Alla scoperta del Dolby Vision, il formato HDR evoluto ormai diffusissimo sia a livello hardware, sia come contenuti… videogiochi compresi
Visto che il nostro precedente approfondimento sul Dolby Vision risale a sette anni fa e che, nel frattempo, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, abbiamo voluto riprendere l’argomento per vedere come sia cambiata la situazione di questo formato HDR a livello di supporto hardware, software e tecnologico.
Introdotto nel 2014 da Dolby Laboratories, il Dolby Vision si basa sulla tecnologia HDR (High Dynamic Range), sviluppata per offrire una qualità d’immagine significativamente superiore rispetto allo standard precedente (SDR – Standard Dynamic Range). Dolby ha creato questo standard per assicurare una riproduzione visiva più accurata per quanto riguarda colori, contrasto e luminosità e anche se originariamente il Dolby Vision è stato progettato per il cinema, si è rapidamente esteso alla sfera dell’intrattenimento domestico (videogiochi compresi), trovando sempre più spazio all’interno di TV, tablet, smartphone, console e lettori UHD Blu-ray.
Fin dal debutto, il Dolby Vision si è distinto per le sue caratteristiche tecniche avanzate. La tecnologia utilizza infatti un sistema di metadati dinamici, che lo differenzia dal tradizionale e diffuso HDR10 basato su metadati statici. Mentre l’HDR10 applica impostazioni fisse per l’intero contenuto, Dolby Vision consente di variare in modo dinamico luminosità, contrasto e saturazione colore scena per scena, o persino fotogramma per fotogramma.
Una tale flessibilità permette di ottimizzare ogni singolo istante visivo, adattandolo in tempo reale in base al contenuto e alle capacità del display su cui viene visualizzato, e garantendo che le scene siano sempre rappresentate al meglio. Dolby Vision raggiunge una luminanza teorica massima di 10.000 nit, anche se la maggior parte dei televisori attuali supporta circa 1.000-1.500 nit (solo alcuni top di gamma si spingono oltre). Tuttavia, questa “riserva di qualità” consente a Dolby Vision di rimanere compatibile e pienamente sfruttabile anche con TV e schermi futuri destinati a superare le prestazioni attuali.
Inoltre, il Dolby Vision è dotato per alcuni profili di una profondità colore a 12 bit, rispetto ai 10 bit di HDR10, rendendo possibile una riproduzione ancora più dettagliata della gamma cromatica. Grazie a una scala più ampia di sfumature, il Dolby Vision riesce a evitare teoricamente l’effetto di “banding” (le bande di colore visibili nelle transizioni tra colori simili) anche in aree delicate dell’immagine, come cieli al tramonto o transizioni di luce graduali.
L’adozione di Dolby Vision si è diffusa rapidamente tra i principali produttori e piattaforme di streaming (Netflix, Apple TV+, Disney+, Amazon Prime Video) e i principali produttori di TV come LG, Sony, TCL, Hisense e Philips hanno introdotto Dolby Vision su buona parte dei loro modelli (non si tratta insomma di una feature esclusiva per i top di gamma). Anche Apple ha integrato il supporto per il Dolby Vision su molti dei suoi dispositivi, inclusi iPhone, iPad e Apple TV 4K, permettendo così di usufruire di contenuti HDR di alta qualità, anche su display di dimensioni ridotte.
Nel corso degni anni sono poi arrivate alcune evoluzioni del formato studiate per migliorare l’esperienza visiva in contesti specifici. Un esempio è il Dolby Vision IQ, tecnologia che permette ai TV (in certi casi anche di fascia media) di adattare automaticamente la qualità dell’immagine in base alle condizioni ambientali. Dolby Vision IQ sfrutta i sensori di luminosità integrati nel televisore per regolare l’immagine in tempo reale, ottimizzando la visibilità e il contrasto anche in ambienti molto illuminati.
Un’altra evoluzione è il Dolby Vision for Gaming, pensato per sfruttare le potenzialità dell’HDR nel mondo dei videogiochi. Dolby Vision for Gaming ottimizza le immagini dei giochi con un approccio simile a quello utilizzato per i film, con una differenza: nei videogiochi, i tempi di risposta sono cruciali. Per questo motivo, il Dolby Vision for Gaming è progettato per adattarsi alle esigenze di reattività dei giocatori, mantenendo un’elevata qualità visiva anche durante le scene d’azione più intense.
Xbox Series X e Series S supportano il Dolby Vision for gaming, mentre PlayStation 5 non offre ancora il supporto per il Dolby Vision (e quindi nemmeno quello per la variante for gaming). Rimanendo in ambito gaming, bisogna precisare le due console di Microsoft supportano il Dolby Vision solo per i giochi in formato digitale e le app di streaming ma non per gli Ultra HD Blu-ray. Se quindi avete un TV con Dolby Vision e volete gustarvi i vostri UHD Blu-ray con Dolby Vision con una di queste due console, sappiate che dovrete accontentarvi dell’HDR10.
È interessante notare come, nonostante il successo e la diffusione del Dolby Vision, Samsung abbia scelto di non adottare questa tecnologia sui propri televisori, preferendogli il proprio formato HDR10+. Molto meno diffuso del Dolby Vision sia a livello hardware, sia tra le piattaforme di streaming e i supporti fisici, l’HDR10 è una tecnologia open-source sviluppata da Samsung in collaborazione con Panasonic e Amazon e rappresenta un’alternativa a Dolby Vision per la gestione dei metadati dinamici.
Il fatto che Samsung non supporti il Dolby Vision significa che i contenuti ottimizzati per questa tecnologia non vengono visualizzati al meglio sui TV del produttore coreano (ci si deve infatti accontentare dell’HDR10), un limite che stona decisamente per TV top di gamma come ad esempio il recente QD-OLED S95D e che l’appassionato deve considerare quando si appresta ad acquistare un nuovo TV.
La decisione di Samsung non adottare il Dolby Vision è legata ai costi di licenza associati che Dolby richiede per l’uso della sua tecnologia, mentre l’HDR10+ è gratuito e quindi più conveniente per i produttori (non ci sono solo i TV Samsung, infatti, a supportare l’HDR10+). Il fatto comunque che il primo produttore di TV al mondo non supporti il formato HDR avanzato più diffuso a livello globale rimane discutibile.
Vogliamo chiudere questo approfondimento con una considerazione pratica. Serve davvero il Dolby Vision o è un’evoluzione che la maggior parte delle persone non riesce a percepire rispetto all’HDR10? La risposta da dare non è facile. Se infatti il passaggio dall’SDR all’HDR è facilmente percepibile, notare i miglioramenti tra un contenuto in HDR10 e uno in Dolby Vision lo è molto meno, soprattutto se non si fa un confronto diretto con lo stesso contenuto in Dolby Vision riprodotto su un TV che supporta questo formato (come un OLED LG) con a fianco uno che invece non lo supporta (un equivalente modello di Samsung) e che quindi lo riproduce in HDR10.
Ci sono poi altre varianti che entrano in gioco (tipo di contenuto, caratteristiche tecniche del TV), ma dalla nostra esperienza diretta in tutti questi anni il Dolby Vision riesce in effetti a dare qualcosa in più dell’HDR10 come esperienza di visione complessiva, anche se non si tratta di chissà quali differenze. Per quanto riguarda invece le differenze tra Dolby Vision e HDR10+, sono praticamente inesistenti, anche se come già detto quest’ultimo formato è molto meno diffuso e ci sono quindi meno contenuti compatibili.
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