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PlayStation Classic: ce n’era davvero bisogno?

PlayStation Classic

PlayStation Classic sta per sbarcare sul mercato, ma di fronte a tanta trascuratezza viene lecito chiedersi se ce ne fosse davvero bisogno.

Mera operazione commerciale o piccolo gioiellino che farà la gioia di milioni di nostalgici degli anni ’90? PlayStation Classic è ormai in dirittura d’arrivo e anche se la data di uscita ufficiale è il 3 dicembre, siamo riusciti a metterci le mani sopra con un po’ di anticipo e queste sono le nostre riflessioni di fronte a un prodotto che, fin dal suo annuncio alcuni mesi fa, ha fatto discutere.

Certo, l’idea di rigiocare a classici (e meno classici) degli anni ’90 è gustosa per qualsiasi nostalgico o amante del retrogaming, senza poi contare che il successo delle retro console di Nintendo ha evidentemente spinto Sony a dire la sua in questo mercato così fiorente (provate a cercare su Amazon “console retrogaming”), ma quanto proposto in questa mini console ci ha lasciati con molti più dubbi che certezze.

PlayStation Classic: ce n’era davvero bisogno?

Tanto per cominciare, il prezzo. 99,99 euro per una retro console con solo 20 giochi al suo interno (e molti potevano benissimo non esserci) sono francamente troppi, anche perché visti i componenti utilizzati da Sony immaginiamo che il costo di produzione sia stato estremamente basso. Parliamo infatti di un SoC Mediatek 8167A con CPU Quad Core Cortex-A35 da 1.5 GHz e GPU PowerVR GE8300, di 1 GB di RAM e di 16 GB di storage in formato eMMC e, in più, nella confezione non c’è nemmeno l’alimentatore USB (ma in casa dovreste ormai averne uno a disposizione).

In più Sony non ha sviluppato un proprio emulatore, ma si è affidata al già noto PCSX ReARMed, software open source che chi bazzica questa scena conoscerà già molto bene (è diffusissimo ad esempio nei set-up dei Raspberry Pie in chiave retrogaming). Come già sapevamo, Sony ha poi optato per una replica dei controller originali di PlayStation senza levette analogiche e non per una del primo DualShock, limitando così la possibilità di inserire titoli più “avanzati” (e si spiega anche così l’assenza di molti giochi importanti nella line-up originale della console).

PlayStation Classic: ce n’era davvero bisogno?

Repliche tra l’altro proposte con un cavo piuttosto corto (circa 1,5 metri) e francamente, visto il prezzo, avremmo preferito di gran lunga il Bluetooth. La console in sé invece è costruita piuttosto bene, con plastiche di buona qualità e con i tre pulsanti fisici tutti funzionanti (lo sportellino per l’inserimento dei CD invece non si apre). Su PlayStation Classic il pulsante Reset serve per uscire dal gioco e tornare al menu principale con l’elenco dei 20 titoli (e anche qui la grafica e l’interfaccia sono a dir poco spartane), mentre il pulsante Open ha il compito di passare a un “disco” successivo per quei pochi giochi che alla loro uscita erano appunto ospitati su più dischi (come Final Fantasy VII).

Ogni volta che si esce da un gioco, la console effettua automaticamente un salvataggio in una sorta di Memory Card virtuale disponibile per ognuno dei 20 titoli preinstallati, che però ha a disposizione un solo slot per gioco. Per il resto c’è davvero poco da dire. Si collega la console al TV tramite un cavo HDMI, si accende il tutto e si è subito pronti a giocare con una risoluzione massima in uscita di 720p.

PlayStation Classic: ce n’era davvero bisogno?

E veniamo quindi all’esperienza di gioco. Se per i singoli titoli vi rimandiamo a questo approfondito speciale di alcuni giorni fa, una volta che si toccano con mano questi giochi ultra ventennali ci si accorge subito di due cose. La prima è che il 3D di allora spalmato sui TV di oggi (la prova è stata effettuata su un OLED LG C8 da 65’’) è per certi casi imbarazzante e di certo non aiuta l’assenza di qualsiasi filtro o modalità video per migliorare le cose.

La seconda cosa è che se alcuni giochi invecchiati più che dignitosamente (su tutti Resident Evil e Metal Gear Solid), la maggior parte dei titoli preinstallati ha retto malissimo l’impatto con il tempo e spiace, tra l’altro, che solo pochissimi giochi siano localizzati in italiano (anche se all’epoca lo erano) e che ben 9 titoli siano proposti qui nelle versioni PAL a 50 Hz contro i 60 Hz dello standard NTSC, con tutto ciò che ne consegue a livello di input-lag, qualità grafica e velocità di gioco (Tekken 3 in primis).

PlayStation Classic: ce n’era davvero bisogno?

Cosa dire insomma di PlayStation Classic? A nostro avviso non molto di buono. La selezione di titoli è davvero discutibile (dove sono Silent Hill, Crash Bandicoot, Castlevania: Symphony of the Night, Xenogears, Final Fantasy Tactics, Parasite Eve, Gran Turismo, Dino Crisis o un qualsiasi gioco di calcio?), ma se su questo versante possiamo capire i problemi nell’ottenere le licenze per certi giochi, dall’altro stupisce in negativo come Sony non abbia fatto nulla (ma proprio nulla) per migliorarne la resa video.

Perché se l’era 2D del NES e dello SNES ha sofferto meno del tempo trascorso (e le due retro console di Nintendo lo hanno dimostrato), quella del 3D e dei 32 bit (ma anche dei 64 bit di Nintendo 64) senza un “aiutino” grafico è invecchiata molto peggio. La speranza è che un eventuale hack (o modifica) possa portare a un miglioramento visivo con l’introduzione di alcuni filtri, ma per ora l’operazione dietro a PlayStation Classic e al suo prezzo di listino rimane a dir poco discutibile.

PlayStation Classic: ce n’era davvero bisogno?

È poi noto che di fronte al “feticismo nostalgico” non ci sono euro che tengano (soprattutto in ambito retrogaming), ma per 100 euro era lecito aspettarsi di più e le alternative, tra le versioni dei giochi PS1 per PlayStation 3/PS Vita o l’acquisto su eBay di una PlayStation originale e dei singoli giochi che davvero interessano, sono molto più stuzzicanti di questa mini console al risparmio.

Lista dei 20 giochi preinstallati di PlayStation Classic…

Battle Arena Toshinden
Cool Boarders 2
Destruction Derby
Final Fantasy VII
Grand Theft Auto
Intelligent Qube
Jumping Flash!
Metal Gear Solid
Mr. Driller
Oddworld: Abe’s Oddysee
Rayman
Resident Evil Director’s Cut
Revelations: Persona
Ridge Racer Type 4
Super Puzzle Fighter II Turbo
Syphon Filter
Tekken 3
Tom Clancy’s Rainbow Six
Twisted Metal
Wild Arms

PlayStation Classic: ce n’era davvero bisogno?

… e dei 20 che mancano e che avremmo voluto

Silent Hill
Crash Bandicoot
Castlevania: Symphony of the Night
Xenogears
Final Fantasy Tactics
Parasite Eve
Gran Turismo
Dino Crisis
Tony Hawk Pro Skater 2
Final Fantasy IX
Bushido Blade
Tomb Raider II
Chrono Cross
Wipeout XL
Vagrant Story
Driver
Street Fighter Alpha 3
PaRappa the Rapper
Colony Wars
Ace Combat 2


 

 

 

 

 

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