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iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord Mojo

xdsd

Un DAC portatile sotto i 500 euro non può non scontrarsi con il Chord Mojo. L’iFi xDSD ci prova e, pur senza raggiungere il rivale, esce dalla sfida a testa alta.

Mentre molti dei convertitori da digitale ad analogico in cui ci imbattiamo sono quelli all’interno di sistemi e componenti hi-fi digitali, esistono anche DAC standalone con batterie ricaricabili integrate e un design compatto che facilita la portabilità. Questi convertitori portatili possono essere utilizzati per migliorare la qualità audio dello smartphone o aumentare le prestazioni sonore del vostro laptop se siete lontani da una presa di corrente. Alcuni infine possono anche essere rapidamente e comodamente inseriti in un sistema hi-fi.

iFi ha un certo numero di tali dispositivi in catalogo e uno dei suoi più recenti è l’xDSD (iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord Mojo449 euro su Amazon), sebbene il fattore portabilità sia solo uno dei suoi tanti fiori all’occhiello. Il supporto dei file hi-res ad esempio va ben oltre ciò di cui forse avrete bisogno. Tramite il suo ingresso USB può infatti riprodurre file PCM fino a 768kHz e il supporto per DSD arriva fino al DSD512. Attraverso il suo ingresso combinato coassiale/ottico da 3,5 mm il limite è invece di 192 kHz. E c’è anche il Bluetooth aptX per lo streaming wireless con qualità CD da uno smartphone o un laptop.

Caratteristiche

Lo spazio tra un laptop e un paio di cuffie non è l’unico habitat naturale dell’iFi xDSD. Questo DAC portatile può anche funzionare infatti in un sistema tra una sorgente e l’amplificazione grazie al jack per cuffie da 3,5 mm sul pannello frontale che può essere sfruttato anche come uscita a livello di linea (2 V). E chiunque sia incline a utilizzare l’xDSD per migliorare le prestazioni audio dello smartphone può farlo utilizzando il Bluetooth o tramite un adattatore Lightning-USB (per Apple) o USB OTG (per Android), nessuno dei quali però è incluso nel prezzo.

iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord Mojo

Nella confezione troviamo invece un dongle USB-to-USB di tipo B, nonché un adattatore da ottico a 3,5 mm che si inserisce nell’ingresso combinato coassiale/ottico posteriore, l’unico altro ingresso fisico diverso da quello USB. La micro-USB sul pannello posteriore non è infatti una terza connessione, ma serve semplicemente per la ricarica.

L’iFi xDSD può essere collegato permanentemente a una presa di rete per uso continuato, mentre per l’uso portatile (o semplicemente per ridurre i cavi) c’è una batteria ricaricabile integrata da 2200 mAh che offre dalle sei alle otto ore di riproduzione con una singola carica. Noi ci siamo fermati a sei ore tenendo un volume abbastanza alto ed è quindi plausibile che diminuendo il volume ci si possa avvicinare in effetti alle 7-8 ore.

Sotto la presa micro-USB c’è un piccolo LED che indica il livello della batteria (diventa rosso ad esempio quando sta per esaurirsi). Come il Chord Mojo, l’xDSD compensa la mancanza di un display con vari indicatori colorati per tipo di file e dimensioni, volume, sorgente di ingresso e streaming Bluetooth. Il centro della manopola frontale assume diversi colori a seconda del volume, sebbene la sua funzionalità sia più diversificata. A seconda di quanto a lungo lo si preme, può essere infatti utilizzato per accendere/spegnere il DAC, selezionare la sorgente o disattivare l’audio mettendo il DAC in mute.

Il piccolo LED input accanto al quadrante mostra la selezione della sorgente corrente cambiando il colore in bianco per USB, verde per coassiale/ottico, blu per Bluetooth e blu/rosso per la modalità di pairing Bluetooth. Il LED kHz sottostante indica invece il tipo di file attualmente in riproduzione. Il resto del pannello frontale è occupato da un pulsante che esegue lo switch tra le modalità 3D+, Xbass+ e 3D+/Xbass+, mentre se lo si tiene premuto attiva la connessione tramite Bluetooth. Questo pulsante serve anche per configurare l’uscita da 3,5 mm per l’ascolto in cuffia o per utilizzarla come uscita di linea. Le modalità 3D+ e Xbass+ aiutano a creare rispettivamente un palcoscenico sonoro più coinvolgente e bassi più marcati. C’è anche uno switch sul retro del DAC per attivare i filtri digitali measure e listen e sinceramente abbiamo preferita di gran lunga il secondo.

iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord Mojo

Qualità audio

Da questo DAC, visti anche il prezzo e la qualità piuttosto alta del brand (che raramente ci ha delusi), ci aspettavamo una prestazione pulita, raffinata e bilanciata e, per fortuna, ci sono poche sorprese in tal senso. La sua resa immediatamente accessibile rende piacevole ogni canzone della nostra playlist multi-genere. Facciamo partire ad esempio Colourblind di Darius Campbell e l’iFi xDSD fa propria con grande sicurezza la presentazione smagliante e iper-prodotta del brano; la gamma media è aperta e dettagliata e il synth brillante in sottofondo è restituito con un entusiasmo misurato.

Non solo imparziale ed equilibrato ma anche confortevolmente spazioso e ragionevolmente ben organizzato, l’iFi è un DAC che sembra non faticare con qualsiasi proposta musicale gli diamo in pasto. Pulse (v.1) degli LCD Soundsystem (v.1) è una “sonata” di synth che si basa su una tela sonora ampia e organizzata e su una gamma media particolarmente efficace e, per fortuna, l’xDSD segue perfettamente l’evoluzione di questo lungo brano da ben 13 minuti.

In un sistema hi-fi, se collegato a un amplificatore stereo tramite un cavo da 3,5 mm a RCA, l’iFi dimostra un carattere simile, rimanendo anche in un contesto simile incredibilmente pulito, organizzato e articolato e offrendo un miglioramento significativo rispetto a quanto è possibile ottenere collegando le cuffie direttamente la presa di un laptop medio (nel nostro caso un MacBook Air del 2016 e un MacBook Pro del 2017).

iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord Mojo

Nonostante tutte queste qualità, l’iFi xDSD potrebbe essere migliore. Considerando il carattere sonoro generalmente coerente della gamma DAC del produttore, forse non sorprende che l’xDSD condivida la stessa debolezza nella precisione ritmica del più costoso Pro iDSD. In Bloodbuzz Ohio dei The National la spinta dietro al caratteristico pattern di batteria ha meno mordente del solito e anche la coordinazione tra esso, i piatti e la linea di piano non è delle più precise. Passiamo a Phantom Grip di Rival Consoles e la cadenza complessa degli strumenti è coerente ma non cristallina. È una caratteristica però che si nota con una certa nettezza solo quando si confronta l’xDSD con il Chord Mojo e la sua resa più precisa.

In Suspirium di Thom Yorke ci sono fluidità, chiarezza ed estremità distinte nelle note del pianoforte e la voce inquietante di Yorke ha la capacità di trasportarci nell’atmosfera inquietante del film. L’interpretazione sonora del Mojo però è più fluida, con una maggiore attenzione dinamica sul peso di ogni tratto del pianoforte e un timing più stretto e preciso tra le note. Anche il calore e il dettaglio extra in gamma media del Chord assicurano che la voce sia un po’ più evocativa se ascoltata attraverso il Mojo.

Verdetto

L’iFi xDSD non è il primo DAC portatile che facciamo scontrare con il iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord MojoChord Mojo e che non è alla sua altezza (e probabilmente non sarà l’ultimo). Sono tanti però i pregi di questo DAC tra cui il vasto supporto di file hi-res, la portabilità e un suono generalmente gradevole, che lo rendono un prodotto encomiabile a questo prezzo qualunque sia il modo in cui lo si utilizza. Come soluzione portatile per migliorare l’audio di un device mobile o di un laptop (ma anche di un sistema hi-fi già allestito), l’iFi xDSD ha molto senso, sebbene in questa fascia di prezzo esista un’alternativa migliore.

© 2019, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord Mojo e iFi xDSD: il DAC portatile che sfida il Chord Mojo dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
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Sommario

Un DAC portatile sotto i 500 euro non può non scontrarsi con il Chord Mojo. L’iFi xDSD ci prova e, pur senza raggiungere il rivale, esce dalla sfida a testa alta.

Pro
Ottimo supporto hi-res
Autonomia discreta
Sound pulito e bilanciato

Contro
Necessiterebbe di una maggior precisione ritmica
Il dettaglio non è da top di gamma

Scheda tecnica
Ingresso USB: PCM fino a 768kHz e DSD512 (24.6/22.6MHz)
Ingesso ottico/coassiale: fino a 192kHz/24Bit
Range dinamico: > 113dB (A)
THD &N (1V/16R): Batteria: 3.8V/2200mAh
Dimensioni: 95 x67 x19 mm
Weight: 127g
Prezzo: 449 euro
Sito del produttore: www.ifi-audio.com


 

 

 

 

 

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