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Dynaudio Special Forty: un anniversario da cinque stelle

Dynaudio Special Forty

Per festeggiare i quarant’anni di attività, Dynaudio propone due diffusori da scaffale poco fotogenici ma dal sound sopraffino e impeccabile.

Abbiamo una confessione da fare. La nostra prima impressione di fronte ai Dynaudio Special Forty, diffusori da scaffale realizzati dal produttore danese per i quarant’anni di attività, non è stata delle migliori. Non che ci fosse nulla di sbagliato in questi speaker da oltre 3000 euro, ma il design e l’estetica erano fin troppo familiari per trattarsi di un “modello da anniversario”.

Dynaudio ha infatti realizzato già un buon numero di diffusori con look, dimensioni e costruzioni simili a questi Special Forty. Se infatti escludiamo le finiture più eleganti e curate, sembra davvero esserci poco in grado di differenziare questi nuovi speaker da quelli del passato, che tra l’altro costavano anche meno.

Dynaudio Special Forty

Le prime impressioni sono però cambiate dopo che abbiamo osservato meglio i dettagli costruttivi e, naturalmente, dopo i test di ascolto. Questi diffusori infatti sono stati sì realizzati come omaggio al passato dell’azienda, ma non si tratta affatto di un prodotto da museo. I driver utilizzati infatti, seppur sembrino quelli degli Emit 20 (diffusori da 700 euro) o dei Contour 1.1 (che ormai hanno più di dieci anni alle spalle), sono in realtà derivati dai top di gamma Confidence C1, che costano decisamente di più di questi Special Forty.

Costruzione e compatibilità

Naturalmente Dynaudio non si è limitata a inserire i driver in questi nuovi speaker prendendoli direttamente dai C1, ma ha svolto un lavoro di ingegnerizzazione molto attento e proficuo. I tecnici danesi hanno infatti studiato un sistema per migliorare la circolazione dell’aria e lo smorzamento dietro il nuovo tweeter Esotar Forty da 28mm a cupola morbida, lavorando anche sui magneti ibridi e sul foro separato all’interno del cabinet (la risposta utile di questo driver si spinge sino a 1.000 Hz).

Dynaudio Special Forty

Per il woofer da 17 cm, che Dynaudio definisce come la sua miglior unità per i medio-bassi mai realizzata, è stato utilizzato il materiale proprietario Dynaudio MSP (Polimeri di Magnesio Silicato), che offre la giusta combinazione di rigidità, smorzamento e stabilità per una riproduzione sonora più fedele. Il tweeter e il woofer, la cui risposta si spinge sino a 4.000 Hz, sono accoppiati da un crossover studiato per migliorare ulteriormente l’allineamento di fase e l’allineamento di impedenza.

I diffusori che abbiamo utilizzato per il test non sono del tutto nuovi (sono già stati infatti rodati prima che ci venissero spediti) e quindi non abbiamo perso tempo per “scaldarli” a dovere. Il posizionamento nella nostra saletta è stato immediato e fin da subito abbiamo trovato la soluzione ideale ponendoli su due stand solidi a un metro dal muro, con solo una leggera angolazione verso il punto di ascolto.

Dynaudio Special Forty

Questi diffusori non richiedono chissà quali elettroniche per essere accoppiati al meglio (l’impedenza nominale infatti è di 6 ohm), ma visto che si tratta comunque di speaker di un certo livello abbiamo optato sia per l’accoppiata pre-finale Gamut D3i/D200i, sia per l’integrato Roksan Blak e, come era prevedibile, non c’è stata alcuna difficoltà nel pilotare i due Special Forty.

Qualità audio

Ma come suonano esattamente questi diffusori da 3100 euro? Nelle nostre note in fase di ascolto continuavamo a segnalare tre aggettivi: muscolari, espansivi e minuziosi. Il test si è aperto con Mars di Gustav Holst e gli Special Forty hanno subito risposto con entusiasmo. Suonano infatti più grandi e autoritari di quanto ci aspettassimo, considerando anche i loro 36 cm di altezza.

Dynaudio Special Forty

Parte del merito va ai bassi potenti ed estesi che bilanciano in maniera superba peso e agilità, mentre il resto del merito va alla combinazione di compostezza e di estensione dinamica che permette ai due diffusori di far fronte in modo brillante agli impegnativi crescendo della suite di Holst.

L’orchestra appare organizzata ottimamente, con precisione e stabilità e c’è un buon senso di profondità, che estende la presentazione ben oltre i confini della nostra saletta d’ascolto. Abbiamo apprezzato anche l’impronta timbrica di questi speaker e anche se in questa fascia di prezzo ci sono soluzioni più neutre come gli ATC SCM19, i Dynaudio Special Forty sono bilanciati bene e non abbiamo notato particolari derive in gamma bassa, media o alta.

Dynaudio Special Forty

E che dire del dettaglio? Eccellente in ogni genere musicale, come dimostrano anche i particolari della voce di Jill Scott in Gettin’ In The Way. Abbiamo poi osservato una fluidità del tutto naturale nel gestire la gamma media e un’estrema abilità nell’unire molteplici trame strumentali in modo convincente e molto musicale.

Gli Special Forty non si fanno mancare nulla nemmeno quando si parla di timing e ritmiche e, ascoltando Radio Nowhere di Bruce Springsteen, ci si accorge subito di come i diffusori riescano a tenere testa a una registrazione così densa e stratificata riversando sull’ascoltatore un sound spinto ed energico.

Verdetto

A una semplice e distratta occhiata è facile sottostimare i Dynaudio Special Forty, ma una volta che parte l’ascolto tutto passa in secondo piano e non si può che rimanere colpiti e stregati dalle qualità musicali di questi diffusori.

© 2017, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di What HiFi? e Stuff dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

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