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Vifa Reykjavik: lo speaker Bluetooth con un tocco nordico

Vifa Reykjavik

La fascia di prezzo degli speaker Bluetooth portatili tra i 150 e i 200 euro si arricchisce con il Vifa Reykjavik. Qualità audio ottima e design raffinato, ma manca ancora qualcosa per raggiungere l’eccellenza.

La tecnologia ha da sempre preso idee dalla natura tra turbine eoliche progettate ispirandosi alle pinne delle balene, treni giapponesi che si rifanno ai becchi sottili e appuntiti dei martin pescatori e complessi di uffici con sistemi di ventilazione simili a quelli dei termitai. Il produttore danese Vifa ha adottato però un approccio più poetico per il suo speaker wireless Reykjavik. fortemente ispirato alla natura e, in particolare, ai paesaggi affascinanti, spogli e nebbiosi dell’Islanda.

Costruzione

Il risultato di questa ispirazione nordica è uno speaker portatile (con un prezzo di listino di 199 euro) che ricorda molto da vicino un sasso sferico dalle dimensioni di un CD. A prima vista sembra un diffusore abbastanza resistente e solido e infatti la scocca è in alluminio e il cinturino in pelle (volendo, c’è anche una versione rivestita in lana).

Vifa Reykjavik

All’interno dello speaker, che diffonde il suono a 360 gradi, trovano posto due tweeter da 19 mm e un woofer da 7 cm per le frequenze più basse (entrambi utilizzano magneti in neodimio). La durata della batteria è compresa tra le 5-6 ore a seconda del volume di riproduzione e la carica avviene tramite USB-C. C’è anche un jack da 3,5 mm nel caso si preferisca usare una connessione analogica cablata e non mancano i pulsanti che controllano la connettività Bluetooth, il volume e le chiamate dallo smartphone.

Ci vuole però una buona dose di forza per far funzionare i pulsanti ed è difficile capire se l’azione è stata registrata dallo speaker. Inoltre, è leggermente fastidioso il fatto che l’anello blu attorno al pulsante di pairing Bluetooth dello speaker sia coperto dal pollice quando lo si tiene premuto.

Qualità audio

Vifa Reykjavik

Dopo un pio di giorni di rodaggio in compagnia di un iPhone 8 Plus iniziamo i test veri e propri e il Vifa Reykjavik ci incanta fin da subito con la sua qualità audio e, visto che si parla di Islanda, abbiamo cominciato l’ascolto con i Monsters and Men, band proveniente proprio da Reykjavik (quando si dice il caso). Catturare al meglio la delicatezza con cui Nanna Bryndís Hilmarsdóttir canta Organs (brano tratto dall’album Beneath the Skin) è fondamentale e questo speaker ci riesce alla grande.

C’è una buona dose di consistenza nel sottolineare la fragilità delle chitarre e il Vifa Reykjavik mette in risalto la resa a tratti morbida e altre volte ruvida degli strumenti. La voce della Hilmarsdóttir, giocata su toni sibilanti e quasi sussurrati, è resa con più raffinatezza rispetto a quanto ascoltato da speaker wireless nella stessa fascia di prezzo. Qui infatti si può avvertire più chiaramente il modo in cui usa la cantante usa voce per enfatizzare l’emozione e creare un maggiore senso di intimità con il brano.

Vifa Reykjavik

Il Reykjavik è anche uno speaker ben bilanciato e lo si capisce dal modo in cui riesce a equilibrare la brillantezza della voce con le basse frequenze degli archi che entrano in scena a metà brano. Speaker qualitativamente inferiori potrebbero permettere agli archi di interferire con le partiture di chitarra più squillanti e aperte, ma il Reykjavik riesce a tenere tutto sotto controllo.

Passando a qualcosa di più vivace e ritmato, ecco la bellissima Is not She Lovely di Stevie Wonder. La batteria che dà il ritmo alla canzone è energica al punto giusto e non a caso abbiamo iniziato a battere i piedi quasi subito. Questo apprezzabile senso del timing è accompagnato anche da una buona resa dei bassi. Lo speaker infatti riesce a far emergere le differenze tra i vari “colpi” della batteria (cassa, tom, timpano) e si può cogliere con un po’ più di precisione rispetto alla sua concorrenza il modo in cui il suono si addolcisce sottilmente e cambia a ogni colpo.

Vifa Reykjavik

Ai bassi viene data una quantità encomiabile di spazio e ciò rende la traccia più aperta e più ampia di quanto ci aspettassimo. Lo stesso dicasi per la voce di Wonder e, su questo versante, un diretto rivale come l’Ultimate Ears Blast ne esce (leggermente) sconfitto. Non tutto però è positivo. Il Reykjavik infatti non ha la stessa solidità o autorità del Blast, che pur costando poco di meno riesce a mettere in mostra un sound generale leggermente più compatto e focalizzato.

Verdetto

Il Vifa Reykjavik è costruito in modo impeccabile, ha un’autonomia discreta e offre prestazioni audio tra le migliori che abbiamo sentito da uno speaker wireless portatile. Se però consideriamo il prezzo, ecco che altri rivali un po’ meno costosi come il già citato Ultimate Ears Blast possono diventare più interessanti (nel caso del Blast anche grazie all’impermeabilità e all’integrazione di Alexa). Se però queste feature accessorie non vi interessano granché e volete avere “solo” uno speaker Bluetooth che si senta molto bene, eccovi accontentati.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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