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Audio Research Reference CD9 SE… per i nababbi dei CD

Reference CD9 SE

17.500 euro per un lettore CD può sembrare una cosa da folli, ma l’Audio Research Reference CD9 SE avrebbe qualcosa da ridire in merito…

Spendere oggi 17.500 euro per un lettore CD può sembrare una cosa da folli, soprattutto se pensiamo allo strapotere dello streaming (anche quello lossless e hi-res) e alle vendite sempre più deprimenti dei CD. Se poi aggiungiamo l’impossibilità di riprodurre file DSD e il limite dei file PCM imposto a 24-bit/192kHz, l’Audio Research Reference CD9 SE non parte proprio con il piede giusto considerando appunto il prezzo super elitario.

Eppure, c’è molto altro da considerare quando si guarda a questo CD player così regale. Audio Research ha introdotto il suo primo lettore CD della serie Reference nel 2005 con il Reference CD7, per poi evolversi nel Reference CD8 e, nel 2013, nel Reference CD9. Tutti e tre i lettori hanno ricevuto il plauso della critica per la loro precisione e naturalezza. Dopotutto molti appassionati vogliono ancora riprodurre i loro CD, ma vogliono anche aggiungere altre fonti digitali come l’audio del computer e lo streaming ai loro sistemi musicali.

Audio Research Reference CD9 SE… per i nababbi dei CD

Il Reference CD9 SE offre ingressi digitali (USB 2.0HS, AES/EBU, RCA e Toslink) che, come già accennato, gestiscono file con una risoluzione di 24 bit/192kHz. Il lettore utilizza inoltre la ben nota meccanica di trasporto Philips PRO2R (i dischi vanno inseriti nella parte superiore del lettore), che secondo Audio Research non ha ancora oggi eguali per la riproduzione dei CD. Beneficiando di quanto appreso nello sviluppo del Reference DAC, il CD9 SE utilizza quattro DAC a 24 bit in modalità mono, con oscillatori dual master: uno per frequenze di campionamento di 44.1/88.2/176.4 e l’altro per frequenze di campionamento di 48/96/192kHz.

La conversione della frequenza di campionamento è selezionabile per tutti gli ingressi, consentendo la riproduzione con risoluzione nativa o tramite ricampionamento, inclusi compact disc e tutti gli ingressi. Inoltre, è disponibile un filtro digitale selezionabile con rolloff rapido o lento. Come altri prodotti della gamma Reference di Audio Research, la sezione analogica è valvolare, mentre il pannello frontale ha il familiare display dimmerabile sul lato sinistro.

Audio Research Reference CD9 SE… per i nababbi dei CD

Sul lato destro ci sono LED per indicare la frequenza di campionamento, la selezione dell’ingresso, il filtro e l’accensione/spegnimento. Oltre agli ingressi digitali, il pannello posteriore include uscite digitali (AES/EBU e BNC nel remoto caso vogliate ricorrere a un DAC esterno), uscite RCA single-ended e XLR bilanciate e un connettore di alimentazione IEC 15A.

Una delle particolarità di questo player CD è la sua natura valvolare (le valvole vanno montate prima dell’accensione con un processo semplice alla portata di tutti). Nel complesso troviamo quattro 6H30 per lo stadio di uscita e una quinta 6H30 in tandem con una 6550WE per la sezione di alimentazione. La durata delle valvole è stimata in circa 4000 ore per le 6H30 e circa 2000 ore per la 6550WE (se poi volete spendere tre volte meno restando sempre in casa Audio Research, potete prendere in considerazione il lettore CD6 SE non valvolare ma a transistor).

Audio Research Reference CD9 SE… per i nababbi dei CD

Il Reference CD9 SE, così come tutti gli altri prodotti di Audio Research, è distribuito in Italia da AudioNatali e se volete un compagno di amplificazione ideale (anch’esso a valvole), l’Audio Research VSi75 potrebbe fare al caso vostro… sempre se avete altri 10000 euro di budget.

© 2020, MBEditore, riproduzione riservata.


 

 

 

 

 

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