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Samsung Galaxy Buds+: fanno molto, ma il suono non appassiona

galaxy buds+

Nonostante i miglioramenti rispetto al modello precedente, gli auricolari true wireless Samsung Galaxy Buds+ convincono poco a livello audio

Nel mondo ideale di Samsung, ogni tablet o smartphone Galaxy sarebbe probabilmente abbinato a un paio dei nuovi auricolari true wireless Galaxy Buds+. I Galaxy Buds originali, lanciati sul mercato lo scorso anno, erano sempre modelli true wireless, ma si dimostrarono davvero deludenti, con una qualità del suono scadente e funzionalità limitate, tanto che il nostro voto di allora non superò le due stelle. I nuovi Samsung Galaxy Buds+, disponibili in Italia a 169 euro, sono nuovamente realizzati in collaborazione con AKG e sembrano decisamente migliorati… almeno sulla carta.

Costruzione

I Galaxy Buds+ ora utilizzano una disposizione a doppio driver in ciascun auricolare, uno per gli alti e uno per i bassi. Nonostante ciò Samsung è riuscita a mantenere gli auricolari piccoli e discreti secondo i migliori standard true wireless odierni. Sono anche leggeri: potete quasi dimenticare di averli effettivamente messi nelle orecchie. La finitura lucida e liscia del nostro esemplare nero (ma ci sono anche le colorazioni blu e bianche) dà l’impressione che siano auricolari di fascia premium nonostante il prezzo non certo esoso (110 euro in meno rispetto agli AirPods Pro).

Nella confezione ci sono solo tre ear-tip di diverse dimensioni, il che limita le opzioni e riduce le possibilità di ottenere una vestibilità perfetta. Non c’è inoltre la cancellazione del rumore (ed ecco spiegato in parte il prezzo) ed è quindi necessario un inserimento ottimale nelle orecchie se volete per isolarvi passivamente dai rumori esterni.

Samsung Galaxy Buds+: fanno molto, ma il suono non appassiona

Una volta inseriti bene però, i Galaxy Buds+ fanno un buon lavoro. La superficie di ciascun auricolare è un control pad sensibile al tocco, con un metodo di controllo simile a quello utilizzato da concorrenti come gli Amazon Echo Buds e i Sony WF-1000XM3. Qui è implementato bene, con un singolo tocco su entrambi i bud per riprodurre/mettere in pausa e tap doppi e tripli rispettivamente per saltare traccia e tornare a quella precedente. Toccando e tenendo premuto il dito su uno dei pad si attiva l’assistente vocale preferito, Siri o Google Assistant.

È anche possibile toccare due volte il bordo dell’auricolare destro per aumentare il volume e l’auricolare sinistro per ridurlo. Il dito dev’essere nella giusta posizione, ma il tutto è intuitivo e si capisce presto come fare. I Galaxy Buds + presentano inoltre una nuova configurazione a tre microfoni per rispondere alle chiamate: un microfono interno e due microfoni esterni beam-forming. La nuova configurazione è progettata per ridurre il rumore intorno durante le chiamate e in effetti li troviamo perfettamente chiari durante la conversazione, anche se non sono immuni al rumore del vento.

Caratteristiche

Gli auricolari sono dotati di una custodia di ricarica portatile più piccola e tascabile di quelle dei Sony WF-1000XM3 e degli Amazon Echo Buds, ma non così compatta come quella degli AirPods. I Galaxy Buds+ assicurano ben 11 ore di riproduzione audio con una carica, merito anche dell’assenza di una cancellazione attiva del rumore che influisce inevitabilmente sull’autonomia. Se la batteria si sta scaricando, tre minuti di ricarica dovrebbero essere sufficienti 60 minuti di autonomia. Ciò potrebbe tornare utile se avete uno smartphone compatibile con PowerShare come i nuovi Samsung Galaxy S20 e Galaxy S20 Ultra.

Samsung Galaxy Buds+: fanno molto, ma il suono non appassiona

Invece di aggiungere due o tre cariche aggiuntive tramite la custodia, Samsung ha optato per una sola ricarica aggiuntiva, che porta il totale dell’autonomia a 22 ore. In confronto i Sony WF-1000XM3 hanno un totale di circa 24 ore, mentre i Cambridge Melomania si spingono fino a 45 ore (su questo versante insomma Samsung non ha certo fatto miracoli).

I Galaxy Buds originali non potevano connettersi ai dispositivi iOS, il che significa che Samsung non era riuscita a convincere gli utenti Apple ad abbandonare i propri AirPods. Ciò è stato corretto con i Galaxy Buds+. Se quindi avete un iPhone 7 o più recente con iOS 10 o versione successiva, basta scaricare l’app Samsung Galaxy Buds+. Gli utenti di smartphone Android avranno invece bisogno dell’app Galaxy Wearable e di un dispositivo con Android 5.0 o versioni successive.

Una volta installata l’app, basta aprirla e la custodia avvia il processo di associazione tramite Bluetooth. È un processo brevissimo e relativamente indolore poiché gli auricolari sembrano accoppiarsi attivamente con il vostro smartphone o tablet una volta aperta la custodia. L’app mostra l’autonomia residua per ogni auricolare, oltre alla durata della batteria rimasta nella custodia. Passa dal verde (10%) al giallo (circa il 60%) al rosso (meno del 30%).

Samsung Galaxy Buds+: fanno molto, ma il suono non appassiona

La funzione Ambient Sound dei Buds+ amplifica la quantità di rumore esterno che si riesce a sentire e offre tre diversi livelli. La teniamo spenta durante l’ascolto, attivandola con una pressione sugli auricolari solo quando richiesto. L’equalizzatore dell’app vanta sei diverse impostazioni: normale, boost dei bassi, soft, dinamico, chiaro e boost degli alti. Sperimentiamo durante i test e troviamo che l’impostazione normale abbia il miglior equilibrio.

Come Apple per i suoi AirPods anche Samsung include una funzione che consente di rintracciare un auricolare perso. Basta attivare Trova i miei auricolari e questi emettono un rumore in modo da poterli trovare più velocemente (naturalmente solo se sono nelle vicinanze). Un’area dell’app che vale la pena tenere d’occhio è Labs. Qui potete accedere alle funzionalità sperimentali che Samsung sta attualmente testando. Al momento di scrivere, queste includono (come già visto) la possibilità di toccare due volte il bordo degli auricolari per aumentare o diminuire il volume. C’è anche un’opzione per aggiungere un ulteriore livello di suono ambientale.

I Galaxy Buds+ offrono anche l’integrazione di Spotify. I possessori di smartphone Android possono accedere a Spotify e avviare lo streaming con una sola pressione su un touchpad assegnato. Premete di nuovo e Spotify passerà a un’altra traccia in base alle vostre preferenze di ascolto. Funziona bene, ma la feature non è disponibile per gli utenti iOS. Un’altra caratteristica che manca ai Galaxy Buds + è la possibilità di mettere automaticamente in pausa la musica ogni volta che rimuovete un auricolare. Non è inoltre disponibile il supporto al Bluetooth aptX HD.

Samsung Galaxy Buds+: fanno molto, ma il suono non appassiona

Qualità audio

Quindi, come suonano realmente i Galaxy Buds+? In generale non sono malaccio, ma al tempo stesso non offrono un enorme miglioramento rispetto ai loro predecessori. Producono un suono aperto ed espansivo con un discreto senso di ampiezza. Il peso dei bassi è ben tarato, così come l’equilibrio generale. C’è un leggero accenno di durezza in fascia alta, ma non ci sentiamo di definirlo come un vero e proprio difetto.

In Mountain At My Gates dei Foals e c’è un buon senso dello spazio attorno ai filoni strumentali della traccia, anche se i vari elementi non sembrano legarsi tra loro nel modo più uniforme possibile. Il problema è che, dinamicamente, i Samsung Galaxy Buds+ suonano in modo piuttosto piatto. La presentazione manca di entusiasmo e questo ci fa sentire piuttosto indifferenti nei confronti dei brani che ascoltiamo. In realtà è un mix di difetti dinamici, timing sciatto e mancanza di dettagli. Questi auricolari non riescono mai davvero a convincerci di essere in grado di entrare nel ritmo dei brani.

Passiamo a Hold On dei The XX e dovremmo sentirci toccati dallo scambio emotivo vocale tra Romy Madley Croft e Oliver Sim e sentirci trascinati dal groove funky della batteria. Con i Galaxy Buds+, tuttavia, le voci non si collegano tra loro così come avviene con auricolari true wireless rivali e c’è anche una mancanza di scopo e di intenzione nelle basse frequenze. Rispetto ai Sony WF-1000XM3 non c’è competizione. Questi infatti restituiscono più emozione, dettagli e offrono prestazioni molto più mirate e convincenti.

Verdetto

Sembra un’occasione persa per Samsung. I Galaxy Buds+ vantano infatti funzioni utili e una buona qualità costruttiva. Sono comodi da usare e da indossare, ma sebbene il conteggio delle funzioni sia migliorato rispetto a quello dei modelli originali, rimane molto spazio per miglioramenti nel comparto audio. Non che siano auricolari inascoltabili, ma la dura realtà è che sul mercato odierno non c’è carenza di auricolari wireless con un suono migliore tra cui scegliere in questa fascia di prezzo. I Galaxy Buds+ suonano meglio dei loro predecessori, ma i rivali là fuori offrono decisamente di più in termini sonori.

© 2020, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Samsung Galaxy Buds+: fanno molto, ma il suono non appassiona e Samsung Galaxy Buds+: fanno molto, ma il suono non appassiona dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
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Sommario

Nonostante i miglioramenti rispetto al modello precedente, gli auricolari true wireless Samsung Galaxy Buds+ convincono poco a livello audio.

Pro
Piccoli e leggeri
Compatibilità con iOS e Android
Buona quantità di funzioni

Contro
Autonomia non da record
Suono piatto e poco interessante
Peccano in dinamica e dettaglio

Scheda tecnica
Connettività: Bluetooth 5.0
Autonomia 11+11 ore
Controllo vocale: Siri, Google Assistant
Prezzo: 169 euro
Sito del produttore: www.samsung.com/it/


 

 

 

 

 

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