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GoPro: messa a fuoco (societaria) da migliorare

GoPro entra al Nasdak

GoPro ha inventato un segmento di mercato, trasformando atleti e padri di famiglia in aspiranti Ridley Scott. Tuttavia la società, leader nelle action camera, fatica a tenere il passo giusto.

GoPro è la società che di fatto ha creato il settore delle action camera. Oggetto inseparabile di molti atleti di terra, aria e acqua (Alana Blanchard, Ken Block e Travis Pastrana tanto per citare alcuni nomi, oltre a falangi di partecipanti a competizioni estreme come quelle organizzate da Redbull), è ormai diventata ospite quasi fisso nello zaino (o sul casco) di tanti appassionati motociclisti, sciatori e skydiver, oltre che di tante famigliole che vogliono immortalare i primi tuffi in piscina del pargolo.

Nonostante questa “primogenitura” di settore, GoPro non è tuttavia mai riuscita a diventare l’oggetto, in altre parole ad essere talmente desiderata e diffusa da diventare termine eponimo per indicare la categoria di prodotto (vi dicono niente Post-it, Kleenex, Rimmel o Jeep?).

Non solo. La società fondata nel 2004 a San Mateo (enclave high tech della Silicon Valley californiana) non si è nemmeno trasformata in un successo economico-finanziario dirompente, quantomeno per gli investitori entrati nel capitale in occasione della quotazione in borsa del 2014. Da quel momento il titolo ha infatti perso oltre il 50% del proprio valore; più recentemente, i primi 9 mesi del 2016 si sono rivelati decisamente fiacchi (ricavi pressoché dimezzati rispetto al 2015, utile netto negativo per oltre 300 milioni di euro).

Difficile individuare con certezza le cause dell’andamento deludente della società negli ultimi anni, tuttavia alcune considerazioni sono abbastanza evidenti e condivisibili: mancanza di una strategia chiara, inasprimento della competizione tradizionale, declino strutturale del mercato a favore degli smartphone, software non all’altezza delle aspettative e, da ultimo, lentezza nel reagire al mercato, per esempio con l’ingresso tardivo nel mercato dei droni, per di più con un prodotto non impeccabile.

Il nuovo che avanza: Hero 5

GoPro: messa a fuoco (societaria) da migliorareGoPro ha annunciato pochi giorni fa che le vendite in occasione del Thanksgiving Day americano sono cresciute del 33% rispetto all’anno precedente, trainate dal lancio della nuova Hero 5 Black che si attesta secondo molti esperti come prossimo best-seller nel comparto action cam a stelle e strisce.

Quali sono i punti di forza della nuova arrivata? Video 4K a 30fps e foto fino a 12 MP, corpo robusto e impermeabile fino a 10 metri, controllo vocale, stabilizzazione video ed acquisizione della posizione tramite GPS, audio stereo, tre microfoni e diverse opzioni software per migliorare la resa delle riprese. Insomma, si tratta di un passo avanti che sta già incontrando il favore del pubblico, nonostante un prezzo di listino ragionevolmente rotondo (430 euro in Italia).

Il drone che cade? Un progetto… azzardato

GoPro: messa a fuoco (societaria) da migliorarePochi mesi fa, la società è entrata anche nel mercato dei droni con Karma, un quadricottero di medie dimensioni dotato di gimbal frontale per la stabilizzazione della cam. Tra le caratteristiche peculiari i bracci ripiegabili e la possibilità di riporlo in uno zaino, oltre alle funzioni di automatizzazione di decollo, atterraggio e rientro alla base. Un’opera prima che non strabiliava per innovatività, ma che tuttavia aveva attizzato l’interesse degli appassionati e dei mercati, anche in virtù della scontata combinabilità con le cam della serie Hero.

Lanciato negli Stati Uniti, Karma si è però dimostrato un flop, anzi un pericoloso boomerang per l’immagine di GoPro. Già perché a novembre la società ha ritirato tutti i modelli venduti (circa 2.500) per problemi di spegnimento durante il volo rimborsando totalmente i consumatori. Ma se in un primo momento si pensava che la società stesse rivedendo il prodotto con una messa a punto globale, per riproporlo più in là nel corso del 2017, oggi a distanza di qualche settimana, del drone Karma se ne sono perse le tracce. Tanto che nemmeno Nicholas Woodman, fondadotre e CEO di GoPro ne parla più. “La domanda dei consumatori per GoPro è solida e abbiamo drasticamente rivisto il nostro focus per concentrarci sul nostro core business (ovvero le videocamere, ndr), ha detto Woodman in un recente incontro con la stampa.

GoPro, quale futuro per la società?

Ce la farà GoPro a invertire la tendenza? Troppo presto per dirlo, nonostante i buoni prodotti appena arrivati sul mercato; in ogni caso non si tratterà di un processo veloce come un time-lapse.

La società ha ribadito una riduzione delle spese operative per il 2017 ed un’accelerazione della fase di ristrutturazione societaria (chiusura della divisione entertainment, riduzione delle sedi produttive e taglio del 15% del personale). La rifocalizzazione dell’attività è ben vista dagli analisti finanziari, che tuttavia mantengono una visione di breve periodo piuttosto negativa, complici anche le dimissioni dalla carica di presidente di Tony Bates, guru del digitale molto ascoltato che, pur sfilandosi da incarichi di rilevo, resterà comunque nel consiglio di amministrazione della società.

Hero 5 Black, ecco le rivali

La Hero 5 Black è un’ottima action cam. Dei suoi punti di forza abbiamo già detto; il punto debole sembra essere il prezzo, non tanto perché alto in assoluto (il prodotto è valido e il favore del pubblico lo dimostra), quanto perché l’action cam inizia ad avere rivali pericolosi. Proprio il prezzo spingerebbe a valutare anche le alternative già presenti sul mercato. Magari non sempre eccellenti sotto ogni aspetto come la nuova nata di GoPro, tuttavia in molti casi più che adeguate per le esigenze degli operatori professionali e non. Analizziamo le concorrenti:

GoPro Hero 5  Session: il concorrente più temibile è forse il modello light della stessa Hero. Identica qualità 4K, risoluzione leggermente inferiore e niente monitor LCD. Costa 100 euro in meno della sorella maggiore.GoPro: messa a fuoco (societaria) da migliorare

Olympus Stylus TG-Tracker: sebbene riprenda in 4K, ha una qualità audio e video inferiore, tuttavia si fa molto apprezzare nell’impiego gravoso. Potete farla cadere da 2 metri o immergerla fino a 30 metri. Buona candidata se siete dei temerari. Costa sui 310 euro.GoPro: messa a fuoco (societaria) da migliorare

Sony FDR-X1000V: riprese in 4K, buon audio e dotazione molto ricca. Meno performante nelle fotografie e con un’interfaccia poco intuitiva, costa circa 450 euro a listino ma online si risparmiano anche più di 50 euro. Forse la meno convincente tra tutti i “piani B”.GoPro: messa a fuoco (societaria) da migliorare

Yi 4K: definita da molti la “GoPro killer”. Qualità eccellente di ripresa, anche in 4K, a fronte di un audio buono ma non superiore a quello delle Hero. Probabilmente la miglior alternativa da un punto di vista tecnico, seppure sia decisamente più delicata, non sia resistente all’acqua e si righi molto facilmente. Ha piena compatibilità con gli accessori studiati per le GoPro e costa circa 250 euro.GoPro: messa a fuoco (societaria) da migliorare

 


 

 

 

 

 

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