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ACER PREDATOR XB252Q – GAMING TEST

ACER PREDATOR XB252Q – GAMING TEST

In circolazione da tempo, abbiamo testato a fondo l’ACER Predator XB252Q, pannello di dimensioni già importanti e ricco di tecnologia per il gaming

La sfida per giungere ai vertici del mercato hardware in ambito videogame non conosce sosta e il colosso taiwanese con l’ACER Predator XB252Q non ha perso occasione per proporre un prodotto tecnologicamente interessante, prestando anche ascolto alle richieste di utenti finali sempre più esigenti. L’XB252Q è un pannello ‘zero frame’ con bordo ridottissimo, 8 bit (6 bit + FRC) a risoluzione Full HD 1920 x 1080 da 24,5” pollici.

ACER PREDATOR XB252Q – GAMING TEST

Apparato dalle numerose peculiarità e specifiche tecniche con design moderno e gradevole, che si rivolge sia in ambito e-gaming che per un uso più quotidiano, non per il prosumer. Linea piuttosto aggressiva con venature industry che si mantiene almeno in parte snella benché occorra una certa profondità in virtù dello spessore posteriore (l’alimentatore è interno) ma soprattutto per la vistosa quanto bella base d’appoggio a X.

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INSTALLAZIONE

L’installazione è intuitiva quanto immediata, all’interno della confezione sono presenti cavo HDMI, Display Port e USB 3.0. Una volta rimosso il montante è presente un attacco VESA da 100 mm per ancoraggio a muro. Il peso del solo schermo è di 4,35 Kg (6,2 Kg con lo stand).

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Le regolazioni comprendono 12,1 cm di altezza, 45° di rotazione in ciascuna direzione, 25° di inclinazione totale e una modalità di ribaltamento dello schermo in verticale, prezioso per demo ma anche in ambito programmazione. Presenti 2 altoparlanti rear-firing da 2 Watt ciascuno che aiutano se non altro nella funzione di monitoraggio base.

Sempre posteriormente sono presenti due ingressi USB 3.0 Type-A, tipicità per un classico pannello in ambito NVIDIA G-Sync, terminale HDMI 1.4 e DisplayPort 1.2, jack 3,5 mm per le cuffie, 2 ulteriori porte USB 3.0 downstream e una singola porta upstream. Più spostati sulla sinistra l’ingresso cavo elettrico e tasto fisico on/off.

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La tipologia dello schermo è TN, ovvero Twisted Nematic, così chiamata in virtù della rotazione dei cristalli liquidi alla base dei pannelli TN. Tale rotazione viene ottenuta intervenendo sul campo elettrico in un range di 90 gradi, ottenendo così intensità di luce diverse che disposte in gruppi di tre sub-pixel generano un unico colore. Molto diffuso a mercato è risaputa la non eccezionale brillantezza dello spazio colore, limitato angolo di visione dove si arriva ad avvertire distorsione cromatica.

OSD E FUNZIONI

I vantaggi però sono molti: input lag molto basso, refresh rate elevato, compatibilità con varie tecnologie volte a migliorare la resa tout-court e contenuti costi di produzione. Nel caso specifico dell’XB252Q la frequenza di aggiornamento nativa è di 240 Hz, dispone di Ultra Light Motion Blur fino a 144 Hz mantenendo più nitidi anche i particolari in rapido movimento e non ultimo G-Sync compliant. Lo strato antiriflesso ha durezza pari a 3H offrendo nitidezza senza rumore di fondo.

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PROVA SU STRADA

Assente il telecomando, i controlli fisici sono locati nella parte in basso a destra della cornice, pulsante jogger per intervenire rapidamente su preset e set-up in prossimità del LED (dimmerizzabile) che indica funzionamento/stand-by. Buona gamma di opzioni per giungere a una più efficace configurazione come temperatura colore RGB, scala gamma, saturazione e ‘Acer GameView’ per profili calibrati dall’utente. C’è anche l’opzione di disattivazione sRGB, ma occorre tenerla sempre attiva specie in ambito gaming. In sRGB la copertura si aggira attorno al 98,5% e 76% Adobe RGB. Eccellente tempo di risposta di 1 ms (GTG).

Con colorimetro e una serie di veloci aggiustamenti si ottiene una maggiore coerenza RGB senza raggiungere chissà quale livello di perfezione anche se non è possibile procedere a una taratura fine, nemmeno a 10 step. Ciononostante si riesce comunque a ottenere un Delta E più contenuto.

Ricchezza parametri e flessibilità

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In modalità ‘Normale’ luminosità e contrasto sono elevati, la funzione ‘Dark Boost’ aiuta a risaltare gli elementi in presenza di materiale molto scuro, solita funzione ‘Blue Light’ per ridurre l’affaticamento visivo in lettura.

Anche con le impostazioni al massimo il contrasto resta deboluccio, per un monitor SDR che non è poi così adatto alla visione di materiale televisivo o peggio ancora cinematografico, per quanto nell’universo gaming ci si avvantaggia di zero ghosting.

Sotto la scala grigi prima e dopo la taratura

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I test di utilizzo sono stati condotti con collegamento a game console Xbox One X e al desktop ACER Predator 5000, attraverso segnali test, immagini a differenti risoluzioni e ovviamente in ambito gaming, per cui questo pannello è nato.

Siamo andati ancor più in profondità con Ace Combat 7 di Bandai Namco, sviluppato per una risoluzione massima su console 1920 x 1080 (35 ~ 60 Hz) e lo spettacolo non è certo mancato.

Diagramma CIE dopo taratura, notare lo scostamento del verde

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Gli elementi nel corso delle partite sfrecciano senza perdere il risalto dei dettagli, con la giusta misura di luminosità, meno per il contrasto ma grazie all’intervento manuale e la taratura colorimetrica l’impatto visivo resta elevato e più coerente. Lo stesso dicasi per Call Of Duty Black Ops IIII, che in modalità ‘Dark Boost’ ci ha aiutato in più di un frangente per elementi in secondo piano o sui fondali meno ‘schiacciati’ e con contorni più percepibili.

Resta comunque la difficoltà a trovare la miglior posizione per il contrasto, dovendo intervenire spesso al cambio del programma visionato, un monitor che non si disdegna anche per la visione di materiale filmico a patto di accettare alcune aree meno uniformi quanto a retroilluminazione.

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Call Of Duty Black Ops IIII

VERDETTO

Nel complesso l’ACER Predator XB252Q si è rivelato un schermo dalle prestazioni molto buone andando a soddisfare il gamer che magari non predilige esclusivamente la risoluzione a scapito di altri importanti parametri. Vero è che il livello di contrasto avrebbe potuto essere migliore, ma le virtù dello schermo Twisted Nematic sono in questo senso limitate.

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Comunque piacevole la resa colore, il gamut resta inferiore a pannelli con tecnologia VA o IPS, certo non ultima la prestazione nativa 240 Hz con buon overdrive. A conti fatti a pesare maggiormente sulla scelta potrebbe influire il non indifferente livello di ingombro della base per un gaming monitor che si attesta sopra la media.

ACER PREDATOR XB252Q – GAMING TEST

ACER PREDATOR XB252Q – GAMING TEST
7,5 Recensione
Pro
Resa luminosa
Refresh rate nativo 240 Hz
ULMB fino a 144 Hz
G-Sync NVIDIA
Buona versatilità e taratura
Contro
Prezzo impegnativo
Risoluzione max e densità pixel
Resa colori migliorabile
Contrasto migliorabile
Altoparlanti solo di servizio
Telecomando assente
Riepilogo
Pannello: TN/W-Led/Edge Array
Risoluzione: 1920 x 1080 pixel
Luminosità: 400 cd/m2
Tempo risposta: 1 ms (GTG)
Diagonale: 24,55"
HDR wide color gamut: no
Profondità colore: 8 bit (6 + FRC)
Connessioni: HDMI 1.4, Display Port 1.2, USB (4 x 3.0 Type-A + 1 3.0 Type-B), Cuffia stereo (3,5 mm)
Altoparlanti: 2 x 2 Watt
Dimensioni e peso con supporto: 559 x 384-505 x 267 mm (LxAxP); 6,4 Kg
Prezzo: 540 euro
Sito del produttore: https://www.acer.com/ac/it/IT/content/predator-series/predatorxb2
Immagine
Funzioni
Costruzione
Audio
Il giudizio di AF


 

 

 

 

 

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