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Jukai – La foresta dei suicidi [BD]

Jukai – La foresta dei suicidi rivisita in chiave horror Aokigahara, nipponico intrico boscoso dove ogni anno centinaia di persone si recano per togliersi la vita. Distribuzione Koch Media

In Jukai la giovane americana Jess (Natalie Dormer), che insegna inglese presso una scuola in Giappone, viene data per dispersa presso la foresta di Aokigahara, ai piedi del monte Fuji. Appresa la drammatica notizia la gemella Sara (Natalie Dormer) raggiunge rapidamente la zona della scomparsa.

Osteggiata dai locali che la invitano caldamente a non inoltrarsi da sola per la fitta boscaglia le viene in aiuto un affabile giornalista, che in cambio di una storia sulla sua vita si offre di accompagnarla. Assieme a un volontario esperto del luogo, che da tempo perlustra in cerca di aspiranti suicidi o di chi ha già compiuto l’insano gesto, Sara non demorde e desidera scoprire a tutti i costi cosa sia accaduto alla sorella.

Incrociati segni tangibili della presenza di Jess decide di non tornare indietro, sentendo vicina la possibilità di poterla riabbracciare, ma la notte nella foresta dei suicidi non porterà affatto consiglio e uscirne vivi sarà una continua scommessa con la morte.

Jukai

La foresta di Aokigahara è un immenso parco naturale prossimo al monte Fuji, tristemente noto per essere da tempo immemore meta di aspiranti suicidi e prima ancora luogo in cui gli anziani del posto andavano o venivano portati a morire, i cui spiriti (yūrei) si dice la infestino da sempre. Soprannominata Jukai (‘mare di alberi’) è divenuta ulteriore motivo d’attenzione da parte dei media per il drammatico film di Gus Van Sant, La foresta dei sogni, ma soprattutto per lo shockante video caricato su YouTube dal vlogger Logan Paul, ventiduenne americano con 16 milioni di follower su Facebook che in visita ad Aokigahara si è imbattuto nel cadavere di un suicida, provocando l’indignazione della rete a causa del suo squallido comportamento.

Jukai

Quale occasione migliore quindi per trasformare un poetico e rigoglioso groviglio di alberi, esteso 35 chilometri quadrati, nel teatro di un’avventura horror? Una scenografia naturale e un luogo radicatosi nell’immaginario collettivo che avrebbe potuto essere d’ispirazione, ma non in questo caso. Pochi toni forti, ancor meno idee e capacità di volersi mettere davvero in gioco, sperimentare e colpire duro, tra bolliti stereotipi di genere e orrende visioni che in un paio di occasioni sanno (almeno) cogliere di sorpresa.

Purtroppo il racconto della giovane donna in cerca della sorella gemella muove per strade troppo battute e conosciute, si perde tempo prezioso seguendola in viaggio per uno straniante Giappone sino a giungere a destinazione presso quella che appare come un’isolata stazione ferroviaria. Alla creazione dello script di Jukai (titolo originale The Forest) hanno partecipato ben tre creativi: Ben Ketai (Beneath, 30 giorni di buio II), Nick Antosca (Hannibal serie TV) e l’esordiente Sarah Cornwell. Eppure la scrittura è insipida con rimandi a qualche opera del passato tra cui Shrooms – Trip senza ritorno, dove però le mortali visioni nel bosco erano dovute a funghi allucinogeni.

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Gli eventi si susseguono stancamente con situazioni al limite dell’accettabile: come la discesa di Sara presso l’obitorio improvvisato in un avamposto umano presso Aokigahara, dove senza aver presentato alcuna credenziale è invitata al riconoscimento delle salme. Soprattutto non viene colta l’opportunità per meglio sfruttare il potenziale insito nel personaggio del giornalista che accompagna Sara, in una condizione di (involontaria) ambiguità che avrebbe potuto arricchire il racconto.

Creature demoniache straviste, finale con colpo di scena a salve, gli attori che fanno quello che possono come la dignitosa Natalie Dormer (Il Trono di Spade). Nel 2015 il governo nipponico non ha concesso alla troupe di girare nella vera foresta di Aokigahara, costretta a ripiegare in una zona boschiva in Serbia affrontando numerosi problemi per le intemperie. Regia pesantemente di maniera per l’opera d’esordio di Jason Zada, giovanissimo programmatore di videogame all’epoca del Commodore 64(!); successo ai botteghini con oltre 37 milioni di dollari d’incasso contro i circa 10 milioni di dollari di budget.

Jukai

VIDEO

Formato immagine originale 1.85:1 (non 1.78:1 come segnalato retro copertina), BD-50, codifica AVC/MPEG-4 (1920 x 1080/24p). Girato interamente digitale con Arri Alexa XT Plus a una non meglio precisata risoluzione. Nel complesso una visione gradevole con frame solidi, risalto elementi in secondo piano e sui fondali, percezione di solidità nella stragrande maggioranza delle inquadrature della fitta boscaglia, dove era lecito aspettarsi accenni di compressione che per contro si sono manifestati altrove.

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Nonostante il disco doppio strato permangono infatti alcune perplessità: al cap. 1, da min 7.32 circa, Sara rivede alcuni video della sorella su un laptop tra cui quello di un compleanno in cui l’immagine, già di per se sgranata in origine, passa in primo piano con una manciata di frame in cui si ravvisano pesanti crash dei neri in primo piano. Sempre a proposito dei neri sono piuttosto alti e non sempre contribuiscono alla resa d’insieme, un dettaglio non da poco considerando le ambientazioni in parziale oscurità o notturne.

Il video dal PC di Sara è già sgranato di suo, ma quando passa in primo piano i crash sono evidenti. (Click sull’immagine per zoomare)

Un’altra incertezza nell’encoding è percepibile al capitolo 6, da min. 59.54 a min. 59.58, con una ripresa dall’alto del bosco percorso da Sara in cui si riscontrano instabilità con accenni di compressione e squadrettamento, condizione che potrebbe anche essere legata all’originale master e non alla fase di codifica pre-authoring. Infine un passaggio con limiti evidenti nelle sfumature colore in secondo piano è la prima sezione animata dei titoli di coda con palesi aloni nelle zone più chiare.

AUDIO

Doppia traccia DTS-HD Master Audio 5.1 canali italiano/giapponese e inglese/giapponese (sempre 48 kHz/24 bit), entrambe di ottima resa senza raggiungere livelli reference. Dinamico e coerente il fronte anteriore con passaggi centrale-destro, centrale-sinistro a seconda della relativa posizione dell’interlocutore. Alcuni momenti profondi del subwoofer e contributo fattivo della sezione rear con effetti, echi e sostegno musicale.

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Qualcosa meglio la traccia originale con uno spunto in più per gli elementi in secondo piano ma soprattutto per i dialoghi dal diverso coinvolgimento. La fuga dal tunnel sotterraneo degli orrori, la visione delle diapositive col View-Master ma anche la prima notte nella foresta con le inquietanti presenze all’esterno della tenda in cui si trova Sara sono alcuni dei momenti acusticamente più interessanti.

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EXTRA

Gli extra di Jukai annoverano una raccolta dei cosiddetti ‘B-Roll’, immagini dai set con audio in presa diretta della durata di poco meno di 5′; due brevissime interviste al regista e all’attrice Natalie Dormer e il trailer. Sottotitoli in italiano. Totalmente differenti i supplementi nell’edizione americana con making of di 8 minuti, una serie di esaustive gallerie di immagini ma più d’ogni cosa il commento al film del regista col ricordo della produzione e interessanti aneddoti.

Inserito nella collana Midnight Factory di Koch Media, la limited edition DVD/Blu-ray di Jukai include un libretto con approfondimenti testuali a cura della redazione di Nocturno.

Jukai

TESTATO CON: Tv Hisense 4K H49M3000, Sony KD55XE9305, UHD player Samsung UBD-K8500

Blu-ray disponibile su dvd-store.it

Jukai - La foresta dei suicidi [BD]
7.5 Recensione
Pro
Audio DTS lossless
Limited con booklet esclusivo
Contro
Occasione mancata per un horror
Precarie manciate di frame
Extra troppo brevi
Riepilogo
Prodotto e distribuito da: Koch Media
Durata: 83'
Anno di produzione: 2016
Genere: Horror
Regia: Jason Zada
Interpreti: Natalie Dormer, Taylor Kinney, Eoin Macken, Yukiyoshi Ozawa, Rina Takasaki
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Supporto: BD 50
Aspect Ratio: 1.85:1
Codifica Video: 1080p MPEG-4 AVC
Audio: italiano/giapponese, inglese/giapponese DTS-HD Master Audio 5.1
Sottotitoli: italiano
Qualità artistica
Video
Audio italiano
Audio originale
Extra
Il giudizio di AF

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