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Vaunt, ovvero gli smart glass targati Intel

Intel Vaunt 2

Battezzati Vaunt,  i nuovi occhiali 2.0 di Intel saranno leggeri, poco invasivi, utili e piacevoli da indossare. Sono basati un laser a bassa potenza che proietta un’immagine direttamente sulla retina dell’occhio.

Si chiamano Vaunt e sono gli smart glass di nuova generazione per il mercato consumer di Intel. Il progetto, svelato dalla testata Bloomberg, sembra essere a buon punto, tanto che un giornalista di The Verge ha avuto la possibilità di provare un prototipo per una giornata intera.Di che si tratta esattamente e perché il gigante dei processori intende misurarsi nella realtà aumentata là dove Google, giusto qualche anno fa, aveva miseramente fallito con i suoi Smart Glass?

Non solo processori

Partiamo proprio da quest’ultima domanda. Intel è un’azienda più che florida almeno guardando il suo ultimo fatturato che ha sfiorato i 63 miliardi di dollari. Gran parte dei proventi di Intel arrivano dai processori declinati nella varie siluzioni: ne sforna a getto continuo in ambito PC e server ed è uno dei maggiori player in ambito smartphone.

Mercati più che maturi i primi due, mentre il terzo ha un peso specifico per l’azienda relativamente importante. Anche i processori per i device portatili top di gamma portano nelle casse di Intel poche decine di dollari l’uno. Occorre differenziarsi e aprire nuovi mercati. Ecco perché Intel ha investito 350 milioni di dollari proprio nel business della realtà aumentata all’interno della New Devices Group, con l’idea di trovare partner (più che finanziatori) strategici che l’aiutino in questo nuovo e non semplice mercato. Si va dai colossi mondiali della produzione di occhiali (vedi Luxottica) alle catene ben ramificate sul territorio, gli ottici per chiarirci, per la vendita al dettaglio dei futuri smart glass.

Smart glass mai visti

Vaunt, ovvero gli smart glass targati IntelSul perché intenda aprirsi una strada in un mercato in cui altri hanno già fallito è presto detto. Il progetto di Intel è totalmente diverso da quello di chi l’ha preceduta. Per definire i nuovi occhiali 2.0, Intel parte proprio da ciò che non sono e non hanno: non c’è traccia di telecamera, nessun pulsante da premere, nessuna area di gesture da far scorrere, nessun LCD luminoso, nessun braccio strano che fluttua davanti all’obiettivo, nessun altoparlante e nessun microfono (almeno per ora). Tanto che, strano a dirsi visto i prodotti del recente passato, gli Intel Vaunt sembrano normalissimi occhiali da vista. E questo è il punto nodale dell’intero progetto. Devono sembrare occhiali e devono anche esserli.

Non solo, un po’ come è stato per gli smartwatch, anche per gli smart glass occorre pensare ad un oggetto che piaccia davvero a chi li indossa e che in qualche modo rappresenti il suo stile, il suo modo di essere. Da questo punto di vista Intel sembra avere le idee chiare. Oltre ai prototipi plasticosi, la società sta pensando a modelli differenti che si possano adeguare a chi li dovrà indossare e non viceversa.

Veri occhiali

Soprattutto devono essere studiati in modo da poterli portare tutto il giorno. Non è un caso se il nome in codice degli occhiali smart sia Superlite: dopo l’estetica il peso è un altro fattore chiave. Per essere indossati regolarmente i Vaunt devono pesare meno di 50 grammi. Ecco perché tutta l’elettronica degli occhiali di Intel si trova all’interno di due piccoli moduli integrati nelle stanghette. Non solo per bilanciarli senza appesantire il nasello, ma per dare alla struttura quella flessibilità tipica degli occhiali che, ribadisce Intel, devono adattarsi al volto e alla testa di chi li indossa.

L’equipaggiamento

L’elettronica a bordo si riduce quindi alla batteria, che dovrà garantire una giornata intera di autonomia, all’accelerometro, alla bussola e al ricevitore Bluetooth. È assai probabile che in futuro verrà aggiunto un microfono per interagire con gli assistenti personali.

Lo stretto indispensabile, dunque, per la visualizzazione di un piccolo display che comparirà nella visione periferica. Quando spostiamo lo sguardo in quella direzione il display si accende, diversamente scompare in modo da essere poco invasivo. Gli occhiali mostreranno così messaggi semplici, come indicazioni o le notifiche che si ricevono sullo smartphone al quale, ovviamente si collegherà grazie a Bluetooth. Sul telefono, che potrà essere un terminale Android o un iPhone, risiederà la componente logica e l’app per la gestione, esattamente come avviene già per gli smartwatch.

Proiezione retinica

La particolarità del sistema studiato da Intel sta nel sistema di visione. Gli smart glass sfruttano un laser a bassa potenza di classe 1, per l’esattezza un VCSEL (Vertical Cavity Surface Emitting Laser) che proietta un’immagine monocromatica di colore rosso con risoluzione di 400×150 pixel in un riflettore olografico sulle lenti degli occhiali. L’immagine viene quindi riflessa direttamente sulla retina dell’occhio. In questo modo l’immagine è sempre a fuoco.

A me gli occhi

Per utilizzare correttamente il sistema, i Vaunt devono essere adattati agli occhi di chi li indossa, misurando la distanza delle pupille, un’operazione che chi porta un paio di occhiali da vista ha compiuto svariate volte da un ottico o un oculista. Il display, infatti, deve apparire nel punto giusto all’interno del campo visivo. Ecco perché sarà di fondamentale importanza per la riuscita del progetto stringere alleanze con catene di distribuzione specializzate nella vendita di occhiali.

Nel frattempo Intel renderà disponibile entro la fine di quest’anno un Software Developer Kit (SDK) destinato agli sviluppatori, in modo da poter contare su una base di applicazioni già pronte nel giro di un paio di anni.


 

 

 

 

 

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