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Blade Runner 2049 @ Arcadia: impressioni senza spoiler

Blade Runner 2049

Atteso con un misto tra trepidante curiosità e prudente scetticismo, il sequel di Blade Runner è finalmente al cinema. L’abbiamo visto in Dolby Atmos in sala Energia al cinema Arcadia di Melzo.

Una premessa. Non posso negare di aver accolto tempo addietro la notizia che il sequel di Blade Runner fosse entrato in produzione con uno sconforto al limite del ribrezzo, per la tendenza imperante ad Hollywood di creare sequel, remake, reboot e “universi condivisi” senza alcun freno. Il solo fatto che si fosse deciso di lucrare attingendo da quel cult assoluto, film unico e irripetibile per tutta una serie di fattori e circostanze, mi aveva fermamente convinto a ignorare qualsiasi notizia avrebbe riguardato il suddetto sequel.

blade runner 2049

Tutto questo se non fosse che nel frattempo ho “scoperto” Denis Villneuve e il suo incredibile talento. Esattamente come fece Christopher Nolan qualche anno prima, da autore di film indipendenti “d’autore”, Villneuve sbarca a Hollywood riproponendo i suoi temi e il suo modo di fare cinema senza piegare di una virgola la propria poetica. Ecco quindi che Prisoners, Sicario e infine Arrival danno conferma che, per pochi eletti, è ancora possibile fare cinema con grandi nomi nel cast unendo appeal commerciale a pellicole per nulla banali o “accomodanti” alle tendenze imperanti prima descritte (ovvero che a Hollywood si investe solo sul sicuro).

Ecco quindi l’annuncio della regia di Blade Runner 2049 affidata a Villenuve come un fulmine a ciel sereno di colpo riaccende la speranza che forse, il sequel “che non doveva esistere” era stato messo nelle mani di uno dei pochissimi registi in grado di poter dire qualcosa di nuovo senza sciupare la preziosa eredità del film originale.

Impressioni (senza spoiler)

Il sentimento con cui mi sono recato in sala per assistere a Blade Runner 2049 è stato quasi di apprensione. Apprensione per non veder delusa la “quasi segreta” speranza che Villneuve potesse con questo film firmare il suo definitivo capolavoro, raccogliendo l’eredità di un Ridley Scott sempre più altalenante e deludente  nelle sue ultime produzioni (vedi Alien Covenant, Exodus o The Conselour).

Ebbene, la visione di Blade Runner 2049 ha confermato da una parte la tesi iniziale: il sequel non è superiore all’originale e non avrebbe potuto esserlo, per lo meno nell’impatto che ebbe nel 1982, mostrando per la prima volta sul grande schermo un “universo distopico” di quel tipo e con quelle suggestioni che oggi abbiamo ritrovato in altre pellicole.

Blade runner 2049

Detto questo, Dennis Villneuve è riuscito nel quasi impossibile, ovvero dare un seguito assolutamente degno a Blade Runner. Non è perfetto, non riscriverà la storia di un genere cinematografico, ma Blade Runner 2049 è un film impressionante.

Blade runner 2049

Gli omaggi evidenti all’originale -e data la presenza di Deckard/Harrison Ford non poteva essere altrimenti- non mancano, ma la storia non è un riciclo ad libitum come avvenuto ad esempio ne il risveglio della forza per Star Wars: va invece ad espandere ed esplorare quel mondo circostante che avevamo soltanto immaginato guardando l’originale, mantenendone quasi intatta l’atmosfera.

Blade runner 2049

E qui il lavoro congiunto della assolutamente fantastica scenografia e fotografia (Roger Deakins è da Oscar istantaneo), delle musiche di Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch che utilizzano gli stessi synth di Vangelis e di un montaggio lento, che si prende tutto il tempo per indagare e suggestionare sono le chiavi per convincerci che, sì, stiamo veramente guardando il sequel di Blade Runner e vogliamo immergerci nel suo universo il più a lungo possibile (e con 163 minuti veniamo esauditi).

Blade runner 2049

Poi non tutto funziona al 100%, ma qui bisognerebbe parlare di personaggi e trama e non voglio assolutamente privarvi del piacere di scoprire da voi ciò che Hampton Fancher (sceneggiatore dell’originale) e Michael Green hanno architettato per tornare nel mondo dei replicanti.

Andate al cinema e… sceglietelo con cura. Noi siamo andati suol sicuro, scegliendo la Sala Energia del celebre cinema Arcadia di Melzo, che con il suo schermo di 30 metri di base e con la più grande istallazione Dolby Atmos d’Europa ci ha trasportati nella Los Angeles del 2049. Un mix Dolby Atmos spettacolare che meritiamo di trovare anche sulle future release Blu-ray e Ultra HD 4K.

Blade runner 2049

Blade Runner – The Final Cut [UHD]

  • Giuseppe Alba

    Magari fosse così Pietro….. Atmos sia per il blu ray che per il blu ray 4k…..tanto sognare non costa nulla…
    Per quanto riguarda l’audio hai trovato qualche piccola sbavatura?

  • Emiliano Dalla

    Forse stasera riesco ad andarlo a vedere, anche se in un semplice cinema con visione full HD e audio normale.

  • UP82

    Film notevole….le atmosfere il ritmo la psicologia ê pressochê identica al primo. Un consiglio non andate a vederlo allo spettacolo delle 22.30

  • Fracchio82 .

    in 4k ha tutte le possibilità per essere il bluray più assurdo di tutti i tempi

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