaltano ancora di più, mentre con i nostri speaker di riferimento come gli ATC SCM50 (partner non proprio ideali per un ampli simile) l’IA1 Mk2 restituisce comunque una presentazione ancor più diretta e un apprezzabile spunto nel reparto ritmico.

Verdetto

In termini di prestazioni pure, non infastidisce rivali più costosi come il Rega Brio, ma se il vostro budget non deve superare i 500-600 euro l’Edwards Audio IA1 Mk2 può rivelarsi una scelta ideale. Non sarà infatti l’amplificatore integrato più dinamicamente stimolante e dettagliato in commercio (e non è dotato di un telecomando), ma la sua presentazione solida, energica e il sound godibile e a suo agio con qualsiasi genere ne fanno un prodotto da tenere in seria considerazione.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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