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Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?

Flares Pro

400 euro sono tanti anche per auricolari in-ear come i Flare Audio Flares Pro, ma quando ci sono di mezzo un produttore importante, una costruzione impeccabile e una doppia connettività, le cose cambiano… o no?

I prodotti Flare Audio non ci hanno mai convinti particolarmente soprattutto per un rapporto qualità-prezzo non proprio esemplare, ma questi nuovi in-ear Flares Pro, Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?disponibili in Italia a circa 400 euro, sono stati “approvati” da importanti produttori discografici come Tony Visconti, Gary Langan e Chris Kimsey e di conseguenza, nonostante il prezzo impegnativo, partono già con il piede giusto.

Utilizzando una serie di tecnologie proprietarie, i Flares Pro possono passare dalla connessione cablata a quella wireless grazie al modulo Bluetooth 4.1 aptX incluso nella confezione (la sua dimensione corrisponde circa a quella di una batteria da 9 V), con DAC integrato provvisto di un circuito bilanciato con quattro moduli classe A/B e controlli di riproduzione intercambiabili con la connessione analogica su jack da 3,5 mm.

Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?

Costruzione e comfort

Visto anche il prezzo non per tutti, siamo di fronte a in-ear dalla costruzione impeccabile improntata alla massima durabilità e alle massime prestazioni, con tanto di auricolari titanio aerospaziale Grade 5 e terminali jack placcati in oro. Potrebbe essere difficile distinguere esteticamente un paio di in-ear da un altro, ma in termini di costruzione e materiali è impossibile rimanere delusi da quanto offerto in questo caso.

I driver intraurali da 5,5 mm con rivestimento in berillio godono di un esclusivo sistema di bloccaggio che, abbinato alla rigidità del titanio, garantisce la completa eliminazione delle risonanze meccaniche. La camera anteriore è progettata per variare il carico acustico presentato al trasduttore e rendere la risposta più lineare.

Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?

Nella confezione troviamo tre adattatori, ovvero Audiophile (memory foam), Everyday (silicone) e Universal. I primi due sfruttano la tecnologia Acoustic Lens che ottimizza l’accoppiamento all’interno del canale uditivo anche quando gli adattatori vengono sottoposti a compressioni. L’autonomia in modalità wireless è di circa 12 ore grazie alla batteria piuttosto generosa come dimensioni, mentre le uscite presenti nel modulo esterno sono fornite su doppi connettori professionali bilanciati MMCX. Da segnalare anche l’attenzione rivolta al cavo OFC, sottoposto nei laboratori di Flare Audio a test di resistenza ripetuto per oltre 100.000 volte.

Qualità audio

Facciamo partire Amok degli Atoms For Peace e subito ci ritroviamo in mezzo a forti contrasti acustici ed elettronici in grado di tracciare trame sonore che molti in-ear, anche in questa fascia di prezzo, avrebbero difficoltà a rilevare. Vista la pulizia in gamma media in particolare, possiamo capire perché questi in-ear possano rappresentare una scelta intelligente per chi si occupa di produzione musicale.

Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?

I Flares Pro sono altrettanto capaci di gestire al meglio le ritmiche e ce ne accorgiamo sia nei rapidi movimenti di Before Your Very Eyes, sia nell’andamento sincopato di Ingenue, in cui i ritmi trasmettono musicalità e articolazione e vengono restituiti in modo impeccabile. Anche l’organizzazione del soundstage ci ha convinti, anche perché non è per nulla facile definire al meglio il mix degli e allo stesso tempo inquadrare l’espressione tipicamente sottotono che si nasconde nella voce di Thom Yorke.

Un forte senso della dinamica si rivela anche in melodie cupe o emotive come la bellissima Song To The Siren di Tim Buckley o Demolition di Patrick Wolf, ma spesso sono le inflessioni più sottili, che i Flares Pros restituiscono in modo eccellente, a fare la differenza. Tuttavia, abbiamo deciso di non dare ai Flares Pro la quinta stella e questo perché le estremità della gamma di frequenze ci ha lasciati con qualche dubbio.

Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?

Nel complesso, il bilanciamento è uniforme, con una quantità di peso dei bassi abbondante ma non preponderante, ma la dolcezza e la chiarezza della gamma media a cui facevamo riferimento prima non si estende abbastanza per coprire entrambe le estremità. Piuttosto che essere morbidi o lenti nelle basse frequenze, i Flares Pro a volte hanno difficoltà nel proporre una netta distinzione timbrica, con una nota che spesso si fonde in un’altra piuttosto che essere restituita con estremi chiari e definiti.

C’è anche una leggera asprezza sugli acuti, così come un po’ di grossolanità che può irritare leggermente l’ascoltatore senza però sminuire il resto di quella che è alla fine rimane una performance con molte più luci che ombre. È lo stesso discorso che si può fare per ognuna delle altre carenze minori; sono evidenti ma non distraenti e mantengono intatta quella che è una presentazione complessiva di indubbio spessore da parte di un produttore orgoglioso del suo retaggio nell’audio professionale.

Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?

Verdetto

Non c’è una grande quantità di in-ear a questo prezzo, ma vista anche la cifra praticamente identica continuiamo a preferire gli Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti?AKG N40. I Flare Audio Flares Pro rappresentano comunque un’alternativa valida, anche se forse più orientata alla produzione e al monitoraggio audio che non al puro ascolto.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti? e Flare Audio Flares Pro: valgono davvero i 400 euro richiesti? dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

 

 

 

 

 

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