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Il 3D inizia ad arrancare anche in sala: quanto durerà ancora?

3d

I dati di MPAA riferiti al 2018 riportano un calo di incassi del 20% sul 2017 per i film 3D al cinema. Gli occhialini scompariranno presto anche dalle sale?

È da un po’ di tempo ormai che si sente dire che il 3D è morto. Affermazione che in effetti lascia pochi dubbi considerando sia la scarsità crescente di TV con il supporto alla visione stereoscopica (stranamente va meglio sul versante proiettori), sia il completo disinteresse che i servizi in streaming così in voga in questo periodo hanno mostrato nei confronti del 3D.

Per di più escono (soprattutto in Italia) sempre meno Blu-ray 3D e questa tecnologia in ambito gaming non ha mai preso piede nonostante gli sforzi di brand importanti come Nvidia. Se poi il 3D inizia a incepparsi anche in sala, allora vuol dire proprio che è agli sgoccioli. E così sembrerebbe, almeno a leggere i nuovi dati di MPAA (Motion Picture Association of America), secondo i quali nel 2018 gli incassi dei film 3D sono crollati a livello globale del 20% rispetto al 2017.

Il box office complessivo dei film in 3D nel 2018 è stato di 6,7 miliardi di dollari e il calo del 20% sul 2017 è avvenuto in tutti i mercati (-14% nella regione Asia-Pacifico, -34% in USA-Canada). Nel 2018 inoltre gli incassi dei film in 3D hanno contato solo per il 16% sul box office contro l’84% di quelli in 2D.

Il 3D inizia ad arrancare anche in sala: quanto durerà ancora?

Vedendo qui sopra l’andamento degli ultimi cinque anni, il 2018 è stato l’anno peggiore (di poco inferiore al 2014), mentre nel 2016 si sono toccati gli 8,7 miliardi di dollari. Secondo gli esperti di MPAA una delle ragioni principali di questo crollo è da ricercare nell’uscita di un minor numero di film in 3D rispetto allo scorso anno.

E il futuro non promette certo un ribaltone. Se infatti sul versante Home Cinema i grandi numeri del 3D sono ormai destinati a scomparire definitivamente, solo titoli di grande richiamo potrebbero continuare a far prosperare il 3D almeno in sala, magari insieme a nuove tecnologie di ripresa e di visione come l’HFR che però pochissime sale al mondo supportano in abbinamento con il 3D e il 4K.

Un film tecnicamente mostruoso (almeno in teoria) come Gemini Man di Ang Lee (ne abbiamo parlato qui) potrebbe far segnare un nuovo punto di partenza per il cinema in 3D, così come i prossimi capitoli di Avatar di James Cameron, ma ci vorrebbero molti più titoli del genere nel corso di una stagione cinematografica per rivitalizzare un trend che ormai (salvo miracoli) conterà sempre di meno.


 

 

 

 

 

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