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Pioneer N-30AE: funzioni ok, ma l’audio convince a metà

Pioneer N-30AE

Il Pioneer N-30AE è uno streamer hi-res ricco di funzioni e con un pratico display a colori, ma se cercate anche un’ottima qualità audio non avrete grandi soddisfazioni.

Strano ma vero, in questo periodo si fa a fatica a trovare uno streamer audio hi-res di buona qualità nella fascia di prezzo dai 300 ai 400 euro, se escludiamo l’ottimo Arcam rPlay che però costa più di 400 euro ed è privo di display. Se invece si guarda ad altri prodotti, chi più chi meno ci hanno sempre un po’ deluso in termini di pura qualità audio, ma il Pioneer N-30AE oggetto di questa recensione sembra avere quella marcia in più in grado di staccare la concorrenza. Sarà davvero così?

Costruzione

Pioneer N-30AE

Basta tirarlo fuori dalla confezione e questo streamer si mostra subito all’altezza della situazione, colpendo sia per il display LCD a colori decentralizzato, sia per il frontale in alluminio spazzolato e per la semplicità ed essenzialità del layout dei pulsanti fisici (6 in tutto). Uno streamer che almeno esteticamente sembra costare di più dei 350-360 euro dell’attuale prezzo online (357 euro su Amazon).

Tasti fisici che comunque non userete quasi mai considerando sia il telecomando, sia soprattutto l’app mobile di Pioneer per smartphone e tablet davvero ben fatta e in grado di controllare qualsiasi funzione dello streamer. Se sulla parte frontale troviamo solo una porta USB come connessione, sul retro il Pioneer N-30AE offre una seconda porta USB, una presa Ethernet, due control out e un’uscita analogica in formato RCA, oltre a due terminali sui quali montare le antenne per sfruttare la connettività Wi-Fi.

Funzioni

Pioneer N-30AE

Lo scopo di questo streamer è di prendere i vostri file audio (anche quelli hi-res) ospitati sul vostro PC o NAS e trasportarli a un amplificatore e lo fa sia attraverso una rete cablata, sia (come abbiamo già visto) tramite Wi-Fi. Wi-Fi che però supporta file con una frequenza di campionamento fino a 88.2kHz, superata la quale (si arriva fino a 24-bit/192kHz) bisogna ricorrere alla cara vecchia Ethernet, essenziale anche per i file DSD.

Il Pioneer N-30AE riproduce inoltre le stazioni radio internet tramite TuneIn Radio e brani musicali presi da Spotify, Tidal e Deezer, oltre a quelli ospitati su una memoria USB e, tramite AirPlay, su un dispositivo iOS. Insomma, i modi per sfruttare questo streamer sono davvero tanti e a livello di feature il Pioneer non ha nulla da invidiare all’Arcam rPlay, avendo anzi in più il display che torna sempre utile per vedere la copertina dell’album e altre informazioni sui brani che si stanno ascoltando.

Pioneer N-30AE

Dal canto suo l’Arcam è uno streamer che non concede davvero nulla al fattore estetico e alla “comodità” di utilizzo, basandosi esclusivamente sulle due innegabili doti musicali. Ed è proprio qui invece che il Pioneer non si è dimostrato all’altezza delle aspettative.

Prestazioni

Nonostante l’assenza di un vero e proprio manuale di istruzioni (disponibile comunque online per il download dal sito di Pioneer), abbiamo impiegato davvero pochissimo dalla prima accensione per iniziare a streammare brani con qualità CD e file DSD dal nostro server Naim Uniti Core, senza che il Pioneer faccia la minima fatica a trovarli e iniziare a riprodurli.

Lo stesso dicasi per le radio internet e per i brani streammati da Spotify, tanto che per uno streamer con questo prezzo siamo rimasti sbalorditi dalla semplicità e l’efficienza di queste operazioni. Ma alla fine come suona il tutto? Basta guardare il voto finale per capire che è proprio su questo versante che il Pioneer non è riuscito a stare dietro alle prestazioni sonore dell’Arcam rPlay.

Pioneer N-30AE

Siamo infatti di fronte a uno streamer che suona in modo un po’ piatto con qualsiasi materiale (DSD, FLAC e altri), mancando del giusto dinamismo come ci accorgiamo subito in Habanera dalla Carmen di Bizet, dove il ritmo pulsante degli archi fatica a catturare la nostra attenzione nel modo in cui dovrebbe. C’è poca precisione nel sound e a volte si fa davvero fatica a individuare i singoli strumenti. Se non altro, mancando tendenze a enfatizzare una o l’altra parte delle spettro sonoro, il sound generale rimane piuttosto neutro, ma proprio per questo sia la gamma bassa, sia quella alta non riescono a colpire l’ascoltatore.

È poi vero che il tutto rimane perfettamente ascoltabile, ma è come se da un lato gli alti mancassero della necessaria brillantezza e, dall’altro, i bassi faticassero a farci muovere i piedi per seguire il ritmo delle canzoni. Tanto da poter considerare l’N-30AE come uno streamer perfetto per riprodurre musica da ascoltare in sottofondo mentre magari si fa altro, ma molto meno valido nell’assicurare sessioni di ascolto più attente e concentrate.

Pioneer N-30AE

Non si tratta tra l’altro di una sensazione campata in aria visto che con l’Arcam rPlay, scegliendo lo stesso brano dalla Carmen preso dallo stesso NAS, la situazione cambia radicalmente tra dinamica, timing, dettaglio e coinvolgimento. Naturalmente la situazione migliora dando il pasto al Pioneer brani hi-res, ma questo più per merito dell’alta risoluzione che non dello streamer.

Verdetto

Abbiamo faticato parecchio a dare la giusta valutazione al Pioneer N-30AE, streamer facile da usare e ricco di funzioni ma dalle caratteristiche audio deludenti. Se infatti è vero che è perfetto per ascoltare musica in sottofondo (durante una festa ad esempio), è altrettanto vero che in simili situazioni basta e avanza il vostro laptop abbinato a un buon DAC. Se però da uno streamer volete qualcosa di più in termini audio senza per questo spendere un capitale, con circa 80-100 euro in più potete puntare direttamente sull’Arcam rPlay e avere in cambio molte più soddisfazioni.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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