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Luxman L-509X: l’integrato hi-end a un passo dalla perfezione

Luxman L-509X

A parte l’uscita cuffie non all’altezza del resto, il Luxman L-509X rappresenta una scelta ideale per chi cerca un integrato potente, dettagliata e dal sound estremamente neutro.

All’interno dei “circoli” di appassionati di hi-fi si è soliti pensare a una relazione inversa tra la quantità di funzioni e la qualità delle prestazioni. Un punto di vista che si è fatto largo a partire negli anni ’70 e che, per quanto ci riguarda, è valido ancora oggi. Ma visto che c’è sempre un’eccezione alla regola, il Luxman L-509X fa parte proprio di queste rare eccezioni.

Questo del produttore nipponico è infatti un nuovo amplificatore integrato completamente analogico ed è disponibile in Italia a circa 9000 euro. Chiunque pensi che un’unità di questo tipo (e di questo prezzo) debba includere anche ingressi digitali, dovrebbe sapere che raramente questi moduli sono di qualità elevata (anche quando montati su prodotti di fascia alta) e che sono generalmente superati in termini qualitativi da DAC esterni come il Chord Mojo (circa 600 euro online). Tra l’altro l’inclusione dei moduli digitali tende anche a riflettersi negativamente sul versante analogico di queste elettroniche high-end, cosa che ai puristi non fa certo piacere.

Funzioni

Il Luxman L-509X integra uno stadio phono MM/MC, un’uscita cuffie, controlli di tono e uscite speaker switchabili, oltre a quattro ingressi di linea RCA single-ended e due XLR bilanciati. Un parco connessioni davvero completo e non riusciamo davvero a pensare a un setup hi-fi in cui questo amplificatore farebbe fatica a integrarsi per mancanza di ingressi.

Luxman ha inoltre cercato di rendere il suo nuovo integrato il più flessibile possibile, tanto che è possibile dividere le sezioni pre e finale (con la semplice pressione di un pulsante) e usarle separatamente. È anche possibile collegare due set di altoparlanti e passare da uno all’altro, oppure usarli insieme.

Costruzione

Dando un’occhiata all’interno del L-509X, è difficile non rimanere impressionati dal livello costruttivo (e visto il blasone del marchio giapponese non ne dubitavamo). Tutto appare infatti pulito, ordinato e attentamente pianificato. Siamo rimasti molto soddisfatti dalla qualità dei componenti utilizzati, compreso il materiale con cui è stato realizzato il circuito stampato. È chiaro insomma che Luxman non ha risparmiato sulla costruzione.

A dominare il cuore interno di questo integrato è il grande trasformatore toroidale da 600VA e i banchi di condensatori (40.000 μF) per ciascun canale di amplificazione. Il circuito dell’amplificatore finale è un design di classe A/B capace di 120W per canale su 8 ohm e, ancora più impressionante, in grado quasi di raddoppiare la potenza di uscita su 4 ohm. Almeno sulla carta, questo è un amplificatore che non avrà problemi a pilotare ad alto volume anche i diffusori più difficili.

Anche sul lato preamp Luxman non si è risparmiata, riprendendo la stessa sezione di ingresso del preamplificatore C-900u (quasi 15000 euro di listino) e sviluppando il proprio sistema di controllo del volume LECUA a 88 passi che garantisce un’elevata immunità alle interferenze RFI/EMI, migliorando tutti i parametri elettrici. Il messaggio lanciato da Luxman è chiaro: l’L-509X sarà pure un amplificatore integrato, ma in realtà è più simile a un pre e un finale separati ma integrati in un unico chassis piuttosto che a un integrato tradizionale.

La qualità generale della costruzione è poi eccellente. L’L-509X è estremamente solido, pesa quasi 30 kg e il feeling restituito dalle manopole in alluminio (ben smorzate e molto precise nell’uso) è impeccabile. Il telecomando inoltre si impugna e si utilizza bene, anche se la disposizione dei pulsanti è un po’ particolare. I controller tendono a essere un punto debole per la maggior parte dei produttori hi-end come design e funzionalità, ma nel complesso abbiamo apprezzato questa unità di Luxman.

Qualità audio

Questa generale sensazione di eccellenza non cambia per fortuna una volta che iniziamo i test. L’L-509X, piuttosto che far rimanere a bocca aperta fin dai primi secondi di utilizzo, è il tipico amplificatore che si insinua piano piano nell’ascoltatore quando inizia la musica. Si caratterizza infatti per una presentazione sobria che richiede un po’ di tempo per essere apprezzata.

Chi è alla ricerca di “fuochi d’artificio” sonori li troverà qui solo se sono già presenti nella registrazione, visto che parliamo di un integrato estremamente neutrale ed equilibrato, a patto di lasciar stare i controlli di tono. Il sound è leggermente più pulito e più nitido con il pulsante Line Straight premuto, che esclude appunto i controlli di tono e bilanciamento e fornisce un percorso del segnale più puro.

In fase di test abbiamo anche spento la retroilluminazione degli iconici (e splendidamente retro) VU Meters. Lo abbiamo fatto non solo per evitare distrazioni, ma anche per un leggero aumento della trasparenza. Certo, sono miglioramenti estremamente fini e non fondamentali se visti nell’insieme, ma nel contesto di un amplificatore così talentuoso iniziano ad assumere una certa importanza.

Lo stesso discorso vale per i giusti compagni di viaggio. Abbiamo infatti collegato al Luxman il nostro streamer di riferimento Naim NDS/555 PS, il giradischi Innovation Wood di Clearaudio (inclusa la testina MC Stradivari V2) per testare lo stadio phono e, come diffusori, sia gli ATC SCM 50 (altro nostro riferimento quando si tratta di abbinamenti a elettroniche hi-end), sia i KEF Reference 1.

Nel mezzo dei Carmina Burana di Carl Orff il Luxman L-509X si muove con assoluta sicurezza, mettendo in mostra un dettaglio straordinario e una limpidezza da vero leader. Riesce infatti a far emergere anche le più piccole sottigliezze in una produzione così densa e le mantiene udibili mentre il pezzo diventa via via più impegnativo. Il leggero riverbero che definisce lo spazio acustico in cui è stato registrato il concerto e gli indizi spaziali ci aiutano a identificare le esatte posizioni dell’orchestra e del coro sul palcoscenico.

Le oscillazioni dinamiche della musica vengono inoltre trasmesse con entusiasmo e la notevole potenza della sezione finale è evidente nell’impatto e nella solidità della presentazione. Ci accorgiamo subito inoltre della straordinaria compostezza del L-509X e del senso di controllo che riesce a imporre. A un certo punto abbiamo temuto che il controllo e la compostezza potessero rendere meno trascinanti altri generi musicali e quindi siamo passati a brani di artisti come alt-J, Macklemore & Lewis, Bruce Springsteen e Chic.

Luxman L-509X

Per fortuna ci siamo dovuti ricredere immediatamente. Se infatti date in pasto al Luxman brani pieni di energia o con un ritmo complesso e sfaccettato, questo ve li restituirà con un approccio “pratico” che ne mantiene intatta tutta l’energia e l’organizzazione ritmica. E siamo rimasti colpiti anche dal modo in cui questo amplificatore riesce a fornire bassi profondi con tale consistenza, agilità e potenza.

Stesso discorso quando abbiamo messo alla prova lo stadio phono. L’amplificatore non perde nulla della sua natura imparziale con questo ingresso, offrendo una buona dose di dettaglio e intrattenimento. C’è solo un lieve calo di trasparenza rispetto agli ingressi di linea, oltre a una leggera perdita di finezza in gamma bassa. Tuttavia, il modulo phono ha un guadagno più che sufficiente per funzionare con la maggior parte delle testine e rimane piacevolmente silenzioso quando si tratta di sibili e ronzii di sottofondo.

Siamo rimasti un po’ meno convinti invece dall’uscita cuffie. Il carattere generale è coerente con quello che abbiamo ascoltato attraverso i diffusori, ma usando un’ampia gamma di cuffie (Grado RS-1 e PS500, Beyerdynamics T1 Generation 2 tra le altre) riteniamo che il suono sia meno vivace ed espressivo di quanto ci saremmo aspettati. Se siete utilizzatori occasionali di cuffie, il Luxman L-509X va più che bene, ma se volete sfruttare al meglio cuffie di fascia alta un buon amplificatore dedicato rimane una soluzione preferibile.

Verdetto

In apparenza il Luxman L-509X potrebbe sembrare solo un costoso ritorno al passato, ma è molto più di questo. Ha infatti un mix di livello costruttivo, materiali, funzioni e prestazioni che è difficile trovare in altri amplificatori simili sotto i 10.000 euro. Se quindi siete abbastanza fortunati da avere questo tipo di budget e state cercando una soluzione integrata senza sacrificare le prestazioni, questo Luxman non vi deluderà.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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