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Amplificatore integrato Krell K-300i – La recensione

Krell K-300i

Sarà pure l’ampli più “economico” del brand americano, ma raramente abbiamo ascoltato con tanta soddisfazione un integrato come il Krell K-300i.

Krell è uno dei “membri fondatori” del settore di mercato che ora conosciamo come hi-end. Negli anni ’80, insieme a Mark Levinson e ad alcuni altri, ha alzato gli standard prestazionali (insieme ai prezzi) per offrire alcuni dei migliori impianti hi-fi mai realizzati. I prodotti di questo storico brand statunitense hanno continuato a trovare tantissimi estimatori, sebbene sul versante commerciale gli ultimi anni siano stati un po’ avari di soddisfazioni.

Per fortuna un recente cambio di proprietà e una rinnovata attenzione ai valori fondamentali del marchio hanno visto rinnovare la gamma di prodotti. Il nuovo amplificatore integrato K-300i, disponibile in Italia a circa 8900 euro nella versione “liscia” (capirete dopo il perché di questo aggettivo), fa parte proprio di questa rigenerazione e ha lo scopo di aggiornare lo status di Krell ai giorni nostri in termini di connettività e funzioni senza però sacrificare i livelli prestazionali a cui l’azienda americana ci ha felicemente abituati.

Caratteristiche

Questo amplificatore è un’unità dall’aspetto imponente e pulito che non potrebbe essere altro se non un prodotto realizzato da Krell. Abbiamo però una piccola lamentela. Quel pur semplice layout dei tasti di controllo non è particolarmente intuitivo da usare, con la selezione dei vari ingressi e la modifica della configurazione che richiedono la pressione di più pulsanti e si rivelano un po’ più complicate del previsto. Per fortuna il telecomando in metallo in dotazione rende queste azioni più rapide e meno tortuose. Un telecomando tra l’altro comodo da tenere in mano e che rispecchia la sensazione di solidità già suscitata dall’amplificatore stesso. La versione base del Krell K-300i è un integrato interamente analogico da 150 W per canale su 8 Ohm, con una buona dose di connessioni RCA e bilanciate.

Amplificatore integrato Krell K-300i – La recensione

Con altri 1400 euro però potete ottenere il modulo digitale opzionale già montato nella versione qui recensita, grazie al quale il K-300i diventa un sistema molto più versatile e completo. Questa opzione fornisce infatti la capacità di trasmettere musica in streaming sulla rete domestica o tramite Bluetooth, aptX, oltre a supportare piattaforme di streaming come Spotify Connect, Tidal, Deezer, Qobuz e vTuner. Ci sono poi connessioni USB, ottiche e coassiali. L’USB accetta file PCM fino a 24 bit/192kHz e stream musicali DSD128. Lo stesso, escludendo i file DSD, vale per l’ingresso coassiale, mentre quello ottica gestisce file PCM fino a 24 bit/96kHz. Il Krell K-300i è anche compatibile con MQA e predisposto per Roon e non mancano nemmeno due ingressi e un’uscita HDMI con supporto ad ARC.

Dopotutto il produttore americano si è reso conto che un numero crescente di persone usa il proprio sistema stereo anche per migliorare l’audio del proprio TV. Lo stesso, purtroppo, non si può dire di molti altri marchi hi-end e anche se il K-300i è comunque un ampli integrato per pochi fortunati, sorprende come Krell sia riuscita a mantenersi su cifre ben al di sotto dei suoi standard pur offrendo tutte queste funzionalità, tanto che in sede di presentazione molti consideravano questo come l’ampli “low-cost” di Krell. Non esiste un’app di controllo per lo streaming apposita per il K-300i, ma Krell consiglia l’uso di mConnect per iOS e Android. È un’applicazione gratuita e funziona abbastanza bene, ma non è così fluida come le app di produttori ben più addentro all’universo streaming come Naim o Linn.

Costruzione

Il K-300i è realizzato in modo superbo. È solido ed emana un’aura di resistenza che colpisce subito e che ben si sposa con le eccellenti finiture come si richiede a un integrato in questa fascia di prezzo; lo si capisce anche dal peso (non comune) di ben 24 Kg (attenti alla schiena quando lo sollevate). All’interno lo sguardo è subito attratto dall’enorme trasformatore da 770 VA e 80.000 uF e non ci stupiamo se il K-300i possa spingersi fino a 300W per canale con un carico di 4 Ohm. Siamo anche un po’ sorpresi dalla compattezza del dissipatore di calore considerando quanta potenza riesca a generare questo integrato. Un dissipatore di calore di queste dimensioni può essere utilizzato grazie all’utilizzo della tecnologia proprietaria iBias. In questo modo lo stadio di uscita funziona in Classe A ma monitora attentamente il segnale di ingresso per ridurre, ove possibile, qualsiasi perdita di energia.

Amplificatore integrato Krell K-300i – La recensione

Tuttavia, ciò non impedisce l’aumento della temperatura. Questo amplificatore ha ancora bisogno di molta ventilazione intorno per favorire la gestione del calore e quindi fate in modo di non tenerlo “schiacciato” vicino a qualche altra elettronica nel vostro rack. A parte questo non ci sono comunque problemi per quanto riguarda l’installazione, anche se, nel caso aveste un giradischi, avrete bisogno di uno stadio phono esterno. Alcuni si sarebbero aspettati la sua presenza visto anche il prezzo, ma l’ambiente elettrico “ostile” all’interno dell’amplificatore rende molto difficile ottimizzare il suono di quei segnali analogici di livello così basso. Qualcosa come l’MX-VYNL di Musical Fidelity (990 euro) è un’opzione decente per iniziare, anche se andare più in alto col prezzo per portarsi a casa uno stadio phono del calibro del Phono Signature di Cyrus (1999 euro) sarebbe sicuramente meglio.

Qualità audio

Il K-300i è un amplificatore integrato altamente trasparente e quindi, se funzionerà felicemente con la maggior parte del materiale su tutti gli ingressi, non ignorerà la loro qualità sonora. Ce ne accorgiamo chiaramente quando riproduciamo alcuni brani dal nostro iPhone X tramite Bluetooth. La connessione è veloce e stabile, ma i risultati con una vasta gamma di brani (da Kate Bush a Olafur Arnalds passando per gli Slayer) sono al massimo ascoltabili.

Non è però colpa dell’ampli, che restituisce semplicemente il segnale di ingresso per quello che è. Con il Bluetooth, si sa, le dinamiche sono limitate, così come la trasparenza e la risoluzione. Le cose cambiando decisamente in meglio quando colleghiamo l’ampli alla nostra rete e iniziamo a riprodurre musica in streaming dal nostro server Naim. Ascoltiamo davvero di tutto, da Undun dei The Roots a 16 bit/44,1 kHz alla colonna sonora de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno di Hans Zimmer (24-bit/192kHz) di Hans Zimmer, passando per Innervisions di Stevie Wonder in formato DSD. Il K-300i passa da un tipo di file all’altro senza problemi e rapidamente, cosa che non è sempre scontata.

Amplificatore integrato Krell K-300i – La recensione

Con Undun possiamo facilmente seguire le voci della band e crogiolarci felicemente nei beat martellanti e nei ritmi fluidi dell’album. Questo amplificatore risolve una quantità impressionante di informazioni e le organizza con una stabilità e un controllo ai vertici della categoria. Raramente ci siamo imbattuti in un amplificatore integrato che suona così composto, indipendentemente dalla complessità della registrazione. Questo aspetto è evidenziato anche dalla colonna sonora di Zimmer. Qui infatti la presentazione del Krell funziona a meraviglia e siamo rimasti davvero colpiti da quanto bene il K-300i gestisca gli enormi sbalzi dinamici della colonna sonora e il modo in cui “aggancia” i woofer dei nostri diffusori di riferimento (gli ATC SCM50) per produrre quello che è probabilmente il basso più teso che abbiamo sentito da qualsiasi amplificatore a questo livello. Tale è la combinazione di controllo e autorevolezza che il tutto suona a livelli di volume enormi con i vari diffusori che abbiamo provato, dagli ATC ai Revel Performa M126Be.

Potete poi aggiungere alla lista dei pregi anche un palcoscenico sonoro ampio, stabile e meravigliosamente preciso. È facile individuare la posizione degli strumenti nell’orchestra e il loro posizionamento rimane stabile e preciso anche a volumi molto elevati. Passando a Higher Ground di Stevie Wonder, notiamo come il Krell non dia la priorità alla spinta ritmica come fa invece il PMC Cor (circa 6000 euro), ma nonostante ciò riesce ancora a trasmettere bene i cambiamenti dinamici della canzone. I risultati sono ugualmente positivi con gli altri ingressi digitali, a dimostrazione di come il modulo opzionale valga tutti i 1400 euro richiesti. Modulo che è tranquillamente paragonabile in termini di qualità del suono ai migliori streamer standalone sotto i 2000 euro che abbiamo ascoltato ultimamente, ma quando passiamo alle nostre sorgenti audio di riferimento (lo streamer top di gamma Naim il ND555/555PS e il giradischi SME Synergy con il suo stadio phono integrato), risulta chiaro che le sezioni analogiche dell’amplificatore sono in grado di fare ancora meglio.

Amplificatore integrato Krell K-300i – La recensione

Con queste due sorgenti infatti la risoluzione dei dettagli del Krell è persino migliore di quanto ci aspettassimo, sebbene il bilanciamento tonale uniforme e il carattere spazioso e ordinato rimangano invariati. Tramite gli ingressi analogici siamo più consapevoli delle trame strumentali e notiamo più sfumature dinamiche in una registrazione. Naturalmente se confrontiamo questo integrato con apparecchiature di riferimento molto più costose (come il pre/finale 088/911 di Burmester), percepiamo una maggiore sottigliezza, una dose extra di trasparenza e persino una precisione ritmica maggiore, anche perché si parla di una combo da circa 40.000 euro.

Verdetto

Krell ha portato sul mercato il suo primo amplificatore integrato, il KAV-300i, a metà degli anni ’90. È stato un prodotto eccezionale e questa versione attuale ce lo ricorda. Il K-300i potrebbe essere sì l’amplificatore più economico attualmente prodotto dall’azienda americana, ma offre comunque una dose concentrata del leggendario suono Krell. Aggiungete un set di funzionalità completo e al passo con i tempi e avrete tra le mani qualcosa di veramente unico.

© 2019, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Amplificatore integrato Krell K-300i – La recensione e Amplificatore integrato Krell K-300i – La recensione dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
5

Sommario

Sarà pure l’ampli più “economico” del brand americano, ma raramente abbiamo ascoltato con tanta soddisfazione un integrato come il Krell K-300i.

Pro
Dettagli e dinamiche superbi
Molto potente
Ricco di ingressi
Costruzione impeccabile

Contro
Nulla che valga davvero la pena segnalare

Scheda tecnica
Potenza: 150W per canale su 8 Ohm (300W su 4 Ohm)
Ingressi analogici: 2x XLR, 3x RCA
Ingressi digitali: ottico, coassiale, 2x HDMI (1x uscita HDMI), 2x USB
Connettività: Bluetooth aptX
Risposta in frequenza: 20Hz-20kHz
Dimensioni: 10 x 44 x 46 cm
Peso: 23,6 kg
Prezzo: 8900 euro + 1400 euro modulo digitale
Sito del produttore: www.krellonline.com
Distributore italiano: www.audionatali.com


 

 

 

 

 

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