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Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Fitbit

Abbiamo scelto sette degli ultimi indossabili di Fitbit indicando per ognuno prezzo, caratteristiche, pregi e difetti per aiutarvi a capire quale faccia al caso vostro.

Che Fitbit sia la regina incontrastata del mercato dei wearable non lo scopriamo certo oggi e negli ultimi tempi, con l’acquisizione di Pebble, il produttore americano punta a espandere ulteriormente il proprio market share in un settore in continua crescita. L’importanza di Fitbit si nota anche dal fatto che al momento sono una decina i suoi prodotti disponibili per l’acquisto, compreso l’ultimo arrivato Alta HR.

Una scelta che può mettere in crisi chi vuole avvicinarsi al mondo degli indossabili e dei fitness tracker ma che, proprio per il gran numero di dispositivi, non sa bene da dove iniziare. Abbiamo così deciso di fare il punto della situazione e di proporre una guida all’acquisto dei prodotti Fitbit, indicando per ognuno prezzo, caratteristiche, pregi e difetti. I modelli scelti per questo speciale sono sette e, per ragioni di “anzianità”, abbiamo scartato i Fitbit Flex, Charge, Charge HR, Ultra, Force, Alta e Aria.

Fitbit Surge (249 euro)

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Il Fitbit Fitbit: guida all’acquisto dei fitness trackerè il dispositivo ancora oggi più costoso del produttore americano, sebbene non sia il più recente. Questo perché offre un pacchetto di funzioni davvero completo tra contapassi, sensore per il battito cardiaco, controlli musicali, calorie bruciate, tracking sportivo e notifiche dallo smartphone.

In più il Surge, che potrà non piacere a molti per il suo look non proprio slim o appariscente, integra un modulo GPS, che consente di uscire di casa per una corsetta senza per forza doversi portare dietro lo smartphone e ottenere comunque un tracciamento preciso dell’attività.

Non si può ancora parlare di vero e proprio smartwatch, ma il Surge è uno dei dispositivi di Fitbit che più si avvicina a tale concezione di indossabile.

Fitbit Blaze (199 euro)

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Il Fitbit Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker si può considerare come il successore del Surge, da cui riprende molte funzioni pur abbandonando la comodità del GPS integrato. Non è certo un dramma (e la batteria ringrazia), ma per gli utenti più sportivi si tratta di una mancanza comunque importante. Per il resto il Blaze è il device Fitbit dal look più simile a quello di un orologio e, grazie ai suoi 4-5 giorni di autonomia, fa molto meglio di qualsiasi smartwatch (Pebble escluso) oggi in commercio.

Fitbit Charge 2 (159 euro)

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Fitbit ha portato sul mercato il Fitbit: guida all’acquisto dei fitness trackere l’Alta HR definendo entrambi come “fitness e heart-rate band”. Quale scegliere allora tra i due? Il Charge 2 ha dalla sua un altimetro per misurare i piani di scale fatti durante il giorno e un display migliore; un OLED da 1,5’’ che funziona decisamente meglio per guardare e leggere in tempo reale notifiche per chiamate e messaggi. Potremmo quasi considerare il Charge 2 come un Surge più semplificato, sebbene qui manchi il GPS e ci sia qualche funzione in meno.

Fitbit Alta HR (149 euro)

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker di Fitbit è un fitness tracker che punta tutto sulle dimensioni, sebbene abbia comunque integrato un sensore per i battiti cardiaci utile non solo per l’attività fisica ma anche per misurare con più precisione il sonno.

Proprio questa funzione, comune solo ad alcuni dispositivi di Fitbit, è tra le più interessanti grazie anche alle nuove funzioni Sleep Stages e Insights, che forniscono dettagli molto precisi sul sonno e li combinano con quelli dell’attività fisica per fornire all’utente utili consigli (ad esempio la correlazione tra una corsa giornaliera e un sonno migliore). Purtroppo, come succede per tutti i Fitbit a parte il Flex 2, l’Alta HR non è resistente all’acqua, nemmeno sotto la doccia.

In attesa di una recensione completa, l’Alta HR rimane comunque una fitness band ideale se volete quasi una settimana di autonomia e vi accontentate di un display quanto mai minimale.

Fitbix Flex 2 (79 euro)

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Lo abbiamo appena citato e non a caso, visto che con il Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker al polso si può nuotare o fare la doccia senza alcun problema. Parliamo comunque di una fitness band valida anche per tracciare la nostra attività quotidiana tra passi, calore e attività sportive. In più, grazie alla funzione SmartTrack, le sessioni di corsa, camminata e bicicletta vengono riconosciute automaticamente, mentre per gli amanti del nuoto il Flex 2 registra il numero di vasche fatte, la distanza e la velocità.

Limiti? Niente GPS o sensore per il battito cardiaco, mancano le feature avanzate per il sonno citate poco sopra e non c’è nemmeno un display, cosa che costringe a utilizzare sempre e comunque l’app di Fitbit sullo smartphone per vedere i dati delle varie attività compiute.

Fitbit One (99 euro)

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness trackernon è altro che il Fitbit Flex proposto in veste di piccola clip da applicare sui vestiti. Il suo piccolo display mostra l’orario o il numero dei passi o delle calorie bruciate; non manca l’analisi del sonno, seppur non sia automatica e costringa l’utente a far partire il tracciamento prima di addormentarsi.

Lo stesso vale per gli esercizi (non c’è alcun riconoscimento automatico) e manca il sensore per i battiti cardiaci. Insomma, un fitness tracker piuttosto limitato e che inizia a sentire il peso degli anni (è uscito nell’autunno del 2012), anche se in fondo ci si può accontentare visto il prezzo.

Fitbit Zip (59 euro)

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker

Fitbit: guida all’acquisto dei fitness tracker Fitbit e, assieme al One, anche quello più essenziale e con meno funzioni. Si può comunque tenere traccia dei passi, delle calorie e della distanza percorsa, ma a parte ciò c’è poco altro. Pregi? Costa poco e la batteria (quella classica da orologio) assicura un’autonomia di circa sei mesi.

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