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Coronavirus: gli effetti sull’industria tech tra smartphone, LCD e console

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L’epidemia del coronavirus COVID-19 sta causando problemi enormi in Cina e, a risentirne, è e sarà anche l’intera industria tech globale

È stata Trendfoce nei giorni scorsi ad approfondire con un report le conseguenze che il temuto coronavirus sta avendo (e avrà nell’immediato futuro) sull’industria tecnologica globale, che come ben sappiamo dipende per buona parte dalla Cina e dalle sue fabbriche. L’epidemia del coronavirus COVID-19 sta infatti causando problemi enormi in Cina, dove, nonostante l’automazione sia ormai entrata a far parte di molti processi produttivi, c’è ancora tantissima manodopera specializzata nella produzione di componenti e nell’assemblaggio di prodotti.

Per questo motivo la carenza di manodopera e le restrizioni dovute alle quarantene in molte città cinesi non possono non ridurre la produzione, considerando poi anche un altro fatto importante come l’importazione di materie prime in Cina, che potrebbe subire (e in parte lo sta già facendo ora) un duro contraccolpo.

Trendforce, che ricorda anche la recente cancellazione del Mobile World Congress di Barcellona proprio a causa dei timori per il virus (con danni alla città spagnola calcolati in milioni di euro), inizia la sua analisi dalle memorie NAND Flash e DRAM, che grazie all’alto tasso di automazione, alla poca manodopera e all’ampio stoccaggio di scorte dovute alle festività del Capodanno cinese (coinciso proprio con il boom dell’epidemia), non dovrebbero subire conseguenze troppo negative dal coronavirus. Per quanto riguarda le batterie agli ioni di litio, la produzione di componenti è affidata soprattutto ad aziende americane, giapponesi e coreane e quindi, anche in questo caso, non si prevedono ostacoli particolari a livello di produzione.

Coronavirus: gli effetti sull’industria tech tra smartphone, LCD e console

Le cose iniziano a farsi preoccupanti quando si parla di smartphone, con le stime di Trendforce che parlano di un calo del 12% anno su anno a livello globale nella produzione riferita al primo trimestre 2020, il valore più basso degli ultimi cinque anni. Sull’intero anno si prevede invece un calo rispetto al 2019 del 1,3%, pari a 1,381 miliardi di unità prodotte e questo a causa soprattutto di componenti come i moduli per le fotocamere che già ora cominciano a scarseggiare. Non è un caso se nei giorni scorsi Apple ha avvisato gli investitori di ricavi più bassi nel trimestre in corso proprio per il rallentamento di vendite di prodotti (iPhone in primis) dovuto al coronavirus.

Un altro settore che dovrà fare i conti con parecchie difficoltà è quello dei pannelli LCD per laptop, monitor e TV. Tra lavoratori in quarantena, fabbriche quasi vuote e una certa carenza di scorte, la produzione di pannelli LCD è crollata nelle ultime settimane. A tal proposito Trendforce prevede che le spedizioni di TV LCD ODM (Original Design Manufacturing) caleranno dalle 48,8 milioni di unità prevista a 46,4 milioni, mentre quelle dei monitor diminuiranno da 29 a 27,5 milioni di unità. La conseguenza principale di ciò sarà un aumento dei prezzi, anche se ora come ora è impossibile stabilire in quale quantità.

Coronavirus: gli effetti sull’industria tech tra smartphone, LCD e console

A tirare un sospiro di sollievo, sempre che l’epidemia inizi a regredire, potrebbero essere i videogiocatori. Le nuove console attese a fine anno (PlayStation 5 e Xbox Series X) dovrebbe infatti iniziare a essere prodotte su larga scala nella seconda parte dell’anno (periodo in cui si spera che le cose siano tornate alla normalità o quasi) e di conseguenza non dovrebbero esserci intoppi se non a livello di prezzi. La carenza di qualche componente come strascico dei mesi precedenti potrebbe infatti spingere Sony e Microsoft ad aumentare il prezzo finale delle rispettive console, ma il condizionale è sempre d’obbligo.

Vi lasciamo con la tabella qui sopra aggiornata al 14 febbraio che riassume le previsioni di Trendforce per il primo trimestre dell’anno. Da notare che le stime degli smartphone si riferiscono alle unità prodotte, mentre quelle del settore automobilistico alle auto vendute (per tutti gli altri si parla invece di spedizioni). Anche per quanto riguarda l’industria dell’auto, il recente allarme lanciato da due colossi come FCA e da Toyota sulle difficoltà di approvvigionamento di materiali dalla Cina è emblematico. A subire le conseguenze peggiori saranno comunque gli smartwatch con un calo del 16% anno su anno, ma anche gli smart speaker (-12,1%) e i notebook (-12,3%) non se la passano bene.

Trendforce conclude il suo report con una nota di speranza per il secondo trimestre che inizierà ad aprile, mese in cui si spera che gli effetti del coronavirus si siano stemperati almeno in parte. Ma dirlo con certezza adesso è impossibile.


 

 

 

 

 

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