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Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette

Aventho Wireless

Forti di un sistema in grado di creare un profilo audio personalizzato, le cuffie on-ear Beyerdynamic Aventho Wireless convincono ma non esaltano.

Le Aventho Wireless, disponibili in Italia a 449 euro, sono le prime cuffie on-ear wireless di Beyerdynamic e, per presentarle al pubblico, il produttore tedesco ha insistito molto sulla funzione dei profili audio personali. Dopotutto ognuno di noi ascolta musica in modo diverso (c’è chi preferisce molti bassi ad esempio) e Beyerdynamic punta a soddisfare le nostre esigenze di ascoltatori con una companion app, che testa quanto bene siamo in grado di percepire certe frequenze e regola di conseguenza la resa sonora delle cuffie.

Non si tratta di una feature esclusiva per le Aventho Wireless visto che la troveremo anche nelle imminenti cuffie Amiron Wireless e negli auricolari Xelento Wireless, ma si tratta  di un’aggiunta comunque interessante che potrebbe bastare a fare la differenza rispetto a cuffie rivali nella stessa fascia di prezzo… oppure no?

Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette

Costruzione

Una volta estratte dalla confezione, le Aventho Wireless appaiono più eleganti e “di lusso” rispetto ad altre cuffie premium come le Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfetteBose QuietComfort 35 II, anche perché non troviamo alcun pulsante fisico bensì controlli touch disposti sul padiglione destro che tramite tap singolo e doppio e swipe orizzontali e verticali permettono di controllare il volume e la riproduzione. A dire il vero non sempre gli swipe funzionano al primo colpo e dopo una settimana di utilizzo abbiamo rimpianto un po’ i pulsanti fisici grazie al loro feedback più immediato e preciso.

Inoltre, nel caso dovessimo ascoltare le cuffie con il cavo perché siamo rimasti con la batteria a terra, i controlli touch smettono di funzionare e bisogna quindi ricorrere alla sorgente audio per controllare la riproduzione e il volume (non il massimo della comodità).

Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette

A parte ciò e l’impossibilità di essere ripiegate per un loro più facile trasporto, le Aventho Wireless sono risultate cuffie estremamente comode da indossare e sono inoltre costruite in modo da lasciare entrare davvero pochissimi rumori esterni con ottimi risultati, sebbene a differenza di molte cuffie rivali non integrino un vero e proprio sistema di cancellazione attiva del rumore.

Funzioni

La compaion app a cui accennavamo prima si chiama MIY (Make It Yours) e serve per eseguire alcuni test audio (essenzialmente dei suoni con diverse frequenze) prima di iniziare a utilizzare le cuffie. In pratica bisogna confermare sullo smartphone ogni volta che riusciamo a percepire questi suoni, in modo che poi il “cervello” all’interno delle cuffie si regoli di conseguenza e imposti automaticamente il profilo audio più adatto alla nostra capacità di ascolto.

L’intero processo dura circa 6 minuti e consigliamo di farlo con la giusta attenzione visto che il risultato influenza notevolmente la resa delle cuffie. I dati vengono salvati nella memoria delle cuffie e quindi il vostro profilo rimane accessibile anche nel caso doveste cambiare lo smartphone con il quale avete effettuato il test.

Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette

Un altro bonus delle Aventho Wireless da non sottovalutare è il supporto all’aptX HD per ascoltare anche via Bluetooth audio hi-res fino a 24-bit/48kHz, mentre il supporto multi-point per connettere alle cuffie due dispositivi contemporaneamente ha funzionato solo a tratti (magari un aggiornamento software risolverà il problema). L’autonomia si avvicina alle 30 ore con una carica e, a ogni calo del 20%, siamo avvisati da un messaggio vocale in modo da non farci trovare impreparati. Apprezzabile anche la scelta di un connettore USB-C al posto del tradizionale microUSB, a tutto favore dei tempi di ricarica.

Qualità audio

Abbiamo rodato le cuffie per un paio di giorni prima di collegarle al nostro fidato DAP Astell & Kern Kann e iniziare i test di ascolto veri e propri. Facendo partire Step Into My Office, Baby dei Belle & Sebastian e notando la brillantezza e la fluidità delle voci, ci mettiamo davvero poco per accorgerci di come il vero punto forte di queste cuffie sia la resa in gamma media, con un dettaglio davvero sopraffino che fa emergere ogni più piccolo particolare delle voci tra sibilanti e sospiri.

Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette

Per testare la gamma alta, abbiamo optato invece per It’s A Long Way To The Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll) degli AC/DC riprodotta tramite Tidal HiFi su un MacBook e le cornamuse sono gestite alla perfezione, senza asprezze o durezze di sorta. Passando poi a Pills di St Vincent, le Aventho Wireless non si tirano indietro quando si tratta di sferrare impatto e punch; qui i bassi suonano naturali e mai esagerati o troppo baldanzosi e il bello è che le cuffie riescono a ordinare in un insieme coeso e sfaccettato al tempo stesso le diverse frequenze basse del brano.

Come avrete capito, si tratta di cuffie capaci di eccellere un po’ in tutti i generi, anche se in alcune aree di ascolto ci saremmo aspettati qualcosa di più. Messe infatti a confronto con le ottime Bowers & Wilkins PX, le Aventho Wireless non hanno ad esempio la stessa maestria nel gestire le dinamiche. In Greater Than degli Sharpless il modo in cui la batteria entra nel brano non è sottolineato dalle Beyerdynamic in maniera così arrembante e potente come ci saremmo aspettati.

Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette

Avremmo preferito anche una miglior separazione dei vari strati strumentali visto che a volte il tutto suona un po’ congestionato e poco trasparente, limiti che invece le PX non hanno o comunque trasmettono in maniera molto minore.

Verdetto

Le Beyerdynamic Aventho Wireless sono cuffie con molta tecnologia al loro interno e con un’idea di fondo (il profilo audio personalizzato) di cui sentiremo parlare sempre più spesso. Non abbiamo dato il massimo dei voti perché manca quella scintilla a livello audio in grado di metterle allo stesso piano delle 4-5 rivali top di gamma del momento, ma per il resto l’esordio di Beyerdynamic nel settore delle cuffie on-ear wireless è andato decisamente bene.

© 2018, AF Digitale. Tutti i prodotti sono stati provati nelle apposite sale di ascolto e di visione di Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette e Beyerdynamic Aventho Wireless: ingegnose ma non perfette dal team editoriale con sede nel Regno Unito.

  • Verdetto
4

Riassunto

Forti di un sistema in grado di creare un profilo audio personalizzato, le cuffie on-ear Beyerdynamic Aventho Wireless convincono ma non esaltano.

Pro
Bilanciamento neutro
Dettaglio elevato
Gamma media
Profilo audio personalizzato
Costruzione impeccabile

Contro
Non c’è un sistema di cancellazione del rumore
Peccano un po’ nella gestione delle dinamiche
Il timing potrebbe essere un po’ più preciso

Scheda tecnica
Tipo: cuffie on-ear
Design: chiuso
Risposta in frequenza: 10-40000 Hz
Impedenza: 32 Ohm
Sensibilità: 105dB/V a 500 Hz
Ingresso 3,5mm: si
Connettività: Bluetooth 4.2 (aptX HD), USB-C
Peso: 238 grammi
Prezzo: 449 euro
Sito del produttore: europe.beyerdynamic.com


 

 

 

 

 

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