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Tutto quello che bisogna sapere sul DTS:X

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Il prossimo anno Universal proporrà le prime tracce italiane in DTS:X sui suoi Ultra HD Blu-ray. Un’occasione ideale per scoprire tutto su questa codifica di nuova generazione.

Il DTS:X è nato nel gennaio del 2015 per essere utilizzato principalmente in ambito Home Video, sebbene sia sbarcato quasi subito dopo anche nelle sale cinematografiche. L’esatto opposto insomma dell’iter del Dolby Atmos, nato inizialmente in ambito cinematografico e successivamente sbarcato anche nelle nostre case con grande soddisfazione degli appassionati.

La maggioranza dei produttori di dispositivi Home Video supporta oggi questo formato e parliamo di nomi come Anthem, Arcam, Denon, Krell, Marantz, McIntosh, Onkyo, Pioneer, Sony, Trinnov e Yamaha. Ma esattamente cos’è il DTS.X e cosa serve per goderne i benefici nei nostri salotti?

Cos’è il DTS:X?

Tutto quello che bisogna sapere sul DTS:X

Il DTS:X è una codifica basata sugli oggetti (object-based) che punta a ricreare un audio multidimensionale che si muove attorno all’ascoltatore come accadrebbe nella vita reale. In pratica quello che promette di fare anche il Dolby Atmos e in effetti le due codifiche sono estremamente simili, sebbene il DTS.X differisca dal Dolby Atmos nella configurazione di diffusori richiesta.

Mentre infatti il Dolby Atmos richiede di aggiungere a un setup 5.1 o 7.1 almeno due speaker superiori installati a soffitto (ma non solo), il DTS:X funziona con una configurazione surround standard che, se siete appassionati, avrete già nel vostro salotto. Può inoltre supportare un setup fino a un massimo di 11.2 canali e fino a 32 possibili posizionamenti.

DTS parla del DTS:X come di un codec flessibile in grado di funzionare con qualsiasi configurazione di speaker all’interno di una disposizione emisferica. Questo grazie alla piattaforma open Multi Dimensional Audio (MDA), che permette ai produttori di contenuti di controllare il posizionamento, il movimento e il volume degli oggetti sonori.

Tutto quello che bisogna sapere sul DTS:X

DTS ha inoltre reso possibile per gli utenti regolare solo il volume delle voci all’interno di una traccia audio, a tutto beneficio della comprensione dei dialoghi là dove in precedenza era più difficile comprenderli al meglio.

DTS:X in versione casalinga

Circa il 90% dell’industria Home Video sta supportando il DTS:X, con sempre più produttori che lo integrano nei loro dispositivi con un aggiornamento firmware o che puntano direttamente su nuovi modelli. La strada dell’aggiornamento software per i modelli già sul mercato è stata seguita tra gli altri da Denon, Arcam, Marantz, Onkyo e Pioneer.

Sui prodotti più recenti invece il DTS:X è già integrato e parliamo ad esempio del già recensito Denon AVR-X2400H e dell’imminente Sony STR-DN1080. Come già menzionato prima, non è necessario aggiungere ulteriori diffusori “in altezza” per sfruttare il DTS:X, ma è logico che più speaker si hanno più sarà possibile creare un’esperienza audio tridimensionale davvero efficace. Se non avete mai sentito in azione il DTS:X, potete ascoltarne dei sample direttamente sul sito di DTS.

Il DTS:X è retrocompatibile?

Tutto quello che bisogna sapere sul DTS:X

Sì e funziona perfettamente con una configurazione 5.1 o 7.1 già esistente. Nel caso il vostro amplificatore o lettore Blu-ray non lo supporti, la traccia in DTS:X di un film viene riprodotta come un più classico DTS-HD Master Audio, proprio come succede con il Dolby Atmos riprodotto in Dolby True HD in assenza di dispositivi aggiornati o recenti.

Cos’è il DTS Virtual:X?

Il DTS Virtual:X è un modo per ottenere un surround tridimensionale senza diffusori aggiuntivi. Invece di essere inserito all’interno di un Blu-ray o di un Ultra HD Blu-ray, il DTS Virtual:X è una tecnologia che agisce a livello di post-processing per ricreare l’effetto di un setup 7.1.4 attraverso una soundbar o un classico sistema 5.1.

Il primo prodotto a integrare questa tecnologia è la soundbar Yamaha YAS-207, che arriverà sul mercato a luglio ma che supporterà il DTS Virtual:X solo da agosto tramite un apposito aggiornamento firmware. Diversamente dalle soundbar Dolby Atmos quella di Yamaha non richiede la presenza di speaker rivolti verso l’alto e l’effetto tridimensionale del DTS Virtual:X può essere applicato su qualsiasi traccia in DTS.

Tutto quello che bisogna sapere sul DTS:X
La soundbar Yamaha YAS-207 con DTS Virtual:X

Avrete però bisogno di nuovo hardware con un “motore” Virtual:X integrato per godere dell’effetto e per questo ci aspettiamo che altri produttori inizieranno a immettere sul mercato nuove soundbar, nuovi TV e nuovi amplificatori con DTS Virtual:X già nel corso dell’anno.

Ci sono contenuti in DTS:X?

Ci sono ormai dozzine di Blu-ray e di Ultra HD Blu-ray italiani con tracce audio originali in DTS:X (qui trovate la lista completa), sebbene Universal abbia già annunciato che nel 2018 i titoli più importanti su Ultra HD Blu-ray (e forse anche su Blu-ray) saranno proposti anche con audio italiano in DTS:X.

Al momento invece nessun contenuto su Netflix o Amazon Prime Video supporta il DTS:X (e nemmeno il Dolby Atmos) e dubitiamo che le cose cambieranno nell’immediato futuro.


 

 

 

 

 

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