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Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo

aethos

Guai a considerarlo un Elicit-R solo più potente. Il Rega Aethos è infatti un amplificatore stereo integrato capace di prestazioni davvero notevoli

Se ci seguite da un po’ di tempo, avrete capito che siamo grandi fan degli amplificatori integrati Rega. Tra il Brio R (899 euro), l’Elex-R (1399 euro) e l’Elicit-R (2400 euro), il produttore britannico può contare una gamma di prodotti che non è seconda a nessuno. Ma i prodotti Rega sono raramente rivoluzionari e quindi non sorprende scoprire che questo nuovo Aethos (4350 euro di listino) riprende molto di quanto visto e sentito nella gamma esistente. Anzi, pensate a questo integrato come a un Elicit-R potenziato e non andrete molto lontani dalla realtà delle cose.

Caratteristiche

Tuttavia, gli ingegneri di Rega non si sono limitati a fare il classico “compitino”. C’è infatti molto di nuovo sotto il cofano dell’Aethos. La sezione dell’amplificatore di potenza utilizza ad esempio due coppie complementari di transistor di uscita Sanken Darlington, fornendo una potenza di uscita di 125 W per canale su 8 ohm. Il circuito dell’amplificatore di potenza è inoltre progettato per offrire i vantaggi del funzionamento in Classe A senza i soliti inconvenienti in termini di calore e consumo energetico prodotti.

La sezione del preamplificatore dà la priorità all’integrità del segnale e al bilanciamento costante del canale e presenta componenti di qualità superiore rispetto a quelli utilizzati negli altri prodotti (più economici) dell’azienda. Il Rega Aethos non è all’altezza dei concorrenti più ovvi in termini di funzionalità, ma se siete soddisfatti della connettività analogica, vi basterà quello che troverete qui.

Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo

L’Aethos ha cinque ingressi analogici RCA, un’uscita pre-amp, un ingresso diretto nella sezione dell’amplificatore di potenza che bypassa il controllo del volume e un tape loop. Non dimentichiamoci poi dell’uscita per cuffie da 6,3 mm sul pannello frontale. Chi è alla ricerca di ingressi digitali, di connettività wireless sotto forma di Bluetooth o persino di uno stadio phono dovrà cercare altrove o aggiungere elettroniche extra.

Vista l’importanza che i giradischi rivestono nel catalogo di Rega, alcuni potrebbero trovare sorprendente la mancanza di uno stadio phono. Tuttavia, la società ritiene che l’inclusione di un ingresso phono comprometterebbe il resto del design e che, per un ampli integrato di questo livello, è decisamente meglio affidarsi a una soluzione esterna di alta gamma. Sotto sotto è un punto di vista che possiamo anche condividere.

Costruzione

La qualità costruttiva del Rega Aethos è davvero impressionante. Lo stile massiccio del nuovo case potrebbe non essere adatto a tutti i gusti, ma sicuramente è solido come una roccia e ispira parecchia fiducia. I controlli sono abbastanza semplici, con pulsanti per la scelta degli ingressi, per il Mute e per la registrazione.

Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo

Ci sono alcuni problemi minori però. Questo design costringe infatti l’utente ad alternare gli ingressi anziché selezionarli direttamente e ciò può essere un po’ una seccatura se si cambiano le sorgenti audio regolarmente. Non aiuta poi il fatto che l’illuminazione utilizzata per indicare la fonte selezionata sia troppo debole per vederla chiaramente in una stanza ben illuminata.

Infine, il controllo del volume non è precisissimo quando lo si gestisce dal telecomando ed è quindi difficile effettuare cambiamenti minimi. Una considerazione più pratica è che questo amplificatore si scalda ancora molto nonostante le dichiarazioni fatte da Rega sull’efficienza dei circuiti di amplificazione di potenza. Assicuratevi quindi di lasciare abbastanza spazio attorno all’Aethos per garantire un’adeguata ventilazione.

Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo

Qualità audio

Le nostre impressioni iniziali sul suono di Aethos sono state deludenti. Nonostante infatti alcuni giorni di rodaggio, non lo abbiamo sentito così espressivamente dinamico come ci aspettavamo e non trasmetteva una sensazione ritmica adeguata. Abbiamo così chiesto a Rega un altro sample e siamo contenti di averlo fatto.

Il secondo Aethos che ci è stato fornito ha infatti mostrato un notevole miglioramento sotto entrambi gli aspetti. Abbiamo poi scoperto che i cavi per uno dei canali erano stati in qualche modo danneggiati (probabilmente durante il transito), con il risultato che la distorsione era aumentata su quel canale. Il secondo campione che Rega ci ha inviato funzionava invece benissimo e speriamo che i problemi iniziali siano solo derivati dal trasporto (può sempre capitare) e non da un lotto difettoso di Aethos.

Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo

In generale l’Aethos mantiene tutta la verve degli integrati Rega, ma aggiunge alla ricetta una dose enorme di brillantezza, precisione e muscoli extra. La Sinfonia del Nuovo Mondo di Dvorak è una composizione emozionante e il Rega ce la restituisce con tutta l’autorità che ci saremmo aspettati. L’Aethos suona senza stress anche quando viene spinto a livelli elevati e porta alla superficie una quantità impressionante di dettagli. Tutte queste informazioni sono strettamente legate in modo coerente e convincente e tutta la nostra attenzione è focalizzata sulla musica, piuttosto che sulla meccanica della riproduzione hi-fi. La presentazione generale è straordinariamente pulita e schietta.

Tonalmente, questo integrato si inclina leggermente verso una resa “sottile”, ma non suona in alcun modo striminzito o piccolo. Suggeriamo solo di evitare sorgenti audio e diffusori già brillanti o “aggressivi” di loro, anche perché questo è un amplificatore che non tende a nascondere le carenze dei suoi partner audio. Se però gli abbinate diffusori e sorgenti con un po’ di attenzione e ammettiamolo, avrete tantissime soddisfazioni.

L’imaging stereo è preciso e ben stratificato, anche se ci sono rivali come il Blak di Roksan che suonano un po’ più espansivi. Ad ogni modo, rimane poco di cui lamentarsi quando si tratta di stabilità o ampiezza dell’immagine stereofonica. Riproduciamo My Right Eye di Laurie Anderson e l’entusiasmo del Rega con le ritmiche e il suo impressionante punch vengono subito alla ribalta. Seguire i complessi schemi ritmici della canzone è un piacere attraverso l’Aethos e l’amplificatore facilita il lavoro nel comunicare l’intensità claustrofobica del brano. La voce della Anderson emerge con chiarezza e diverse sfumature e non c’è mai alcun dubbio sul suo intento o su ciò che vuole che sentiate.

Proviamo l’uscita cuffie e siamo molto contenti di ciò che sentiamo. I risultati sono coerenti sia con le nostre fidate Beyerdynamic T1, sia con le Grado RS1, anche perché si conservano intatti la chiarezza e l’impatto di cui godiamo attraverso le uscite dei diffusori. Questo circuito per cuffie non suona insomma come un qualcosa di “secondario” nella progettazione dell’amplificatore, come invece capita a volte anche con altri integrati in questa fascia di prezzo.

Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo

Insieme a Roksan Blak, l’ovvio rivale è Naim Supernait 3. Questo è il nostro preferito se si vogliono spendere circa 5000 euro per un integrato. Certo, il Naim costa qualcosina in più (4700 euro), ma include anche uno stadio phono MM di buona qualità. C’è poco inoltre che separa i due amplificatori quando si tratta di qualità costruttiva, visto che ognuno è estremamente solido e resistente.

Tuttavia, ci sono differenze quando si parla di carattere sonoro. Il Naim suona ancora più muscoloso e ha un equilibrio tonale leggermente più pieno, il che probabilmente rende meno esigente i partner da abbinargli. Il Rega contrasta con maggiore chiarezza e fluidità dinamica e offre ritmi e dinamiche con ancora più abilità. E questa non è un’impresa da poco considerando le abilità riconosciute del Supernait 3 in queste due aree.

Verdetto

Se avete il budget giusto, vi consigliamo di ascoltare entrambi gli amplificatori e probabilmente la scelta finale dipenderà sia dal gusto personale, sia dalle sorgenti audio e dai diffusori che intendete accompagnare al Rega o al Naim. In ogni caso non vi troverete certo tra le mani un ampli deludente; anzi, entrambi sono prodotti fantastici e anche il Rega, come il Nait 3 prima di lui, non può che meritare la massima valutazione.

© 2020, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo e Rega Aethos: l’ampli integrato tutto arrosto e niente fumo dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
5

Sommario

Guai a considerarlo un Elicit-R solo più potente. Il Rega Aethos è infatti un amplificatore stereo integrato capace di prestazioni davvero notevoli.

Pro
Agilità e impatto impressionanti
Costruzione impeccabile
Sound dinamico

Contro
Qualche piccolo limite a livello ergonomico
Si scalda
Solo connessioni analogiche

Scheda tecnica
Potenza: 125 W per canale (8 ohm)
Impedenza: 109 ohm
Dimensioni: 9,5 x 43,3 x 36 cm (compresi i terminali dei diffusori
Peso 17,5 kg
Prezzo: 4350 euro
Sito del produttore: www.rega.co.uk
Distributore italiano: www.greensounds.it


 

 

 

 

 

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