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YouTube Music: vale la pena o in giro c’è di meglio?

YouTube Music

Abbiamo provato per una settimana YouTube Music, apprezzandone l’ampiezza del catalogo e la buona fattura dell’app, ma a livello audio…

Lo streaming musicale è incentrato soprattutto sui numeri. Se un servizio non ha decine di milioni di brani, non può attirare milioni di abbonati paganti o non spende milioni in pagamenti di royalty ad artisti, editori e case discografiche, non può che essere destinato al fallimento. Google naturalmente non è estraneo ai grandi numeri avendo acquisito YouTube nel 2006 per 1,65 miliardi di dollari, una somma non trascurabile anche una dozzina di anni dopo.

Ma pur con tutta la sua ricchezza, Google si è dimostrata finora inoffensiva nell’incidere sul mondo dello streaming musicale. Google Play Music non è privo di attrattive, tra le quali spicca la qualità audio dei brani, ma i consumatori non si sono iscritti a questo servizio con numeri tali da impensierire i diretti concorrenti (Spotify e Apple Music in primis).

YouTube però è attualmente il servizio di streaming musicale più popolare al mondo (nonostante non sia questa la sua vera natura) e Google sta quindi tentando di sfruttare la sua ubiquità formalizzando un servizio di streaming musicale facile da usare e che offre tutte le funzionalità dei leader del mercato. Il risultato si chiama YouTube Music, disponibile da alcune settimane anche in Italia.

Caratteristiche

Ci sono alcuni aspetti interessanti, incluso il piano di abbonamento gratuito. Naturalmente questo è supportato da annunci pubblicitari, anche se non così tanti come si potrebbe temere. Per 9,99 euro al mese (volendo, c’è un periodo di prova gratuito di tre mesi) o 14,99 euro per il piano Famiglia fino a 6 utenti, si passa invece a YouTube Music Premium, che elimina gli annunci e consente il download per l’ascolto offline.

La spesa di 11,99 euro al mese (anche qui con i primi 90 giorni gratuiti) permette invece di passare a YouTube Premium, che consente l’accesso senza pubblicità a YouTube Music e a YouTube, anche qui con funzionalità di download. Il piano Famiglia di YouTube Premium costa invece 17,99 euro al mese e in questo caso è concesso solo un mese gratuito di prova.

L’app YouTube Music disponibile per iOS e Android (su desktop bisogna rivolgersi per forza a un browser web) è caratterizzata da un tema grafico scuro e da un layout pulito e di facile comprensione, con caratteri ben leggibili e tre sezioni principali: Home, Hotlist e Raccolta. Quest’ultima è dove risiedono gli elenchi di brani, album o artisti che vi sono piaciuti e le playlist che avete creato. Hotlist è invece la classica sezione con le proposte più trendy del momento; attualmente contiene solo video musicali, ma ci sono piani per includere brani audio.

Ovviamente YouTube Music non è il solo servizio a includere video musicali (tutti i grandi player di streaming musicale li includono), ma è unico ad averli praticamente tutti. La sezione Home è divisa in sottosezioni tematiche come Classici italiani, Aperitivo, Nuove uscite, Relax, Performance dal vivo e Successi. Include anche Il tuo mixtape (sottotitolato Numero illimitato di brani personalizzabili), l’unica funzione di “scoperta” musicale offerta da YouTube Music.

Essendo qualcosa sviluppato dal re assoluto degli algoritmi, ci saremmo aspettati che la funzione di scoperta di YouTube Music iniziasse a formulare alcune raccomandazioni intelligenti in tempi brevi. Ma nonostante una settimana di utilizzo, ascolto di musica quanto più varia possibile e segnalazioni di artisti e canzoni preferiti, la nostra selezione in Il tuo mixtape è rimasta piuttosto prevedibile e poco ispirata.

La stragrande maggioranza delle selezioni si rivela essere infatti musica che già conosciamo di artisti che abbiamo già confermato con i vari Mi piace. Dite per esempio a YouTube Music che vi piace Amy Winehouse (come abbiamo fatto noi) e Your Mixtape includerà in tempi brevissimi tutte le sue canzoni, senza però suggerire o proporre artisti o brani simili.

È possibile migliorare e/o espandere l’ambito di queste scoperte abilitando nelle Impostazioni dell’app i consigli basati sulla posizione e sull’attività. Se per esempio siete in palestra o state camminando nel parco, YouTube Music è in grado di personalizzare i suoi consigli in base alle vostre attività o all’ora del giorno. Che poi siate felici o disposti a condividere queste informazioni con Google, è tutta un’altra storia.

In termini di catalogo YouTube Music ne ha uno estremamente vasto e grazie allo sforzo e all’entusiasmo di milioni di utenti di YouTube, c’è un numero enorme di file audio caricati su YouTube Music che non sono disponibili su nessun’altra piattaforma. Un gioiello poco noto degli anni sessanta di Ginger Thompson,

“>Deep Burnt di Pepe Bradock sono tutti brani disponibili su YouTube Music ma non su altri servizi di streaming. Tre esempi presi da tre epoche diverse, ma potremmo andare avanti ancora a lungo, a testimonianza di come YouTube Music sia partito con il piede giusto e in modo assolutamente brillante a livello di catalogo.

Prestazioni

Se parliamo però di qualità audio, le cose sono un po’ diverse. Il servizio offre infatti solo un formato audio, ovvero AAC su mobile (e OPUS per la versione web) a 128 kbps (il minimo indispensabile) anche se vi iscrivete al piano Premium. Non ci aspettavamo qualcosa di simile a Tidal Masters o a Qobuz Hi-Fi (anche perché questi costano circa il doppio), ma basta pensare a Spotify e ai suoi file compressi fino a 320 kbps spendendo sempre 9,99 euro al mese per rendersi conto che non ci siamo. Persino Apple Music fa meglio di questi file a 128 kbps e Apple non ha mai messo la qualità audio in cima alle proprie priorità.

Il risultato è che qualsiasi brano, da

“>Melody Day di Caribou, sembrano invece essere soffocate da una specie di cuscino digitale.

Verdetto

Siamo rimasti profondamente impressionati dalla capacità di YouTube Music di offrire gemme musicali perdute da tempo e, già solo per questo motivo, il servizio è degno di considerazione. Ma se in una piattaforma cercate anche un minimo di qualità audio, è meglio rivolgersi altrove, almeno fino a quanto non verrà inserita la possibilità di scegliere la qualità dello streaming.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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