JBL LINK AUDIOCONNESSO
Featured home HI-FI Prove What Hi Fi

Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euro

Wharfedale D310

I Wharfedale D310 sono i diffusori da stand più economici del produttore britannico e anche se suonano molto bene, non fanno miracoli.

Anche prima di sentire questi diffusori da stand Wharfedale D310, non possiamo non pensare alla difficile eredità che hanno raccolto, essendo di fatto modelli molto vicini a quella serie Diamond che ha riscosso grandissimo successo nella fascia entry-level del mercato. Non si tratta però di vere e proprie aggiunte alla gamma Diamond, bensì dei modelli più piccoli ed economici (Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euroin Italia li trovate a circa 200 euro) della nuova serie D300, che prende in prestito l’ingegneria alla base dei più costosi diffusori Diamond 11.

Le somiglianze tra queste due gamme infatti non sono sottili e sono visibili quasi in tutto, dai driver al cabinet. Considerando che i Diamond 11.1 sono ottimi diffusori economici e che i più grandi D320 hanno riscosso un ottimo successo di critica, questi D310 partono con il piede giusto e in effetti sarebbe strano aspettarsi qualcosa di brutto o deludente da un brand come Wharfedale anche se si parla di modelli molto economici come questi.

Costruzione e compatibilità

Il tweeter da 25 mm dei Wharfedale D310 è stato preso tale e quale dai Diamond 11.1, mentre il driver mid/bass da 10 cm utilizza i più recenti coni in fibra di Kevlar di Wharfedale. Questa unità è montata in un cestello rigido che secondo l’azienda migliora la risposta ai transienti e dietro al cono si trova un’area aperta progettata per ridurre i riflessi e consentire il corretto assorbimento della parte interna del cabinet. Se poi è vero che il cabinet dei D310 non ha la curvatura laterale dei Diamond 11, è altrettanto vero che mantengono gli stessi bordi arrotondati che tanto abbiamo apprezzato nei loro fratelli maggiori.

Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euro

I diffusori utilizzati per questa recensione godono di una costruzione attenta e curata, soprattutto se consideriamo il prezzo. Su questo versante si pongono a metà strada tra il tradizionale design hi-fi e l’eleganza tipica di diffusori più moderni, che si apprezza ancora di più se si tolgono le griglie frontali.

Nel tentativo di creare una risposta dei bassi controllata e precisa, la porta rivolta verso il basso è stata leggermente cambiata rispetto a quella della serie Diamond 11. Piuttosto che “sparare” i bassi nella fessura tra la base del base del cabinet e il plinto integrato, qui la porta è rivolta direttamente verso la superficie dello stand o dello scaffale. Le prestazioni di fascia bassa e il bilanciamento generale sono migliori quando i diffusori sono posizionati vicino a una parete posteriore. Quando sono appoggiati al muro, i Wharfedale mantengono un equilibrio e un’immagine stereo decenti, il che è una fortuna per chi ha poco spazio a disposizione.

Qualità audio

I D310 forniscono bassi abbondanti nell’esatta misura che ci si aspetterebbe da diffusori di queste dimensioni e con la precisione che si poteva sperare a questo prezzo. In Kiss My Name di Anthony And The Johnsons il beat della batteria in sottofondo guida il brano con buoni risultati, ma a ben vedere (e sentire) è la gamma medio-alta che fa davvero brillare questi Wharfedale. Basta far partire Love Is All di The Tallest Man On Earth per rendersi conto che i D310 sono in grado di offrire il tipo di resa vocale che associamo di solito a diffusori più costosi, grazie soprattutto a una gamma media chiara e fedelmente riprodotta.

Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euro

I D310 hanno anche la capacità di catturare la profonda rugosità della voce di Kristian Matsson sotto la dolcezza melodica del brano che rende l’ascolto estremamente piacevole e rilassante. E come ogni altro aspetto nel loro palcoscenico sonoro, la voce è restituita con una chiarezza tale da farci ascoltare questo semplice brano acustico con un’attenzione e un coinvolgimento inediti in questa fascia di prezzo. Il modo poi che hanno di comunicare la chitarra arpeggiata in stile dylaniano appare molto naturale e privo di sforzi e ci sono chiari accenni alla profondità e al dettaglio di ogni singola corda arpeggiata.

I Wharfedale D310 riprendono il carattere audace, chiaro e ben integrato dei fratelli maggiori D320 e ciò rappresenta un ulteriore cenno alla coerenza di Wharfedale. Per fortuna il calore confortante e la raffinatezza della loro presentazione assicurano che questa audacia non sia eccessiva e che la brillantezza non sia troppo tagliente. Questi diffusori sono talmente accomodanti che è un vero piacere ascoltarli, ma tale temperamento raffinato e rilassato ha un inconveniente: la leggera mancanza di grinta e “cattiveria”. Accanto ai più vivaci Dali Spektor 1 e Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euroSpektor 2, i D310 suonano infatti un po’ troppo educati e timidi.

Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euro

Ce ne accorgiamo ad esempio nel confronto tra Gimme Something Good di Ryan Adams, in cui Wharfedale sono perfettamente a loro agio nel suonare controllati e precisi, e l’anarchica Firestarter dei The Prodigy, che attraverso questi diffusori non suona così sporca, rabbiosa e grezza come ci saremmo aspettati. Non è certo la fine del mondo, ma i loro rivali più agguerriti non ne sono colpiti nella stessa maniera.

Verdetto

Questa caratteristica impedisce ai Wharfedale D310 di aggiudicarsi la massima valutazione e di porsi allo stesso livello di veri e propri best-buy come i Dali Spektor 2. Se riuscite a spendere circa 50 euro in più per questi ultimi, avrete in cambio una prestazione più vivace, perspicace e “ampia”, ma se non riuscite ad andare oltre i 200 euro questi Wharfedale non vi deluderanno di certo. Basta solo non aspettarsi miracoli.

© 2019, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euro e Wharfedale D310: difficile chiedere di più per 200 euro dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
4

Sommario

I Wharfedale D310 sono i diffusori da stand più economici del produttore britannico e anche se suonano molto bene, non fanno miracoli.

Pro
Sound brillante e spavaldo
Bassi ben controllati
Esteticamente curati

Contro
Peccano un po’ in impatto e vivacità
Non sono i migliori in questa fascia di prezzo

Scheda tecnica
Design: 2 vie
Sensibilità: 86dB
Potenza consigliata: 20-60W
Impedenza nominale: 4 Ohm
Risposta in frequenza: 65Hz-20kHz
Frequenza crossover: 2.2kHz
Dimensioni: 265 x 155 x 200 mm
Peso: 4 Kg a pezzo
Prezzo: 200 euro
Sito del produttore: www.wharfedale.co.uk


 

 

 

 

 

Pin It on Pinterest