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Milano odia: la polizia non può sparare – Speciale

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale

Dal film culto anni ’70 diretto da Umberto Lenzi al libro altrettanto di culto di Paolo Spagnuolo, che abbiamo avuto il piacere d’incontrare

Tanti gli amanti del poliziesco all’italiana o poliziottesco che dir si voglia, uno dei generi cinematografici italiani tra i più esportati all’estero, sorta di prosecuzione metropolitana del filone spaghetti-western che passò la mano verso la fine degli anni ’60. Il boom del poliziottesco nel decennio successivo, con alcune interessanti produzioni, quasi sempre a basso costo, già sul finire dei ’60 come per esempio I ragazzi del massacro di Fernando di Leo sino a due opere emblematiche che nel ’72 sdoganarono definitivamente il genere: Milano calibro 9 sempre di Fernando di Leo e La polizia ringrazia di Stefano Vanzina.

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale

Nel corso del tempo anche l’editoria è andata ad arricchirsi con numerose pubblicazioni, perlopiù ripercorrendone il filone, presentando sottogeneri, registi, attori di spicco, delineando un periodo. Meno i libri che si sono concentrati su di un solo film, ampliandone il contesto stesso, alla scoperta dei retroscena della produzione ma anche aprendo una porta sulla storia, quella vera degli anni di piombo, della criminalità organizzata e del terrorismo.

Tra questi pochi c’è sicuramente Milano odia: la polizia non può sparare – Storia di un cult nell’Italia degli anni settanta (Milieu Edizioni), da qualche settimana è in vendita e curato da Paolo Spagnuolo.

Oltre che Almost Human il film venne intitolato anche The Death Dealer (Il mercante di morte) – Questo il trailer americano dell’epoca

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale

Paolo ha avuto la fortuna di collaborare con Lenzi, ha raccolto tutto quanto lo scibile legato alla produzione, con analisi ad ampio spettro del film senza perdere di vista anche la colonna sonora, altro elemento cardine e più che mai di culto per gli appassionati. Un libro che vanta la prefazione di Umberto Lenzi e postfazione di Enzo G. Castellari.

L’emissione editoriale ci ha subito intrigato e portato a invitare lo scrittore in redazione per una video intervista che trovate qui di seguito, a ‘prefazione’ della disamina delle pubblicazioni Home Video dedicate al film, con focus sulla britannica Blu-ray.

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale

Se siete interessati al libro di Paolo Spagnuolo Milano odia: la polizia non può sparare - Specialeseguite questo link

TRAMA

Milano odia: la polizia non può sparare racconta la storia di Giulio Sacchi (Tomas Milian), delinquente mezza tacca avvezzo ad alcol e stupefacenti. Privo di sangue freddo, per colpa sua una rapina in banca rischia di fallire, ritrovandosi malmenato e allontanato dal capo della banda.

Scheggia impazzita incapace di frenare gli istinti animaleschi ma soprattutto deciso a fare il salto di qualità, convince un paio di amici del giro della malavita milanese a partecipare al rapimento della figlia di un ricco imprenditore. Lasciando dietro di se una scia di morte anche per la più piccola azione criminosa, sulle tracce di Sacchi l’impassibile commissario Grandi (Henry Silva), con le mani legate a causa di prove indiziarie che gli impediscono di fare giustizia.

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale

RECENSIONE

Classe 1974, Milano odia: la polizia non può sparare è considerata una delle opere più brutali del periodo, una delle tante produzioni che sfruttavano il volano dei fatti di cronaca nera tra crimine organizzato e terrorismo che insanguinavano l’Italia. Film più che mai amato anche oltre confine, non esattamente un classico poliziottesco quanto un noir per stessa ammissione del regista che poco dopo firmerà altre due clamorose pellicole di genere: Roma a mano armata e Napoli violenta.

Basato su una sceneggiatura del prolifico Ernesto Gastaldi (suoi tra i tanti anche Milano trema: la polizia vuole giustizia e Il cinico, l’infame, il violento), certo in buona compagnia di altre opere del periodo che non scherzavano affatto quanto a violenza iperbolica. Nel tempo Milano odia è divenuto uno dei ritratti più emblematici dell’Italia degli anni di piombo tra perdita di valori, crisi d’identità in un mare di crudeltà e imperante cinismo.

Umberto Lenzi

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Il grande attore di origini cubane Tomas Milian per entrare ulteriormente nel ruolo, proprio come amava ricordare Lenzi, non mancò di assumere veramente sostanze psicotrope e alcolici, ciò gli consentì di diventare Giulio Sacchi a tutti gli effetti. Una differenza maledettamente palpabile a ogni singola ripresa, nella gestualità, la convinzione che traspariva da occhi iniettati di sangue e pupille dilatate.

Il ruolo iconizzò la figura di Milian e di un alter ego violento, insicuro, psicolabile, grande attore al fianco di un cast altrettanto meraviglioso dai volti indimenticabili come quelli di Gino Santercole, Henry Silva, Laura Belli e Ray Lovelock, che all’origine avrebbe dovuto interpretare il commissario Grandi.

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale

Poche le pubblicazioni Home Video legate all’opera, fino a poco tempo fa valorizzata unicamente su DVD, con transfer digitale del negativo originale, versione integrale curata da Alan Young e distribuita da CVC Video.

Purtroppo l’Italia non ha ancora beneficiato di una versione HD, per cui occorre rivolgersi altrove come per esempio Stati Uniti piuttosto che Gran Bretagna e recuperare il Blu-ray di Almost Human, come venne intitolato all’estero.

IL BLU-RAY SHAMELESS – VIDEO

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Ed è proprio l’edizione britannica di Milano odia su cui abbiamo messo mano, quella di Shameless Scream Entertainment, di cui non abbiamo dati certi riguardo un’eventuale operazione di restauro.

Non ci è dato sapere quali film stock vennero usati nel 1974 ma quasi certamente si trattava di pellicola 35 mm a 2 perforazioni, all’epoca pressoché obbligatoria per contenere i costi, inferiore area del negativo e anche per questo, al netto della cinepresa impiegata, rischi d’innesco di ulteriore grana e limitazioni nella nitidezza.

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Certo in quegli anni non si dava particolare peso al ‘contenitore’ ne tanto meno alla fase di stoccaggio del negativo originale e diverse produzioni oggi vantano maggiore qualità presso collezionisti di versioni 16 mm che non gli ‘originali’ 35 mm da cui derivano.

Osservando il risultato della versione DVD salta rapidamente all’occhio un certo volume di graffi e spuntinature nei titoli di testa, così come alcune instabilità generali lasciano pensare che potrebbe trattarsi di un diverso master/pellicola usato invece per il Blu-ray. In quest’ultimo caso i frame palesano ottima integrità: formato 2.35:1 (1920 x 1080/23.97p), codifica AVC/MPEG-4 su BD-50.

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Nell’insieme le immagini consentono maggiore risalto dei particolari anche in secondo piano, colorimetria più fedele benché sempre compressa REC.709. Maggiore dettaglio e solidità aprono a una visione più gradevole che tale resterà almeno sino a quando non si ripartirà dal negativo con telecinema, restauro e nuova color correction giungendo a un master 4K.

IL BLU-RAY SHAMELESS – AUDIO

Anche su questo fronte primeggia la british edition con una doppia traccia LPCM 2.0 (1509 kbps/16 bit) per un ascolto certo privo di dinamica ma comunque il più possibile scevro da difetti di sorta, rumori di fondo, spurie e altre limitazioni.

In entrambi i casi lo spettacolo resta in questo senso elevato e per giunta si ha la possibilità di godersi anche i dialoghi in inglese ritrovando il corretto labiale di tutti i personaggi. Il grande Henry Silva per esempio recitava le proprie battute in inglese e successivamente è stato doppiato dal nostro altrettanto grande Nando Gazzolo.

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EXTRA DVD ALAN YOUNG E BLU-RAY SHAMELESS

Pochi sul DVD ma comunque interessanti, segnalando oltre al trailer una breve galleria di locandine dell’epoca ma anche ritagli di giornale con 3 recensioni. In particolare Morandini su Il Giorno scrisse: “…Tomas Milian il cui gigionismo ormai non conosce confini. Esistono due categorie di cattivi attori: i colposi e i dolosi. Milian appartiene alla seconda”.

Va decisamente meglio per la pubblicazione Blu-ray dove troviamo autentiche chicche: 20′ minuti di incontro con Umberto Lenzi in una recente intervista, “Milan Unleashed – Milano scatenata” è un documentario di 29′ minuti con ricordi e curiosi aneddoti di Tomas Milian (che qui parla in inglese).

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale

Altro interessante focus con memorie della realizzazione “Like A Beast…Almost” di 36′ minuti e interventi di alcuni anni fa da parte di Lenzi, Lovelock e Gastaldi. Lovelock, che all’epoca chiedeva spesso a Milian consiglio su quali offerte cinematografiche abbracciare, torna al momento in cui l’amico gli disse “Meglio testa di topo che coda di tigre”: se volete scoprire il perché recuperate l’edizione Shameless, che per giunta è a tiratura limitata di 3000 copie numerate.

TESTATO CON: Tv Hisense 4K H49M3000, Sony KD55XE9305, UHD player Oppo UDP-203

DVD disponibile su dvd-store.it

Blu-ray disponibile su Milano odia: la polizia non può sparare - SpecialeAmazon.

Milano odia: la polizia non può sparare - Speciale
7,5 Recensione
Pro
Cinema cult italiano anni '70
Qualità immagini
LPCM 2.0 italiano e inglese
Extra Shameless di valore
Contro
Video Blu-ray migliorabile?
Edizione Blu-ray venduta all'estero
Riepilogo
Prodotto e distribuito da: Shameless Scream Entertainment
Durata: 101'
Anno di produzione: 1974
Genere: Poliziottesco
Regia: Umberto Lenzi
Interpreti: Tomas Milian, Henry Silva, Laura Belli, Gino Santercole, Mario Piave, Luciano Catenacci, Pippo Starnazza, Lorenzo Piani, Joris Muzio, Rosita Torosh, Franco Ferrari, Francesco D'Adda
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Supporto: BD 50
Aspect Ratio: 2.35:1
Codifica Video: 1080p MPEG-4 AVC
Audio: italiano, inglese LPCM 2.0
Sottotitoli: inglese
Qualità artistica
Video
Audio italiano
Audio originale
Extra
Il giudizio di AF


 

 

 

 

 

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