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Cuffie, testine e Beatles: intervista a John Grado

john grado

Presidente e CEO di Grado Labs, John Grado ci racconta le origini dell’azienda, il business delle cuffie e i suoi sistemi stereo di riferimento.

“Non penso a noi come a una tipica grande compagnia internazionale”, ci dice John Grado parlando al telefono dalla sua scrivania nella sede di Grado Labs a Brooklyn. È un’osservazione a dir poco modesta da parte del presidente e amministratore delegato di Grado, anche perché la reputazione di fama mondiale di questa azienda americana produttrice di testine e cuffie supera di gran lunga l’umiltà del suo CEO.

Fondata da Joseph Grado (lo zio di John) nel 1953, Grado è stata un’azienda a conduzione familiare specializzata in testine per giradischi con sede nell’edificio del padre di John costruito nel 1918. “Mio nonno aveva un negozio di frutta al primo piano e voleva costruire un conglomerato di negozi di alimentari”, dice John. “Per fortuna i suoi figli non erano interessati, altrimenti è probabilmente quello che farei oggi.”

Joseph Grado è stato l’inventore testina MC stereo (ne detiene il brevetto), ma dopo il primo coinvolgimento del nipote John nella compagnia nel 1965, Grado ha iniziato a produrre anche cuffie, tra cui modelli altamente considerati dagli appassionati come le Cuffie, testine e Beatles: intervista a John GradoGrado SR325e e Cuffie, testine e Beatles: intervista a John GradoSR80e. Passando a oggi, Grado ha finalmente ceduto al “lato oscuro” dell’audio odierno proponendo le sue prime cuffie wireless-Bluetooth con il nuovissimo modello GW100 che contiamo di recensire al più presto. È giusto dire che Grado fa le cose con il proprio (e compassato) ritmo, ma c’è una ragione per questo come ci dice John all’inizio dell’intervista.

Cuffie, testine e Beatles: intervista a John Grado
Grado GW100

Perché wireless? Perché ora?

L’obiettivo principale di Grado è sempre stato il suono. La gente ci chiedeva da anni cuffie chiuse o wireless, ma sappiamo che qualsiasi cosa avessimo proposto avrebbe dovuto suonare come le nostre iconiche cuffie aperte e sarebbe stata paragonata a ciò che abbiamo già in catalogo. Nel corso degli anni abbiamo sperimentato, ma sentivamo di non riuscire a ottenere nulla che potesse soddisfare l’utente come siamo invece in grado di fare con le nostre cuffie aperte. Saremmo potuti uscire sul mercato con delle cuffie wireless già anni fa, ma questo non è il nostro obiettivo principale. La nostra reputazione è più importante di qualsiasi altra cosa. È abbastanza difficile costruirne una e persino più difficile mantenerla.

Ci sarà sempre bisogno di cuffie cablate. Il mercato cablato ci tiene sempre occupati. Basti pensare che la compagnia aerea Jet Blue ordina un paio di migliaia di cuffie cablate al mese perché non può usare il Bluetooth a bordo degli aerei a causa delle interferenze. Nonostante ciò abbiamo sempre saputo che alla fine saremmo dovuti passare al wireless e abbiamo sempre considerato attentamente le cose che potevamo fare e quelle che invece non potevamo mettere in pratica. In questo momento siamo ancora convinti che una cuffia cablata suoni meglio, ma pensiamo di aver fatto un ottimo lavoro con le GW100.

Parlaci un po’ dello sviluppo delle GW100

Le GW100 sono frutto di un lavoro iniziato due anni fa e non si tratta quindi di un progetto fatto di fretta e furia giusto per sfruttare l’attuale tendenza del mercato fortemente improntata al wireless. Non si basano su alcun modello specifico che abbiamo prodotto in passato, ma quattro cose erano importanti per noi. In primo luogo le GW100 dovevano avere il suono Grado. Secondo, dovevano avere l’aspetto Grado, che per noi è iconico. In terzo luogo dovevano essere le più leggere possibili (e infatti pesano solo 170 grammi) e, come quarto aspetto fondamentale, volevamo che questo nostro esordio nel settore wireless fosse caratterizzato da un prezzo aggressivo.

Cuffie, testine e Beatles: intervista a John Grado

Più concretamente cosa avete fatto per assicurarvi che le GW100 siano all’altezza della vostra reputazione?

Non è che non voglio dirvelo, ma siamo un po’ protettivi quindi si tratta dei “segreti del mestiere”. Siamo come degli chef; abbiamo delle ricette precise e affermate, ma ogni tanto aggiungiamo un po’ di questo e un po’ di quello. Alla fine comunque dipende tutto dal driver e dal padiglione.

Due cose che molti criticheranno delle GW100 sono il loro design aperto e la mancanza di cancellazione del rumore. Le cuffie wireless sono nate di fatto per l’uso in movimento, quindi perché questa scelta?

Abbiamo deciso che l’unica cosa che impediva alle GW100 di suonare come tipiche cuffie Grado era proprio la cancellazione del rumore. Se qualcuno ha bisogno di una cuffia con cancellazione attiva del rumore, il mercato ne è pieno. Se l’ambiente dove ascoltiamo musica è molto silenzioso, qualcuno vicino a noi potrebbe essere in grado di sentire uscire qualcosa dalle cuffie, ma quando sono alla mia scrivania in ufficio con tutti i rumori del caso, qualcuno seduto a un metro da me non può sentirle. E questo è qualcosa di cui siamo orgogliosi.

La fuoriuscita del suono infatti è stata sensibilmente ridotta e comunque è bello (e soprattutto utile) essere in grado di sentire rumori come un clacson che suona o un amico che si avvicina a te. Ogni tanto qualcuno dice che le nostre cuffie sanno un po’ di vecchio a livello estetico, ma molte più persone trovano invece il look di loro gradimento. Ed è per questo che per le GW100 abbiamo voluto qualcosa di tradizionale. È una specie di look aggiornato, ma se vedi qualcuno che cammina per strada con le GW100 in testa, si capisce subito che sono cuffie Grado.

Cuffie, testine e Beatles: intervista a John Grado

Le testine per giradischi e le cuffie sono un insolito abbinamento esclusivo per un produttore hi-fi, ma che ha chiaramente funzionato per Grado. Si potrebbe dire che Grado ha iniziato a fare seriamente con le cuffie negli anni ’90, visto che fino a quel momento era stata in gran parte una società specializzata quasi interamente in testine. Raccontaci il percorso storico che vi ha portato ad abbracciare il settore delle cuffie.

Nei primi anni ’60 c’era il record changer con il quale non potevamo competere. Così, nel 1963-64, abbiamo interrotto la produzione di diffusori e giradischi e ci siamo concentrati sul mercato delle testine fono. Nel 1980 abbiamo raggiunto il nostro picco visto che producevamo 10.000 testine a settimana. Poi è arrivato il CD e così, negli anni ’90, siamo scesi addirittura a 12.000 testine all’anno. Abbiamo perso la maggior parte dei nostri distributori in tutto il mondo.

Mio zio e io abbiamo sempre armeggiato con i diffusori, quindi avevamo un certo know-how in campo acustico. Le cuffie erano una specie di seconda classe accanto ai sistemi stereo, ma pensavamo che ogni bambino avrebbe avuto un computer portatile per la scuola e avrebbe voluto anche delle cuffie. Quando ho comprato la società da mio zio nel 1990, siamo entrati lentamente nel settore delle cuffie. Abbiamo dovuto ricostruire la nostra reputazione anno su anno e non è stato facile.

Nel dicembre del 1994 Stereophile ha recensito le nostre cuffie “economiche” SR60 e siamo andati al CES a gennaio per presentarle ufficialmente. Siamo tornati da Las Vegas e la nostra attività è decollata come un razzo. Abbiamo così preso una decisione esecutiva di concentrarci soprattutto sulle cuffie senza però abbandonare le testine, il cui business è cresciuto negli ultimi anni grazie alle nuove generazioni che sono tornate ad ascoltare i vinili. A dire il vero però, quando esplose il CD, non ci saremmo mai aspettati che avremmo continuato a produrre testine fono nel 2019. E penso che non smetteremo mai di farlo.

Cuffie, testine e Beatles: intervista a John Grado
Grado RS1

E dell’immediato futuro cosa ci dici?

Al momento stiamo lavorando su auricolari in-ear Bluetooth che potrebbero integrare un sistema di cancellazione del rumore, perché capiamo quanto sia ormai necessario. Mio figlio, Jonathan (27 anni) è nel marketing e Matthew (23) è interessato al lato delle operazioni. Non penso che andrò presto in pensione, ma un giorno dovrò pur farlo e i miei figli sono destinati a prendere il mio posto. Se infatti non fossero interessati, non penserei di vendere, ma semplicemente chiuderei l’azienda. Grado Labs senza nessun componente della nostra famiglia al suo interno non avrebbe per me alcun senso.

E ora vendiamo a domande un po’ più personali: qual è stato il tuo primo sistema hi-fi?

Un ricevitore integrato Fisher, un giradischi Garrard e diffusori Sansui. Mio fratello maggiore e io abbiamo comprato questo sistema con componenti separati alla fine degli anni ’60.

Qual è stato il primo supporto audio che hai comprato?

The Eight Days A Week dei Beatles su un vinile 7’’. Sono un figlio degli anni ’60 e un grande fan dei Beatles. Il mio migliore amico dalla scuola materna, Mark Prevara (il sassofonista di Billy Joel) e io abbiamo formato i Junior Beatles quando eravamo giovani. Ti racconto un aneddoto a proprosito dei Betles. Mio figlio Jonathan lavorava da Sonos e un giorno gli fu presentato Giles Martin, il figlio di George Martin (storico produttore dei Beatles) che aveva una coppia di Grado RS1 non più funzionanti. Glie ne abbiamo date un paio nuovo e ha terminato l’album di Paul McCartney e rifatto le voci proprio con le nostre RS1.

Cuffie, testine e Beatles: intervista a John Grado

Qual è il tuo sistema hi-fi di riferimento?

Ho due sistemi che uso ancora oggi dopo 24 anni e questa scelta risale a quando stavo progettando diffusori. Al tempo avevo un sistema a stato solido e un sistema a valvole e mi piaceva passare da uno all’altro.

Il mio sistema a valvole è composto da un giradischi Micro Seiki DQX 500 con braccio Grado e testina Grado Epoch, preamplificatore, stadio phono e finale Audio Research, un lettore CD Rotel RCD-9658X e un DAC Forte. Quello a stato solido invece è composto da un giradischi Technics SL-1200 con testina Grado mono, un preamplificatore Threshold, uno stadio fono Melos e due finali monoblocco Forte. Ho diversi produttori che continuano a propormi novità da testare e ti parlo di sistemi da centinaia di migliaia di dollari, ma ormai sono abituato a questi due che rappresentano il mio punto di riferimento.

I tuoi tre prodotti Grado preferiti?

Innanzitutto la Grado SR60, perché è il prodotto che ci ha dato credibilità e da cui, bene o male, è nato il nostro business legato alle cuffie. Le abbiamo lanciate sul mercato nel 1994 e le stiamo ancora producendo. Adesso hanno 25 anni e ne abbiamo realizzate tre versioni. Produciamo nuovi modelli solo quando pensiamo di avere qualcosa di nuovo che valga la pena essere comprato. Ho sempre pensato alle SR60 come a un seme. Stavamo dando alle persone l’opportunità di entrare nel mondo di Grado per poi, eventualmente, convincerle ad acquistare modelli superiori. Poi direi le cuffie RS1, la nostra prima cuffia di legno. Il terzo prodotto? Tutto il resto.

Quale prodotto o produttore rivale ammiri di più?

Non riesco a pensare a prodotti rivali che mi vengono in mente, ma ammiro le aziende che hanno successo. Ci sono sempre alti e bassi, quindi ogni azienda che porta sul mercato un prodotto di successo è semplicemente da ammirare, che sia un produttore concorrente o meno.


 

 

 

 

 

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