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Scandalo audio – Lossless, quanto mi costi?

Scandalo audio - costi lossless

Le major insistono a escludere l’italiano dal novero delle tracce lossless su Blu-ray e su UHD 4K. Perché? È un problema di costi? Dalla nostra analisi sembra proprio di no.

“Non possiamo offrire ai consumatori italiani una traccia DTS-HD Master Audio senza dare loro un Blu-ray solo per l’Italia e sfortunatamente i costi per farlo non sono sostenibili. Tutte le lingue hanno audio DTS 5.1 e al momento solo l’inglese è offerto come DTS-HD Master Audio. Quindi l’audio italiano non è diverso da qualsiasi altra lingua al di fuori dell’inglese, che è l’audio cinematografico primario della maggior parte dei nostri prodotti.”

Questa è la risposta pervenuta dalla sede centrale americana di 20th Century Fox ai promotori della petizione “Miglior audio italiano per le edizioni Blu-ray Disc” tramite la direzione marketing italiana di Fox. Una risposta che, letta in coppia con lo stuolo di lingue doppiate incluse in alcune edizioni, fa emergere chiaramente quanto le economie di scala siano messe al primo posto nelle scelte editoriali della major.

Un esempio lampante? Il Blu-ray di X-Men – Giorni di un futuro passato contiene ben 12 lingue audio oltre all’inglese, otto delle quali codificate in  Dolby Digital a 448 kbps (codifica da DVD) e quattro, tra cui l’italiano, in DTS half-rate a 768kbps: un’unica edizione per un gran numero di Paesi. La stessa configurazione presente anche nella nuova edizione Ultra HD 4K. Quindi l’affermazione “l’azienda tiene molto a questo argomento dato che i suoi Blu-ray sono sempre curati con la massima attenzione alla qualità” può essere corroborata solo dai consumatori di lingua anglofona o dai fortunati che conoscono così bene l’idioma inglese da poter seguire i film in lingua originale. E tutti gli altri?

Scandalo audio - Lossless, quanto mi costi?

Un altro fatto che ci lascia perplessi è che 20th Century Fox, al momento, non ci ha fatto pervenire alcun titolo UHD 4K da testare, tanto che i dischi delle recensioni da noi pubblicate di The Martian, Exodus: Dei e re e Vita di Pi li abbiamo dovuti comprare. Il formato UHD non è degno di un numero adeguato di copie promozionali? I lettori di AF Digitale non sono degni di considerazione? Non ci si vuole esporre a critiche competenti? Allo stato attuale siamo aperti a molteplici letture di questo comportamento.

Certamente però 20th Century Fox non è l’unica imputata sul banco: non da meno è Warner Home Video, che da anni propone Blu-ray con audio Dolby Digital 5.1 (spesso con data rate ridotto a 448kbps) in italiano e altre lingue, anche per i blockbuster più blasonati. Tra i titoli più venduti in Italia lo scorso anno, secondo le classifiche fornite da GFK, vale la pena citare Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate, Interstellar American Sniper. Un modus operandi che si sta ripetendo immutato anche per gli Ultra HD Blu-ray, come si può evincere dalla fascetta sottostante, relativa all’edizione 4K di Pacific Rim.

Scandalo audio - Lossless, quanto mi costi?

Stessa sorte per i titoli UniversalParamount e Walt Disney, mentre con Sony Pictures la situazione con i dischi 4K è quantomeno paradossale: se infatti per quanta riguarda i Blu-ray si trattava dell’unica major virtuosa che offriva audio lossless anche per la nostra lingua, gli stessi titoli che erano in DTS-HD Master Audio su Blu-ray, ora sono in Dolby Digital su UHD (ma anche Universal con il cacciatore e la regina di ghiaccio ha fatto lo stesso “scherzo”, passando dal DTS-HD HR 7.1 su Blu-ray al Dolby Digital 5.1 su UHD).

Scandalo audio - Lossless, quanto mi costi?
Fascetta “Il cacciatore e la regina di Ghiaccio” UHD 4K

Il trattamento di “serie B” riservato all’Italia è in netto contrasto con i dati di vendita in salita registrati nel nostro paese, come evidenziato nel nostro precedente articolo.

Ma quanto costa effettivamente aggiungere tracce audio lossless ad un Blu-ray? Tramite le major le risposte latitano, ma indagando tra i produttori di software italiani (che infatti offrono tracce non compresse anche per titoli minori, con tirature e previsioni di vendita ben inferiori rispetto ai blockbuster delle major), abbiamo la conferma che il fattore lossless non appare determinante sul fronte dei costi.

Ecco la risposta di uno studio di authoring da noi interpellato che lavora per diversi clienti italiani: “Da parte nostra il DTS‐HD Master Audio è incluso nel costo dell’authoring e se ci inviassero i file 7.1 sarebbero inseriti senza alcun costo. Nel nostro caso, i clienti inviano solo i file 5.1 e per quelli facciamo DTS-HD Master Audio 5.1” Ed emerge una considerazione che la dice lunga sulla mentalità della filiera: “Diciamo che in realtà interessa a pochi sapere che codifica si fa dentro i film, è più un tanto al chilo che specifiche tecniche…”

Un discorso che conferma la nostra convinzione, ossia che i costi di produzione convergano su ben altri fattori, specie parlando di UHD 4K. Una major che abbia deciso di pubblicare titoli in Ultra HD 4K deve infatti sostenere i costi di tutta la nuova catena di produzione, a partire dalla compressione video, passando per authoring, stampa, duplicazione, distribuzione fisica dei dischi e promozione. Se per una piccola etichetta italiana i costi per inserire tracce lossless sono quasi irrilevanti, in proporzione, quanto possono pesare sui volumi di una major? E a fronte di una spesa così ridotta, quanti sarebbero però gli appassionati disposti ad abbracciare il nuovo supporto (e promuoverlo tra amici e altri appassionati) se fosse altrettanto curato nella componente audio? Sulla carta si direbbe proprio che il gioco valga la candela.

 

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Author: Pietro Battanta

Innamorato di musica e cinema da sempre, passione quest'ultima "degenerata" con l'avvento del DVD e con le impareggiabili lezioni del cinemaniaco dr. Gianni Canova. Con AF dal 2007


 

 

 

 

 

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