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Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

New entry da Philips con un monitor che si rivolge ad appassionati di fotografia, gaming e più in generale in ambito grafico

Assemblaggio e caratteristiche

In robusta plastica, l’assemblaggio del Philips 272P7VPTKEB è pressoché immediato: ancoraggio con singola vite della base al braccio che va ad agganciarsi a incastro al pannello. In termini di tempistica una scelta davvero felice oltre che lasciare una certa sicurezza nell’impiego quotidiano, attenzione per contro al pulsante posteriore che se premuto provoca lo sgancio dalla sede dello schermo.

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

 

Nascosta all’interno della sezione superiore la webcam pop-up da 2 Megapixel, con microfono e indicatore LED, che può venire meccanicamente espulsa tramite pressione verso il basso, ribaltamento schermo a 90° portando lateralmente la base maggiore per venire per esempio sfruttato in ambito programmazione e avere disponibile un maggior numero di linee di testo. Consentita la rotazione laterale fino a 175°, 15 cm di escursione verticale, -5°/+30° di basculamento. Con piedistallo ad altezza massima le dimensioni sono (L x A x P):  614 x 548 x 257 mm e peso 7,8 Kg.

Design minimalista e un’ottima scelta nel concept che dalla base diventa un tutt’uno col pannello. Schermo che all’estremità è circondato da una sottile cornice non invasiva, l’intero set di comandi risiede interamente al di sotto di esso all’estremità destra dove si trova il pulsante di accensione/spegnimento, tasto di selezione rapida dei preset video, attivazione menù e due pulsanti per la navigazione. Si tratta di pulsanti che offrono un buon feedback tattile anche se avremmo preferito maggiore distanza tra il power e quello per il menù, almeno agli inizi non è certo difficile premerlo inavvertitamente. Possibilità di montaggio VESA 100 x 100.

A sinistra 4 USB laterali, a destra i terminali sul retro rivolti verso il basso 

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

Il Philips 272P7vPTKEB è dotato di 2 ingressi Display Port (1.1/1.2), 1 HDMI (1.4/2.0 a seconda delle necessità, MHL 2.0), 1 Mini Display Port, D-Sub 15 pin per connessione VGA, jack 3,5 mm per ingresso audio e uscita cuffie. Lateralmente sono disponibili 3 terminali USB 3.0 Type-A (1 x 1 W carica rapida) + 1 USB 3.0 Type-B downstream. Assente il telecomando.

Primo impiego e setup

Il pannello è un 27” 16:9 flat LCD IPS (angolo visuale 178°) Edge LED 3840 x 2160 nativo 10 bit SDR, con un fattore di contrasto 1.300:1, luminosità dichiarata di 350 cd/m2 e tempo di risposta di 5 ms. Subito sotto il logo frontale Philips è collocato il sensore che rileva la presenza di fronte al monitor, in assenza della quale lo schermo va in spegnimento. La posizione dei terminali implica l’inserimento dal basso verso l’alto ma tutto è nettamente più facile grazie al ribaltamento a 90°.

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

L’illuminazione del pannello è elevata, la sensazione alla prima accensione è subito quella di un apparato in grado di ampia performance. Dotato di funzione picture-in-picture e anti-flickering i preset sono numerosi sotto la voce Smart Image: Office, Photo, Movie, Game, Economy, Low Blue Mode, Smart Uniformity e Off.

Le differenze in seno alla scala dei grigi (senza gamma) vertono sull’accentuazione di rosso a scapito del blu per Low Blue Mode onde favorire la lettura, Game scarica di poco il rosso, Office abbassa il livello di blu con ottima linearità per verde e rosso, Photo abbassa ulteriormente il blu caricando il rosso, entrambi di circa il 20%, Economy abbassa l’illuminazione del pannello e anche qui siamo a -10% di blu, anche Smart Uniformity tiene a pari livello il blu. Disattivando Smart Image blu più carico del 10% e rosso a -10%.

Rilevazione con Smart Image disattivo

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

Ricordando che esiste possibilità di agire unicamente sui tre colori primari RGB, in tutti i preset si trovano al 100% per cui è possibile intervenire unicamente per sottrazione e di fatto non se ne trova nemmeno uno dove tutti siamo sopra quota 100% per cui partendo da “Movie” siamo riusciti a migliorare la resa complessiva, con impostazione della temperatura colore a 7500K (le opzioni vanno da 5000K con rosso di poco più accentuato sino a 11500K con tonalità molto più fredda).

Smart Image “Movie”, 7500K, rilevazione dopo la taratura

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

Rispetto all’illuminazione del pannello è sempre possibile affidarne la gestione in automatico al software intelligente al fine di contenere la luce blu a onde corte, importante per un impegnativo uso quotidiano ma ciò implica variazioni sul triangolo del gamut con scostamenti in percentuale anche sensibili.

Triangolo del gamut, Smart Image “Movie”, dopo la taratura: verde e giallo vanno in evidenza rispetto al riferimento

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

Di fatto questo è un monitor in grado di restituire un’immagine di grande qualità quando la connessione avviene tramite Display Port ma, almeno in questo caso, l’HDMI non è affatto da considerarsi un ripiego, ci è piaciuto molto poterlo testare connettendolo alla PS4 Pro e all’XBox One X, totalmente dimentichi delle difficoltà a raffinare ulteriormente il livello di risposta della scala dei grigi.

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

Con “Movie” abbiamo raggiunto le 327 cd/m2 con un livello di scostamento massimo Delta E dell’1.6% al 90%, un risultato davvero egregio attraverso il quale abbiamo apprezzato la fedeltà cromatica e l’uniformità dello schermo, fatte salve alcune aree bordo schermo dove risultava evidente il tipico limite indotto dall’Edge LED dove la luminosità era di poco più accentuata. La copertura è del 100% sRGB, circa 80% AdobeRGB.

Nota meno felice la sezione audio che andrebbe usata solo come linea di servizio: i due altoparlanti posizionati nella parte bassa della cornice hanno 2 Watt di potenza e non sono in grado di esprimere un’accettabile gamma dinamica.

Philips 272P7VPTKEB – Prova su strada

Verdetto

Nel complesso siamo rimasti colpiti dalla capacità di riproduzione dei colori, il grado di adattabilità fisica con tanto di webcam pop-out e la luminosità dello schermo, ci sarebbe piaciuto il telecomando, un più solido comparto audio ma soprattutto ulteriore flessibilità sull’intervento della gamma cromatica da menù.

Il Philips 272P7vPTKEB ha caratteristiche di rilievo a un passo dalla vetta, che per noi include la compatibilità HDR, monitor che comunque può venire considerato sia per un intenso uso giornaliero tra fogli word ed excel senza preoccuparsi dell’affaticamento della vista, così come da parte di appassionati di grafica e gamer alla ricerca di elevate performance.

Philips 272P7vPTKEB - Prova su strada
7,5 Recensione
Pro
Luminosità pannello
4K 10 bit
Ricchezza cromatica
Adattabilità fisica
Contro
Setup limitato
Resa audio da migliorare
Standard Dynamic Range
Riepilogo
Pannello: Edge LED IPS
Risoluzione: 3840 x 2160 pixel
Diagonale: 27"
HDR: No
Profondità colore: 10 bit
Connessioni: HDMI 1.4/2.0 x 1, USB Type-A x 3 (3.0), USB Type-B x 1 (3.0), Cuffia stereo (3,5 mm), Microfono (3,5 mm), Display Port x 2 (1.2/1.4), Mini Display Port (1.2/1.4)
Dimensioni e peso con supporto: 614 x 548 x 257 mm (LxAxP); 7,8 Kg
Prezzo: 550 euro
Sito del produttore: https://www.philips.it/c-p/272P7VPTKEB_00/brilliance-monitor-lcd-4k-uhd-con-powersensor
Immagine
Funzioni
Costruzione
Audio
Il giudizio di AF

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