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Speciale purificatori d’aria – Prima parte

Speciale purificatori d'aria – Prima parte

Speciale dedicato ai purificatori d’aria e approfondimento su alcune delle più interessanti offerte a mercato, incluse le potenzialità anti Covid-19

I purificatori d’aria sono la soluzione alla cattiva qualità dell’aria? Sono in grado di combattere anche i virus come il Covid-19? In questo speciale vediamo di chiarire cosa è possibile fare in termini di miglioramento dell’aria all’interno di luoghi chiusi e come combattere agenti inquinanti come polveri sottili, composti organici volatili, muffe e batteri. Il Covid-19 è un virus che può facilmente trasmettersi quando si è in prossimità di un malato, ed è per questo che è opportuno che quest’ultimo si isoli da qualsiasi contatto ravvicinato e indossi sempre la mascherina. Proteggere l’ambiente casalingo è una giusta preoccupazione, dato che le particelle infettive possono viaggiare trasportate dalle microscopiche gocce generate da uno starnuto o col semplice parlare.

Purtroppo è ancora presto per avere indicazioni complete e sicure riguardo la trasmissione aerea, dato che per esempio c’è chi afferma che possa legarsi al particolato atmosferico. Lo scatenarsi della pandemia ha portato a una fioritura di offerte primaverili di apparati suggeriti più o meno palesemente per debellare il pericoloso microrganismo, che per definizione è impossibile da vedere a occhio nudo in quanto delle dimensioni di millesimi di millimetro. Mantenere un regime di igiene superiore alla media senza mai perdere attenzione nei confronti dei potenziali rischi che si affrontano nell’arco di una giornata trascorsa dentro e fuori casa è fondamentale. Non bisogna però farsi prendere la mano dalla voglia di purificazione dell’aria specie quando si va alla ricerca di soluzioni troppo a buon mercato, benché non manchino esempi a dimostrazione che a un prezzo elevato potrebbe non corrispondere un risultato di pari livello.

Speciale purificatori d'aria – Prima parte

Si può quindi debellare il microrganismo con un purificatore d’aria? Ammesso che l’elemento nocivo si trovi in sospensione (temporanea) nell’aria i rischi di inalazione ovviamente aumenterebbero e un purificatore d’aria potrebbe essere d’aiuto. Oltre a ragionare in termini di cubatura dei locali e livelli di copertura più o meno parziale deve assolutamente essere presente un filtro di tipo HEPA (High Efficiency Particulate Air filter). Il problema è legato al fatto che questo specifico virus ha una dimensione microscopica, con un diametro pari a 0,125 micron ovvero 0,000125 mm. Di fatto occorre un dispositivo con filtro HEPA che dichiari un’efficienza tale da intrappolare elementi almeno pari a 0,01 micron, facilmente immaginabile che s’intenda apparati ben al di sopra della media. Tecnicamente è quindi impossibile filtrare e diminuire i rischi in ambienti chiusi?

Va da se che più è fitta la trama che va a comporre il filtro HEPA e maggiori le probabilità che la carica elettrostatica che lo percorre internamente possa bloccare gli elementi nocivi, lasciando scorrere l’aria attraverso i minuscoli fori in misura tale per cui il flusso non possa aggirare l’HEPA stesso. In egual misura non va dimenticato che anche se si possedesse un sistema di filtraggio col miglior apparato civile in circolazione non implica essere al riparo da rischi. Il motivo per cui occorre mantenere il distanziamento dagli altri è proprio legato alla necessità di non favorire il contagio attraverso sudore, lacrime, saliva e starnuti. Meno i locali hanno possibilità di venire aerati con aperture sull’esterno e più elevati dovranno essere i cicli di filtraggio, indipendentemente dal livello di pericolo che potrebbe fluttuare nell’aria. Al solito non tutti i dispositivi in vendita mantengono la promessa.

Per ulteriori informazioni sul Covid-19: link alla pagina del Governo sulle regole per combattere il virus.

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