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Pioneer SX-10AE: costa poco ma non sottovalutatelo

Pioneer SX-10AE

Con poco più di 200 euro il sintoampli stereo Pioneer SX-10AE può dare parecchie soddisfazioni, pur non raggiungendo i livelli di un best buy come l’Onkyo A-9010.

Fermo restando che oggi è quasi impossibile superare il rapporto qualità prezzo dell’Onkyo A-9010 per chi cerca un ampli stereo entry-level, il Pioneer SX-10AE quantomeno ci prova, offrendo a circa lo stesso prezzo (online lo si trova anche a 200 euro) un sintoampli stereo integrato da 100W con radio AM/FM, Bluetooth e uscita cuffie. Specifiche che di solito si trovano su modelli più costosi e lo stesso Onkyo A-9010 è privo ad esempio del Bluetooth e del display frontale, pur offrendo una maggior varietà a livello di connessioni.

Qualità audio

Pioneer SX-10AE

Iniziamo il nostro ascolto con Wild Light dei 65daysofstatic, forse non il più facile degli album per un test critico ma molto interessante proprio per la sua particolarità sonora. Picchi frastagliati, soundscape confusi, synth aspri e chi più ne ha più ne metta. Eppure, anche con brani come questi il Pioneer fornisce una prestazione chiara, neutra ed entusiasta e riesce a organizzare il soundstage meglio di quanto ci aspettassimo.

Il mix di synth, batteria e chitarre effettate non viene disperso dal SX-10AE e la verve sonora che ne esce rimane intelligibile anche nelle sezioni più fitte e arrangiate. Si sente chiaramente che gli strumenti non sono in guerra tra loro per trovare il giusto spazio e, collegato ai diffusori Monitor Audio Bronze 2, il Pioneer si destreggia più che bene e non dà mai l’idea di stare per soccombere di fronte a questa ondata sonora.

Pioneer SX-10AE

Sebbene sia un piccolo maestro nell’organizzazione del soundstage, il Pioneer non è però così dinamico da comunicare all’ascoltatore ogni cambiamento ritmico e di intensità (e sono davvero tanti) dell’album in oggetto. La presentazione è infatti più attenta agli elementi fondamentali che non ai dettagli più fini, anche se visto il prezzo non potevamo pretendere molto di più.

Tuttavia, i nostri dubbi più significativi riguardano una certa mancanza di timing e peso da parte del Pioneer. Basta ascoltare il tumulto percussivo in Sigarettes, Wedding Bands dei Band of Horses e l’SX-10AE fatica fin da subito a tenere il passo con i pattern ritmici del brano. Come ci si aspettava, la riproduzione via Bluetooth toglie parte della limpidezza e dell’espansività fin qui percepite e la presentazione finisce con l’essere più contenuta e meno dettagliata.

Pioneer SX-10AE

Eppure l’ampli sa farsi valere in altri contesti come in Bullet Proof dei This is the Kit con la bella sottolineatura del banjo e della voce, o nel seguire placidamente il ritmo languido e rilassato di If I Die I Die dei Dream City Film Club. Siamo poi passati alla radio e le prestazioni sono risultate in linea con le aspettative, grazie a una gamma media spigliata e chiara che rende bene le voci degli speaker radiofonici.

Costruzione e caratteristiche

A livello di connessioni troviamo quattro ingressi analogici RCA (CD, Network, Line 1 e Line 2), mentre manca uno stadio phono integrato (per averne uno dovete rivolgervi al modello SX-20DAB-K, che però è privo del Bluetooth). Non sorprendentemente, visto il prezzo, il Pioneer non ha un DAC. Tuttavia offre un circuito di commutazione A/B, grazie al quale è possibile collegare due coppie di diffusori indipendenti (o una coppia sola in biwiring), un’uscita cuffie frontale da 6,3mm, un’uscita line-out e un pre-out per collegare un subwoofer.

Pioneer SX-10AE

Verdetto

Per chi ha un budget limitato ma non vuole rinunciare allo streaming via Bluetooth o alla radio, il Pioneer SX-10AE è un valido amplificatore integrato di fascia entry-level. Potrebbe non essere un prodotto particolarmente versatile, ma abbinandolo a diffusori altrettanto economici ma validissimi come i Dali Spektor 2 o i Monitor Audio Bronze 2 si avranno parecchie soddisfazioni spendendo davvero il minimo indispensabile.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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