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Digitale terrestre: cosa cambia con lo Switch-off e come affrontarlo

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Cambia ancora la modalità di trasmissione televisiva terrestre e di seguito vi spieghiamo come affrontare al meglio questo nuovo switch-off

A partire da gennaio 2020 inizierà il processo, denominato “switch-off”, che porterà, negli anni a seguire, all’ennesimo cambiamento di modalità di trasmissione televisiva. Il cambiamento è dettato da una richiesta diretta della Comunità Europea, che ha deciso di disporre il passaggio della banda 700 MHz alla telefonia mobile per il 5G. Per contenere l’aumento dei prezzi della banda internet in mobilità, infatti, è necessario allargare lo spettro ad essa dedicato.

Purtroppo questa particolare larghezza di banda è al momento utilizzata dalle emittenti TV e vale circa un terzo dello spettro elettromagnetico a disposizione del mondo televisivo. A seguito di questa cessione e della necessità di coordinarsi con i Paesi confinanti (per non creare conflitti e interferenze), le frequenze utili per la TV italiana saranno praticamente dimezzate. Proprio a causa di questo dimezzamento, è necessario adottare un sistema di trasmissione più efficiente per poter continuare a trasmettere la stessa quantità di canali (migliorando allo stesso momento risoluzione e qualità video). Per questo motivo si è scelto di passare al protocollo di trasmissione DVB-T2 (attualmente si utilizza il DVB-T) e alla codifica HEVC (che però verrà adottata più avanti).

È vero che il processo di migrazione inizierà già a gennaio 2020, ma si tratta solo di operazioni di ordine tecnico che avranno un impatto pressoché nullo sui cittadini. Nei prossimi mesi sarà probabilmente necessario effettuare diverse risintonizzazioni dei canali, ma il vero passaggio di formato di trasmissione inizierà a settembre 2021. Il giorno 1 settembre 2021, infatti, tutti i TV (e i decoder) non capaci di sintonizzare i canali HD con codifica AVC MPEG4 inizieranno a trasmettere schermate nere su ogni canale.

Digitale terrestre: cosa cambia con lo Switch-off e come affrontarlo

Sarà dunque necessario sostituirli o acquistare un decoder compatibile con queste specifiche. Un’altra data importante è il 30 giugno 2022, giorno in cui si spegneranno le trasmissioni in formato DVB-T per lasciare il posto a quelle DVB-T2. Anche in questo caso TV e decoder non compatibili con il DVB-T2 inizieranno a trasmettere schermate nere e si riproporrà dunque la necessità di sostituire la televisione o acquistare un decoder compatibile.

In ogni caso, qualsiasi TV acquistata dal 1 gennaio 2017 in poi dovrebbe essere compatibile sia con lo standard di trasmissione DVB-T2, sia con il codec HEVC. Coloro che sono in possesso di una televisione acquistata prima di questa data dovranno invece controllare le specifiche tecniche del proprio dispositivo e verificare che sia compatibile con queste caratteristiche.

Cos’è il Bonus TV, come si ottiene e come può essere utilizzato

Il governo ha deciso di fornire ai cittadini un incentivo per alleggerire il peso della sostituzione di TV e decoder. L’operazione prende il nome di Bonus TV ed è riservata alle fasce più deboli. L’incentivo massimo è di 50 euro per nucleo familiare con certificazione ISEE inferiore ai 21.265,87 euro. Il bonus TV è erogato in forma di sconto direttamente all’acquisto agli aventi diritto e fino ad esaurimento dei fondi. Per ottenerlo, il cliente deve compilare un’autocertificazione in cui sottoscrive, sotto la propria responsabilità, di appartenere a un nucleo familiare ISEE I o II e che nessuno del proprio nucleo familiare ha già fruito del bonus TV.

Digitale terrestre: cosa cambia con lo Switch-off e come affrontarlo

A questo punto, esibendo il proprio documento e il codice fiscale, si metterà in condizione l’addetto vendite di istruire la pratica sul sito dell’Agenzia delle Entrate per l’ottenimento del bonus TV: se i fondi sono ancora disponibili, arriverà immediatamente una specie di voucher protocollato che corrisponderà a uno sconto di 50 euro in cassa. I fondi stanziati per l’operazione sono 25 milioni di euro per gli ultimi due mesi del 2019, 76 milioni per il 2020 (a cui si aggiungono quelli non sfruttati nel 2019) e poi altri 25 milioni all’anno per il 2021 e per il 2022.

La televisione o il decoder che andremo ad acquistare tramite il Bonus TV dovranno obbligatoriamente essere compatibili con DVB-T2 e HEVC, oltre a disporre del profilo “Main 10”, ovvero dovranno avere la capacità di ricevere trasmissioni a 10 bit. I decoder hanno inoltre una restrizione aggiuntiva: devono disporre di una uscita Scart o assimilabile, in modo da risultare compatibili anche con i vecchi televisori. L’ultimo passo spetta poi al produttore/importatore, che deve registrare i modelli compatibili con le specifiche che vi abbiamo appena descritto sul portale del MISE: se ciò non avviene, l’apparecchio non può in nessun modo fruire dell’incentivo. Il bonus, infine, sarà utilizzabile solamente nei punti vendita che decideranno di aderire all’iniziativa.

Digitale terrestre: cosa cambia con lo Switch-off e come affrontarlo

Author: Luca Corsetti


 

 

 

 

 

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